
Ma davvero le Mercedes sono di un altro pianeta? A giudicare la classifica mondiale piloti, al termine della gara in Ungheria vinta magistralmente da Sebastian Vettel, sembrerebbe proprio di no. E’ giusto sottolineare la grande potenza ed affidabilità delle Mercedes, irriconoscibili all’Hungaroring, ma se si osserva la graduatoria momentanea ci si accorge che il distacco dagli inseguitori non è poi così abissale rispetto a come si poteva immaginare.
In testa a tutti c’è Lewis Hamilton che, nonostante il fine settimana ungherese costellato da pochi alti e molti bassi, può permettersi di godersi le vacanze estive con un bottino di ben 202 punti. Dietro di lui c’è il compagno di squadra Nico Rosberg, anche lui protagonista di una gara incolore e per giunta incolpato ingiustamente proprio da Hamilton via team radio nel corso primo giro del gran premio. Il punteggio attuale del pilota tedesco è di 181 punti, e se si pensa che proprio Rosberg avrebbe avuto la grande occasione di balzare in testa al mondiale proprio in Ungheria, ci si rende conto che la prestazione di domenica è stata ancor più indigesta per il figlio d’arte di Keke. Ma non è tutto. Oltre al considerevole distacco dalla leadership, Rosberg deve anche fare grande attenzione a quello che sta accadendo alle sue spalle. Gli ottimi piazzamenti ottenuti sin qui da Vettel, culminati con le due vittorie in Malesia ed appunto in Ungheria, hanno consentito al numero 5 della Ferrari di avvicinarsi pericolosamente alla seconda piazza della graduatoria mondiale. Nessuno ci avrebbe scommesso, ma giunti ormai a metà stagione il distacco tra Rosberg e Vettel non si può affatto considerare oceanico. Vettel ormai sente l’odore della preda, distanziata di soli 21 punti. Ciò vuol dire che se il nuovo idolo di Maranello dovesse approfittare di un passo falso (anzi, falsissimo) di Rosberg già a partire dalla prossima gara in Belgio, Vettel potrebbe quindi presentarsi al tanto atteso appuntamento di Monza addirittura al secondo posto.
E’ una situazione che tutti i tifosi della Rossa si augurano, restando sempre consapevoli che ad ogni modo la stessa Ferrari può e deve ancora migliorare sotto alcuni punti di vista. Il gap con le Mercedes resta ancora ben chiaro, ma dopo quanto accaduto in Ungheria e dopo tutto il duro lavoro fatto dagli uomini di Maranello, ora ci sono veramente delle motivazioni maggiori per tornare a credere in un risultato che solo un anno fa era pura e squisita fantascienza. Ma come dice il team principal della Ferrari Maurizio Arrivabene, bisogna tenere i “piedi per terra e la testa bassa”.
