Maurizio Arrivabene ha ancora una volta criticato in diretta TV Kimi Raikkonen. Nell’immediato dopo gara del Gran Premio di Gran Bretagna, il Team Principal della Scuderia Ferrari ha usato le seguenti parole: “Quello che è successo con Kimi è evidente, cioè è il pilota che deve giudicare come lavora la macchina. Lui ha fatto una chiamata anticipandola ed è finita così”.
Come dire che l’ottavo posto finale è figlio di un errore del pilota finlandese. Evidentemente gli “errori” di Arrivabene del recente passato – Canada e Austria – non hanno insegnato nulla al bresciano dalla giubba rossa. Criticare in maniera così continua il suo pilota non può che essere controproducente, sia per il pilota che per il team.
Raikkonen guida una Ferrari e la guiderà almeno fino alla fine dell stagione in corso. E’ indubbio quindi che avere un pilota motivato che si sente tutelato e “protetto” dal suo team principal non può che essere uno stimolo in più per fare bene! Al contrario, sentirsi sempre criticato e indicato come il solo nel team a commettere errori, anche quando poi questi non si rivelano tali (vedi Canada!), non può che portare invece il rendimento del finlandese verso il basso!
Le parole di Arrivabene, evidentemente esagerate, anche nei toni, nei confronti di Raikkonen, sono state poi “corrette” nel comunicato ufficiale Ferrari, nel seguente modo: “Nel caso di Kimi, che aveva una strategia identica a quella di Seb, lui ha ritenuto di dover entrare. Se la pioggia fosse caduta più forte, magari avrebbe vinto la gara”.
E’ evidente che le dichiarazioni contano, il modo di enfatizzare o meno certe parole anche ma, ripetiamo, le critiche gratuite verso un proprio pilota non servono a nulla se non ad abbassare il rendimento del pilota stesso.
Al contrario, in un team che tiene al lavoro di squadra e dove vige il motto “si vince e si perde tutti insieme“, i piloti hanno sempre il pieno appoggio dei vertici della squadra. I conti poi si fanno e si faranno a fine stagione! In Ferrari infatti non c’è e non ci sarà nessun problema a trovare un eventuale pilota che possa sostituire Raikkonen, anzi… sono tutti alla porta a bussare, in attesa che Sergio Marchionni o chi per lui prenda la fatidica decisione.
