
1994-2015. Un lasso di tempo durato ben 21 anni, un filo diretto che collega due campioni scomparsi come Ayrton Senna e Jules Bianchi. Un periodo lunghissimo, ricco di innovazioni, che ci ha maledettamente illuso sul fatto che la Formula 1 avesse ormai raggiunto livelli di sicurezza tali da evitare di piangere per la perdita di un pilota. Questo sport oggi deve purtroppo fare i conti nuovamente con la morte, elemento che sembrava definitivamente allontanato dalle piste dei mondiali.
Non ce l’ha fatta Jules, ha lottato con la vita quasi per un anno intero nel suo letto d’ospedale, prima in Giappone e poi a casa sua, a Nizza, in Francia, dove era nato nel 1989 da genitori di origini italiane. Tra qualche giorno, il 3 agosto, Bianchi avrebbe compiuto 26 anni. Se ne va non solo una delle persone più apprezzate dell’intero circus della Formula 1, ma ci lascia anche un pilota dotato di un grande talento che gli avrebbe senz’altro consentito di poter fare tanta strada anche in un top team, primo fra tutti la Ferrari, sogno di una vita che aveva parzialmente realizzato entrando a far parte nella “Driver Academy” con l’etichetta di pilota tra i più promettenti. In Formula 1 Jules ha corso in due campionati, nel 2013 e nel 2014, entrambi al volante della complicata Marussia. Eppure, nonostante la scarsa competitività della monoposto, Bianchi era entrato nella storia proprio nel 2014, anno in cui conquistò i primi punti iridati per lui e per il suo team concludendo in 9° posizione al Gran Premio di Monaco, non certo il circuito più facile per riuscire in una simile impresa. Probabilmente, senza quel maledetto incidente, quella sarebbe stata la sua ultima stagione con la Marussia, perché già il suo nome cominciava a circolare sulle liste dei desideri di vari team più quotati, magari abbracciando proprio la sua amata Ferrari, che non ha mai smesso un giorno di sostenerlo da quello scioccante 5 ottobre 2014.
A Suzuka si corre il Gran Premio del Giappone, ma sul circuito nipponico si abbatte un violento acquazzone. In moltissimi perdono il controllo della vettura e finiscono fuori pista, e tra questi c’è anche il tedesco della Sauber Adrian Sutil. La safety car non entra subito in pista (da qui partirà poi un indagine che culminerà con la decisione di introdurre la nuova regola della “virtual safety car”), e nel giro successivo Bianchi esce di strada proprio nello stesso punto di Sutil, andando a sbattere violentemente contro la gru dei commissari di gara che stavano rimuovendo la Sauber incidentata. Lo schianto è talmente grave che la regia internazionale non manda in onda nemmeno il replay dell’accaduto, e la gara viene immediatamente sospesa. Sarà dopo qualche settimana, grazie ad un video amatoriale realizzato da uno spettatore in tribuna, che si potrà realmente capire che cosa è accaduto in modo chiaro a Jules, e quello che si vede è uno spettacolo macabro e brutale. Bianchi viene trasportato d’urgenza al vicino ospedale di Yokkaichi, vicino a Suzuka, dove subisce un intervento chirurgico alla testa. Il giovane francese, in coma profondo, non si riprenderà mai più, nonostante il trasferimento dal Giappone alla Francia nei mesi scorsi. In tutto questo tempo abbiamo sperato, pregato e atteso buone notizie, cercando uno spiraglio di ottimismo dalla parole dei genitori di Jules, gli stessi ad annunciare la notizia della scomparsa ed incredibilmente composti e degni nonostante il dolore tremendo di vedere un figlio in quelle condizioni, quello stesso ragazzo che oggi è partito per un lungo viaggio. Già da questa mattina l’intero mondo della Formula 1, e dello sport in generale, si è stretto attorno alla sua famiglia. Moltissimi i messaggi di cordoglio anche sui social network, dove alcuni piloti e team hanno voluto manifestare il proprio dolore con vari tweet tramite il loro profilo ufficiale.
L’affetto dei suoi colleghi è sufficiente per dimostrare quanto Bianchi non fosse solo un pilota apprezzato, ma anche perché tutti riconoscevano in lui una persona dall’animo dolce ed amichevole, merce rara in un mondo come la Formula 1 caratterizzato spesso da polemiche. La sua personalità mancherà davvero a tutti noi, a partire da un giorno come oggi tanto caldo quanto triste, nel quale abbiamo perso definitivamente la speranza di rivedere il suo amato.
Riposa in pace Jules Bianchi!