Anche quest’anno l’atmosfera di Monza (da 10 e lode) è stato il centro del Gran Premio d’Italia, dodicesimo appuntamento del mondiale 2015 di Formula 1. A vincere (e dominare) è Lewis Hamilton che, nonostante qualche polemica sul finire della corsa, riesce ad aggiudicarsi il trofeo del primo posto, davanti a Sebastian Vettel e Felipe Massa, per i quali c’è stato un boato sul podio. Giornata sfortunata per Nico Rosberg che si è dovuto ritirare a soli due giri dal termine per un problema alla Power Unit. Bastone e carota per Raikkonen: pessima partenza ma grande rimonta. Raikkonen, però, non è l’unico pilota dalle grandi rimonte in quel di Monza, perché anche i due piloti Red Bull, partiti dalle ultime file, si sono resi protagonisti di una grande giornata. Ecco le nostre pagelle.
Lewis Hamilton: 8.
Ha vinto e stravinto. Sotto il cielo di Monza Lewis Hamilton ha messo una seria ipoteca sul mondiale, vincendo e dominando sin dal primo giorno il Gran Premio d’Italia: sin dal venerdì Lewis è sembrato inarrivabile, dominando qualifiche e gara. Il suo rivale principale, Nico Rosberg, ha dovuto tirare i remi in barca a causa di un problema tecnico: insomma, alla fine vista la netta superiorità della sua vettura ha vinto contro nessuno. Nel dopo gara esplode la polemica ma il risultato non viene toccato: in questo modo Lewis porta a casa vittoria e 25 punti di vantaggio su Rosberg, portandolo ad oltre 50 punti.
Sebastian Vettel: 8.
Il primo degli umani. Sembra che gli aggiornamenti tecnici della vettura e l’aria di Monza abbiano dato quella spinta in più al campione tedesco che, comunque, non è stato perfetto: qualche errorino di troppo in qualifica lo ha portato a classificarsi, un po’ a sorpresa, dietro il compagno di squadra. In gara ottima partenza e ottima gestione: resta da capire se sarebbe riuscito a rimanere davanti a Rosberg anche senza l’inconveniente del guasto motore del connazionale. Hamilton era imprendibile ma, probabilmente, ciò che importava realmente era arrivare sul podio e godersi la marea rossa.
Felipe Massa: 7,5.
Sempre li, li nel mezzo. Si potrebbe racchiudere così la stagione di Felipe Massa: troppo lento per le Mercedes e per le Ferrari, troppo veloce per chi gli sta dietro. Bravissimo, ancora una volta, a sfruttare glie errori e i problemi altrui, arrivando in volata sul podio con il proprio compagno di team: ancora volta Felipe ha dimostrato che non è un “bollito” e, sopratutto, di quanto il popolo Ferrarista, nonostante abbia ormai colori diversi, lo ami ancora, perché i veri amori non si scordano mai.
Valtteri Bottas: 7.
Ha molto da recriminare: come al solito, una strategia suicida dal box Williams gli fa perdere alcuni secondi da Massa e da Rosberg, pregiudicandone il finale. Ciò che conta, però, è che ancora una volta arriva dietro il compagno di box, seppur di qualche decimo. Ci si aspetta sicuramente molto di più da lui ma non tanto per come è stato descritto, ma per vederlo fare il vero passo di qualità, Se fossimo in lui, però, una bella chiaccherata con Frank Williams, riguardo al reparto strategie/cambio gomme, la faremmo…
Kimi Raikkonen: 6.
Il vero problema di Raikkonen è questo: non riuscire a mettere insieme un fine settimana perfetto: o fa bene il sabato o fa bene la domenica. Questa volta ha fatto bene solo il sabato con un eccellente secondo posto, andando ben oltre le aspettative: c’era grande attesa per la gara e la speranza di poterlo vedere nuovamente sul podio, ma, appunto, qualcosa non doveva andare. Giro di ricognizione, griglia, partenza e boom, la sua vettura si ammutolisce, entra in azione l’antistallo, costringendolo praticamente a partire dal fondo. C’è che dice che sia colpa della vettura chi colpa del pilota: noi siamo più verso la seconda ipotesi anche perché in Belgio, prima gara con la nuova procedura di partenza, successe una cosa simile, dove Kimi non riuscì a partire particolarmente bene, tanto che venne superato anche dalle Manor e da Alonso. Partito, quindi, praticamente ultimo sfodera una prestazione da urlo, con sorpassi su sorpassi fino ad arrivare al quinto posto. Insomma, il tipico caso da bastone e carota: il bastone per la partenza, la carota per la rimonta.
Sergio Perez: 6.5.
Un’altra buona gara per il messicano della Force India e, finalmente, in questa stagione abbiamo iniziato a vedere ciò che gli è sempre mancato: la costanza. Con una buona vettura è riuscito ad ottenere buone prestazioni con una certa regolarità e in questa gara ne ha dato un’ulteriore conferma.
Nico Hulkenberg: 6 +.
Da un talento come Nico ci si aspetta che arrivi sempre davanti al compagno di squadra, ma, quantomeno a Monza, questo non è successo. Un settimo posto comunque buono per la squadra.
Daniel Ricciardo: 8.
Dopo una super penalità che lo ha costretto a partire dall’ultima fila l’australiano della Red Bull sfodera un’ottima prestazione, sempre molto determinato. Con una strategia ad una sola sosta riesce, nonostante una vettura che non dovrebbe essere propriamente favorita su questo circuito, a rimontare fino all’ottavo posto.
Marcus Ericsson: 6,5.
Da qualche gara sembra aver attivato un processo di conversione che lo sta portando ad essere più veloce del compagno di squadra. Un po’ inaspettato, ma una bella sorpresa.
Daniil Kvyat: 7.
Nonostante lui stesso abbia definito la sua gara alla TV finlandese “una m…”, la giornata del giovane pilota russo non è stata da buttare: un buon 10° posto, considerando che era partito dal fondo della griglia, può considerarsi un buon risultato.
Nico Rosberg: 8.
Questa settimana ci sta un bel voto per Nico, veramente sfortunato. Dopo il venerdì Nico sembrava potersela giocare con il compagno di team Lewis Hamilton per il gradino più alto, fino a quando il sabato, durante la terza sessione di libere, succede l’irreparabile: problema al terzo motore (la PU aggiornata con i 7 gettoni) che lo costringe a dover utilizzare la seconda unità, la qualche aveva percorso già ben 5 gran premi, quindi ben più di 1500 km. Con un motore ormai “stanco” e di prestazioni nettamente inferiori, era impossibile pensare che Rosberg se la potesse giocare con Hamilton per la vittoria ma, proprio il pesante chilometraggio della seconda unità, lo ha costretto a trovarsi dietro anche alle due Ferrari e a doversela giocare con le due Williams. Sfortunato alla partenza perché Raikkonen gli si inchioda davanti, e il tedesco è costretto ad evitarlo e a perdere tempo, venendo sorpassato proprio dalle due Williams. Si prodiga in una bella rimonta fino a quando, a due giri dal termine mentre era alla caccia del secondo posto di Sebastian Vettel, il motore non decide di salutare Nico, lasciandolo a piedi e con un -53 in classifica da Lewis. Week-end veramente sfortunato.
FIA: 3.
Il discorso è molto semplice: la vettura di Lewis Hamilton era irregolare, per qualsiasi motivo esso sia. È stato documentato e riferito per questo, come hanno detto molti team principal all’interno del paddock, il pilota inglese della Mercedes andava squalificato, così come Rosberg. Alla fine si è deciso di non prendere azioni e qua si potrebbe storcere un po’ il naso, anche perché si è fatto un gran “casino” per nulla. Il vero problema è che durante le qualifiche della Gp2 due piloti (Mitch Evans e Canamasas) sono finiti sotto inchesta per lo stesso problema identico problema della Mercedes: fino qui nulla di strano, se non fosse che, a differenza degli alfieri della scuderia tedesca, i due piloti di Gp2 sono stati squalificati e sono stati costretti a partire dal fondo (e c’è da sottolineare che Evans aveva conquistato una prima fila). Quindi a che gioco si gioca? Perché da una parte diamo la penalità e dall’altra neanche un richiamo? Non sono accuse di favoritismi verso la Mercedes, sia chiaro, ma che ci siano due sanzioni diverse per la stessa penalità fa chiedere a cosa pensino alla FIA.