Il Gran Premio di Suzuka potrebbe aver rappresentato la classica goccia che fa traboccare il vaso, nei rapporti, già tesi, tra Fernando Alonso e la McLaren e soprattutto tra lo spagnolo e la Honda.
Il Gran Premio del Giappone era la gara di casa del motorista nipponico e rappresentava un appuntamento di grandi aspettative per la McLaren. Nell’immaginario degli uomini del team di Woking, doveva essere la gara del riscatto della Honda e magari un buon auspicio per la prossima stagione.
Ma la realtà è stata ben diversa. E’ vero che entrambi i piloti sono passati sotto la bandiera a scacchi, ma la gara è stata frustrante sia per Alonso che per Jenson Button.
Lo spagnolo ha dato il meglio di sé: ma nonostante una buona qualifica e una partenza fulminante, la corsa per l’asturiano è stata una sofferenza. Infatti sin dai primi giri e per tutta la gara si è visto sfilare in rettilineo dalle varie Toro Rosso e Sauber, senza poter accennare un minimo tentativo di difesa.
Peggio ancora è andata a Button: una gara anonima, incolore. E ha dovuto pure subire l’onta di un sorpasso a tenaglia alla fine del rettilineo di partenza, ad opera di Felipe Nasr e Max Verstappen. Button come Ricardo Zonta al Gran Premio di Spa del 2000. In quel caso però i protagonisti erano un certo Mika Hakkinen e un altro certo Michael Schumacher. Con tutto il rispetto per le due giovani promesse, altro livello!
Questa gara non ha certo regalato stimoli all’inglese per rimanere in Formula 1: l’addio alla massima competizione automobilistica sembra ormai certo.
Ma torniamo ad Alonso. Perché mentre Button e riuscito a mantenere il tipico aplomb anglosassone, non è stato così per l’asturiano. Infatti in una comunicazione radio al suo muretto, si è sentito chiaramente Fernando sbottare: “abbiamo un motore da GP2, imbarazzante”. Un’accusa pesante, lanciata proprio nel Gran Premio di casa e con il presidente della Honda presente ai box. Una stilettata dello spagnolo che sicuramente avrà acceso gli animi nel briefing dopo gara.
Fernando ha iniziato a manifestare apertamente i propri malumori, proprio come fece in Ferrari: e tutti sappiamo come è andata a finire!
Anche nella dichiarazioni post gara Alonso ha espresso il suo disappunto: “Se riusciamo a fare una bella partenza, abbiamo qualche posizione di vantaggio ma se non possiamo tirare fuori potenza e veniamo superati da tutti, torniamo indietro. Tutto il lavoro è vanificato”, ha commentato Alonso. E poi ha aggiunto: “quando vieni sorpassato da piloti che in curva hanno difficoltà con la macchina, guidano fuori traiettoria, frenano tardi e fanno errori, è frustrante. Non ti superano in curva, ma a metà rettilineo ti sono già davanti, nemmeno in staccata. Non abbiamo possibilità di difenderci dai loro attacchi. E tutto peggiora quando ti trovi nel gruppone. Attualmente questa è la nostra situazione e continueremo a lavorare per cambiare le cose nel minor tempo possibile”.
A questo punto il futuro dello spagnolo in McLaren inizia a scricchiolare. Nonostante le rassicurazioni dello stesso pilota su Twitter, al termine della gara a mente fredda (“Qualche volta capita che vengano trasmesse comunicazioni radio che dovrebbero rimanere private della squadra. Nessuno dovrebbe avere dubbi sul fatto che abbia firmato un contratto di tre anni e chiuderò la mia carriera in Formula 1 con la McLaren con la speranza di vincere tutto. È ovvio che quando si lotta a centro gruppo è sempre difficile ma quello di oggi è stato il terzo miglior risultato stagionale. Continuiamo a lavorare duramente”), le voci nel circus di un divorzio iniziano a circolare.
Da qualche giorno, infatti, si parla di contatti tra Alonso e la Red Bull, per un sedile già a partire dalla prossima stagione, al posto di Daniil Kvyat.
L’altra opzione emersa da un po’ di tempo è il cambio di categoria: abbandono della Formula 1 e approdo alle gare endurance, dove lo aspetterebbe e lo sponsorizzerebbe il suo amico Mark Webber.
D’altronde la crisi della McLaren-Honda sembra essere ben lontana dal risolversi. Non certo in questo fine di stagione. Ma anche per il prossimo mondiale si annunciano tempi duri per la scuderia anglo-nipponica.
Alonso non è più una matricola, e il terzo titolo, che senza dubbio meriterebbe, sembra non voler arrivare. Potrebbe essere quindi verosimile che lo spagnolo si stia muovendo per cercare un team più competitivo, come la Red Bull, che l’anno prossimo potrebbe essere motorizzata Mercedes o Ferrari: o che decida di spostarsi in una categoria automobilistica, sicuramente con minor visibilità, ma nella quale potrebbe mostrare il suo talento e soprattutto potrebbe tornare a vincere.
Per ora queste sono ipotesi, rumor. Tutti gli amanti della Formula 1 e della guida spettacolare si augurano di poter ancora vedere pe i prossimi anni, la classe cristallina di Fernando Alonso calcare i circuiti di tutto il mondo. Magari nelle posizioni di testa, che gli competono.