Ormai siamo quasi al giro di boa di questa stagione 2015 di Formula 1, una delle più emozionanti da qualche anno a questa parte. È tempo, però, anche di tracciare qualche bilancio, e vedere come i piloti si siano comportanti, a confronto con i rispettivi compagni di squadra, in questo primo scorcio della stagione.
Dopo aver già parlato di Sauber, Force India, Red Bull, Lotus, Manor, McLaren e Toro Rosso, ci ritroviamo a parlare dei tre top team che stanno caratterizzando questa prima parte di stagione, ovvero Ferrari, Mercedes e Williams.
Ferrari
Il 2015 è un anno particolare per la Rossa: dopo il disastro 2014 a Maranello è cambiato tutto, partendo dal presidente, passato per il team principal e arrivando ai piloti. Out Montezemolo, Mattiacci, Fry, Tombazis e Alonso, in Marchionne, Arrivabene, Resta, Allison e Vettel. E i risultati, grazie anche all’impegno dei progettisti, sono arrivati, meglio anche di quanto ci si aspettasse. L’obiettivo, per questa stagione, non era sicuramente vincere il mondiale ma arrivare al livello della Williams. Vincere qualche gara, poi, sarebbe stato un ulteriore passo, ma l’obiettivo principale era proprio quello di recuperare sulla vettura inglese e riuscire a tenergli testa. 7 podi su 9 gare e una vittoria sono sicuramente un bottino inaspettato per la Ferrari che sembra tutt’altra squadra rispetto a quella di un anno fa: c’è più entusiasmo e nel team non sembrano esserci i dissapori che aveva caratterizzato le scorse stagioni. C’è un ottimo feeling con i piloti e con la dirigenza e questo è sicuramente un punto a favore di questo nuovo ciclo. C’è da dire, però, che questa vettura ha ancora dei limiti: non riesce ad essere sviluppata a dovere, tanto che negli ultimi Gran Premi la Williams ha fatto un passo avanti netto rispetto alla Rossa, ma, al contempo, bisogna ricordare che questa vettura è ancora figlia di Tombazis e Fry e solamente nel 2016 potremo vedere una vettura targata completamente da Allison e Resta. Per quanto riguarda il confronto interno tra i piloti non c’è storia: Sebastian Vettel ormai ha preso la leadership all’interno del team, diventando un punto fermo. Grazie alle sue ottime prestazioni, non solo in gara ma anche in qualifica, ha sopravanzato nettamente il proprio team-mate Kimi Raikkonen in termini di risultati. Per il finlandese è stata una stagione dai due volti: se nelle prime quattro gare ha raccolto molto di meno rispetto a quanto avrebbe meritato (era più veloce di Vettel), complice anche alcune pessime qualifiche, nella seconda parte il finlandese si è un po’ perso, forse magari anche a causa di un feeling perso con i nuovi aggiornamenti introdotti in Spagna. Gli errori e le qualifiche al di sotto delle aspettative stanno minando il suo percorso verso il rinnovo.

Mercedes
Dominatrice incontrastata anche del 2015, la Mercedes doveva ripetere quanto visto nel 2014. Nonostante un primo periodo in cui la Ferrari sembrava poter realmente essere all’altezza della W06, la casa di Stoccarda dal Gp di Spagna ha messo il “boost”, riportandosi a livelli di dominio intravisti nel 2014. Al momento nessuno sembra poterli impensierire e la lotta per il titolo, come lo scorso anno, sarà tra Lewis Hamilton e Nico Rosberg. Un confronto serrato che, al momento, vede vincente sicuramente l’inglese, non tanto per i numeri, ma per le prestazioni messe in pista. Il tedesco si è sempre mostrato un passo indietro rispetto ad Hamilton, gli è sempre mancato quel qualcosa per stargli davanti: l’unico Gran Premio in cui è sembrato realmente essere più veloce di Lewis è stato proprio il Gp di Spagna. Insomma, Lewis al momento sembra essere in netto vantaggio ma, forse, dovrebbe concentrarsi un po’ più sulla pista che sulla vita mondana.

Williams
Dopo un inizio di stagione che la vedeva dietro alla Ferrari, la Williams si è pian piano ripresa, sapendo sfruttare gli errori della casa di Maranello (Canada e Austria) e riuscendo a chiudere quel gap che si era denotato nelle prime gare. Il duello tra i piloti vede una sostanziale parità, nel senso che ne Felipe Massa ne Valtteri Bottas sono riusciti ad imporre un dominio sul compagno di team. Da una parte per il brasiliano ci sono stati diversi problemi di natura tecnica (come quello alla Power Unit in Canada che lo ha relegato negli ultimi posti nelle qualifiche o quello in Bahrain che lo ha costretto a partire dalla pit lane) e ai pit stop, mentre per Bottas dobbiamo dire che i problemi sono stati sopratutto di strategia e che ha saltato la prima gara per un problema alla schiena. Insomma, al momento la situazione è in parità, ma lasciateci dire una cosa a favore di Bottas: l’anno passato gran parte dei media lo definivano come un talento cristallino, non accorgendosi che la stagione di Massa era stata comunque minata da diverse sfortune e problemi che aveva influenzato il risultato finale. Quest’anno dove la vettura nelle prime gare non era di certo all’altezza della Ferrari, si è subito iniziato a criticarlo, non vedendo la reale performance del finlandese che miracoli, con le vetture di questo regolamento, non ne può fare. Sicuramente gli manca un po’ lo “sprint” visto nel 2014, ma definirlo come un pilota di media classifica, sopratutto per quanto detto nel 2014, dopo solo 9 gare è veramente una cosa senza senso.
