Chi nella storia delle monoposto avrebbe meritato maggiore considerazione? Parola ad alcuni esperti, via RedBull.it
Alla vigilia del Gran Premio dell’Austria, RedBull si è rivota ad alcuni esperti in materia di MotorSport per individuare i piloti che non hanno sfruttato in pieno il proprio potenziale. E alcune delle loro risposte destano qualche sorpresa…
Greg Stuart – Action Sports Editor, Red Bull UK
“Damon Hill ha sfruttato al meglio le poche opportunità che ha avuto”
La cosa che mi lascia perplesso è che Damon Hill debba lottare ancora oggi per giustificare la sua reputazione. Sono abbastanza sicuro che nessun altro campione del mondo di Formula Uno, o anche solo pilota, sia sottovalutato quanto lui. Va bene, la gente parla del suo famoso padre, o del fatto che abbia avuto la fortuna di passare dalla terribile Brabham del 1992 alla Williams, prima della classe, nel 1993.
Ma a differenza di altri piloti a cui sono state concesse occasioni incredibili – Riccardo Patrese, il pilota che ha sostituito alla Williams, per esempio – Hill ha sfruttato al meglio l’opportunità avuta, lavorando duramente per migliorare la sua guida, imparando da compagni di squadra come Prost, Senna e Nigel Mansell, eclissando Michael Schumacher in diverse occasioni e conquistando un Mondiale – un compito non facile. Inoltre detiene ancora un 13esimo posto di tutto rispetto nella lista dei vincitori di tutti i tempi della F1 con 22 vittorie, davanti a una platea di piloti come Mika Häkkinen, Ronnie Peterson e Jack Brabham. E se avete bisogno di essere ancora convinti, basti pensare alla vittoria sfiorata da Hill in Ungheria nel 1997 con la Arrows, o al successo sul bagnato a Spa nel 1998 con la Jordan.
Vince Pettit – Editor in Chief, The Checkered Flag
“Eventi sfortunati e squadre mediocri hanno impedito a Jean Alesi di dimostrare il suo potenziale“.
Nonostante abbia vinto solo una gara, Jean Alesi aveva molto più potenziale di quello che è riuscito a dimostrare. Ha fatto gavetta nella Tyrrell guidando il GP USA del 1990 a Phoenix (chiuso al secondo posto), in una gara che lo vide a lungo tenere dietro il ben più potente motore V10 Honda della McLaren di Ayrton Senna (che avrebbe poi vinto il campionato di quell’anno).
Una serie di sfortunati eventi e di scelte del team sbagliato gli hanno impedito di dimostrare il suo potenziale durante la carriera. Un classico esempio è stata la mossa di Alesi di andare in Benetton nel 1996, proprio mentre la squadra entrava nella crisi dell’era post-Schumacher mentre la Ferrari, la squadra che aveva lasciato per la Benetton, cominciava a prendere slancio. Se la dea bendata fosse stata dalla sua parte, Alesi avrebbe sicuramente vinto di più.
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