
Una domenica entusiasmante e ricca di colpi di scena: è questo il sunto del Gran Premio d’Ungheria, decima gara del mondiale 2015 e ultima prima delle consueta pausa estiva. Una gara che è stata sorprendente sin dal primo giro, quando i piloti Ferrari, grazie ad una grande partenza, sono riusciti ad andare in testa davanti alle due Mercedes. Sia Vettel che Raikkonen, quindi, si sono resi protagonisti di un grande spunto, al contrario di Lewi.s Hamilton che dopo solo due curve si ritrovava 4° dopo essere essere scattato dalla prima casella. Una giornata molto positiva anche per la Red Bull, con entrambi i proprio piloti a podio su un circuito adatto alla propria vettura, ricca di curve che hanno certamente esaltato le doti aerodinamiche della RB11. Tra le sorprese di giornata non possiamo sicuramente escludere Max Verstappen, 4° al traguardo, e le due McLaren, con Fernando Alonso autore di una grande gara. Il disastro Mercedes però, non si ferma solo alla partenza, perché Lewis Hamilton incappa in una delle sue giornate peggiori di tutta la carriera: nella ghiaia al primo giro e ai box a scontare una penalità per un contatto con Ricciardo dopo la metà di gara; a ciò si aggiunge la sfortuna che ha colpito Rosberg, secondo fino agli ultimi giri quando una foratura, provocata da Ricciardo, mette fine a suoi sogni di andare in cima alla classifica.
Sebastian Vettel: 10.
Chi lo avrebbe detto il sabato sera che il tedesco non solo avrebbe vinto, ma anche dominato la gara con un passo inavvicinabile? Probabilmente nessuno, perché al venerdì i problemi che avevano afflitto la vettura del 4 volte campione non gli avevano permesso di girare con continuità e di provare, di conseguenza, il passo gara. Nonostante ciò, comunque, il passo gara della Rossa, per quanto visto con Raikkonen, non sembrava poter essere tale da riuscire a tenere testa alle due Mercedes. Invece, grazie ad un scatto magistrale dalla terza posizione, il tedesco ha prima conquistato la testa della corsa e poi ha dominato e distaccato i più diretti avversari, a partire dal compagno di squadra alle sue spalle. Colui che sembrava il vero accreditato alla vittoria, ovvero Lewis Hamilton, è rimasto intrappolato nel traffico per gran parte della corsa ma, una volta a pista libera, ha dimostrato come il suo passo gara sarebbe stato sufficiente per tenere testa o quantomeno lottare con il tedesco della Ferrari. Quindi sicuramente abbiamo visto un Vettel mostruoso, costante giro dopo giro e senza mai una sbavatura, ma bisogna dire che, comunque, c’era chi poteva stargli davanti sulla pura prestazione. Non è una gara da prendere con i facili entusiasmi perché tra un tracciato favorevole e rivali mancanti (in quanto Rosberg non aveva passo ieri) la vittoria è stata comunque un po’ fortunosa, anche se meritata, visto che il tedesco, come detto, non è stato protagonista di un singole errore, neanche dopo che la SC aveva azzerato il suo vantaggio.
Daniil Kvyat: 8.
Ha conquistato quello che aveva mancato per un soffio a Silverstone. Il russo ha conquistato il primo podio in carriera in modo anche un po’ inaspettato, perché al venerdì sembrava avere un buon passo gara, ma non abbastanza per riuscire a conquistare il podio. Il giovane pilota Red Bull, invece, è stato bravissimo a sfruttare l’occasione e gli errori altrui, non commento errori. La penalità a lui rifilata è al quanto ridicola, visto che il russo, in battaglia con Hamilton, non poteva di certo sparire. Comunque è sicuramente un risultato positivo per il russo che conferma il trend positivo.
Daniel Ricciardo: 7,5.
La vittoria era alla portata: grazie alla SC aveva chiuso il gap su Vettel e Rosberg ma, proprio nella battaglia con il tedesco, rovina la sua gara, andando a distruggere la sua ala anteriore. E pensare che il passo per giocarsela con il tedesco molto probabilmente nell’ultima parte di gara, con la vettura scarica, c’era: fino al momento dell’entrata della SC, però, è stata una gara a senso unico, nel senso che il passo per stare con le Ferrari e anche con Rosberg non c’era. Un po’ la fortuna, un po’ l’essere bravo a sfruttare le occasioni, Ricciardo è ritornato sul podio per la prima volta in questa stagione. Tenta l’impossibile con Rosberg rimanendo in pista ma, appunto, rovinando non solo la sua gara, ma anche quella del tedesco. Peccato per questa sbavatura che rovina una bella gara.
Max Verstappen: 8,5.
Arrivare quarto con una Toro Rosso a 17 anni non è cosa da tutti. Lo sa bene Max Verstappen, il giovane olandese che in Ungheria ha sorpreso tutti, andando a sfiorare il sogno del podio. Non ha ancora l’esperienza di Kvyat e di Ricciardo, ma ieri ha corso come un ragazzo che corre in Formula 1 da parecchi anni: ha sfruttato tutte le occasioni e non ha fatto errori, andato a conquistare 12 punti che saranno importanti anche nella sua classifica piloti. Ha corso con freddezza dimostrando che sta crescendo e che può diventare una stella di questo sport anche se ci vuole ancora calma.
Fernando Alonso: 8.
Stabilmente nei primi 10 il venerdì, il sabato durante le qualifiche si ritrova a dover spingere la propria vettura in corsia box (cosa per la quale a mio modesto parere meritava almeno un richiamo vista la pericolosità della situazione) a causa della solita Power Unit Honda. Su una pista, però, dove la Power Unit conta molto meno a livello di performance, la McLaren (come la stessa Red Bull) ha potuto dimostrare le potenzialità del proprio telaio, andando a conquistare un quinto posto che, per una vettura del genere, sa quasi come un trionfo. Bravo a sfruttare le occasioni anche se bisogna comunque dire che c’è molta fortuna in questo risultato (visti incidenti, ritiri e penalità senza i quali sarebbe arrivato sicuramente più indietro): non c’è, però, da cantare vittoria. È vero che il 5° posto è un ottimo risultato ma in 20 giri (dopo la SC) Alonso ha preso ben 25″ da Vettel, con un ritardo di oltre 1″ al giro e, su un circuito così corto, è un gap abbastanza importante. Però, intanto, a Woking si godono il risultato, aspettando novità dal Giappone sul lato Power Unit.
Lewis Hamilton: 4.
Gara pessima. Parte malissimo, sembra per un surriscaldamento della frizione (anche se non è la prima volta che resta fermo al palo), perdendo ben 3 posizioni. Nella fretta di recuperare commette un errore, finendo nella ghiaia e rientrando solo in 10 posizione: perde tempo nel sorpassare Massa e la sua rimonta continua lentamente fino alla SC. Con la vettura di sicurezza il gruppo si compatta ma commette una cosa che non ti aspetti da un pilota di tale livello: cerca un sorpasso impossibile su Ricciardo, finendogli addosso. Penalità per l’inglese che va, quindi, ulteriormente a rovinare la sua gara. Non ci aspettava una tale prestazione da un campione come Hamilton su un circuito su cui è sempre andato bene e, sopratutto, una caduta di stile come quella nel post gara, dando la colpa dei problemi avuti in gara al fatto che abbia dormito poco. Il passo per la verità c’era, basta vedere quando ha avuto la pista libera, ma la testa no. Sicuramente, però, è solo una brutta giornata e già a Spa invertirà il trend.
Romain Grosjean: 7+.
Il francese si conferma un pilota molto affidabile. Ancora una volta nei punti con una gara solida. C’è da dire che, però, ci si aspetta anche un grosso sviluppo da parte di Lotus anche se, al momento, sembra molto difficile: come dichiarato dallo stesso francese la settimana scorsa, la trattativa per l’acquisto del team inglese da parte di Renault non sta permettendo di sviluppare la macchina ad Enstone e Grosjean non può continuare a fare miracoli.
Nico Rosberg: 6.
Avendo a disposizione una Mercedes sicuramente ci si aspettava molto di più: vero che ha avuto problemi per tutto il fine settimana, ma il passo gara non è stato assolutamente alla sua altezza. Partenza disastrosa, come Hamilton, tanto che entrambe le Ferrari lo passano. A questo punto, però, ci saremmo aspettati che almeno avrebbe potuto rimanere con le due Rosse, sfruttando l’errore di Hamilton per andare in cima alla classifica: invece il tedesco non riesce a tenere neanche il passo di Raikkonen. Grazie alla SC si riavvicina alle Rosse ma non riesce ad essere incisivo (anche per il fatto che aveva montato le medie nell’ultimo stint, il cui motivo non è ancora chiaro) e, nella battaglia con Ricciardo finisce anche per forare, incolpevolmente, la posteriore sinistra. Un peccato per lui, perché questa era una grossa occasione da sfruttare, ma il non essere mai stato incisivo lo ha penalizzato. La sufficienza ci sta perché, comunque, poteva salire sul podio.
Jenson Button: 6,5.
È una gara molto diversa da quella di Fernando Alonso: alle sue spalle arrivano solo le Sauber (che come prestazione questo week end si sono dimostrate veramente molto sotto le aspettative) e due Williams questa settimana irriconoscibili (per incidenti e varie). Insomma, se Alonso questa gara ha fatto la differenza, Button non è stato sempre “pimpante” come suo solito. Andare a punto con questa McLaren è comunque già qualcosa.
Marucs Ericsson: 6.
Come detto per Button alle sue spalle sono arrivate solo le Williams (in crisi) e il compagno di team: difficile non andare a punti anche grazie ai molti ritiri. È una sorpresa, comunque, vederlo davanti al proprio team mate.
Valtteri Bottas/Felipe Massa: 5,5.
Facciamo una media complessiva perché più che i piloti questa settimana non c’era la vettura. C’è da dire innanzitutto che Felipe Massa ha iniziato la gara veramente male, sbagliando la casella sulla griglia e rimediando una penalità che, comunque, non ha particolarmente influenzato la sua gara. Per quanto riguarda Valtteri Bottas stava facendo una gara quantomeno discreta fino a quando Verstappen non gli ha bucato con un contatto di gara la gomma posteriore, cosa che ha sancito la fine alla sua gara. Comunque c’è da dire che la Williams questa settimana è stata una grande delusione, poteva e doveva fare molto di più.
Kimi Raikkonen: 9.
Bravo bravo bravo. Mette a tacere, ancora una volta, chi lo critica, sfoggiando una grande prestazione. Buon quinto posto in qualifica, sopratutto in quanto non era riuscito a provare la simulazione del giro veloce nelle libere per un problema avuto all’ala anteriore. In gara parte in modo eccellente, sorpassando subito le due Mercedes. Vero, il passo non era quello di Vettel, ma non era neanche troppo lontano. Un’ottima gara fino a quanto l’ammutinamento della parte elettrica della Power Unit (l’MGU-K in particolare) lo costringe al ritiro. Peccato, un podio avrebbe sicuramente portato un po’ di morale per una stagione in cui gli alti e bassi stanno diventando un po’ troppo frequenti. Serve continuità ma, sicuramente, la prova di ieri è stata notevole.
Force India: 4.
Due grossi problemi tecnici (rottura della sospensione sulla vettura di Perez e cedimento dell’ala anteriore su quella di Hulkenberg) hanno messo a grosso rischio i due piloti del team indiano. Urge rimedio.
Maldonado: 3.
3 come le penalità ricevute in gara.
Infine un saluto a Jules Bianchi. Quel minuto di silenzio prima della gara è stato veramente toccante, ci ha portato alla mente tanti bei ricordi, ricordandoci, come ha detto lo stesso Vettel, che questo sport è anche crudele. Ciao Jules, ci mancherai!