Il 2016 è appena cominciato, la nuova stagione di Formula 1 vedrà il via il prossimo 20 marzo ma gli occhi sono già da qualche tempo tutti puntati sulla Scuderia Ferrari. E’ normale, soprattutto per noi italiani, nutrire tante aspettative. Lo è stato in passato, anche negli anni più difficili di Maranello e non può non esserlo quest’anno, dopo la stagione appena conclusa.
Un anno fa, era da poco iniziato un nuovo ciclo: Luca Cordero di Montezemolo era stato “messo da parte” e la guida della Ferrari era stata presa da Sergio Marchionne che aveva voluto Maurizio Arrivabene nel ruolo di Team Principal. Molti uomini di punta della precedente gestione furono “allontati” e le responsabilità furono concentrate su poche persone, con ruoli ben definiti e obiettivi chiari. Il risultato, con il senno di poi, ha avuto dell’incredibile.
Le dichiarazioni della vigilia parlavano di un obiettivo minimo di due vittorie stagionali. A noi, ma non solo a noi, le parole di Arrivabene e Marchionne, sembrarono un po’ avventate, visti i pessimi risultati del 2014.
Il Team Ferrari però è riuscito non solo a centrare le due vittorie ma è andato anche oltre: i gradini più alti sono stati tre, Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen hanno chiuso rispettivamente al terzo e al quarto posto nella classifica mondiale piloti, grazie anche a 4 secondi posti, 9 terzi posti e a ulteriori 6 piazzamenti nella zona punti.
Nella classifica mondiale riservata ai costruttori, la Ferrari ha totalizzato 428 punti, ben 212 in più rispetto alla stagione precedente. Il salto prestazionale rispetto alla stagione di esordio delle Formula 1 spinte dalle cosiddette Power Unit è stato notevole e superiore rispetto a tutti gli altri avversari. Gli errori commessi sul propulsore Ferrari edizione 2014 sono stati quasi del tutto superati con il lavoro svolto durante l’inverno scorso e poi via via durante la stagione 2015. Grazie ad una programmazione precisa e puntuale dell’utilizzo dei gettoni a disposizione dei tecnici di Maranello, la Power Unit Ferrari ha avvicinato le prestazioni della più potente PU Mercedes.
Anche a livello telaistico ed aerodinamico, il lavoro svolto dagli uomini guidati dal validissimo James Allison ha portato un considerevole miglioramento per quanto rigurda l’efficienza aerodinamica, la guidabilità e le prestazioni che si sono tradotte in un salto prestazionale importante in termini di tempo sul giro.
Team come Red Bull e Williams che nel 2014 avevano fatto meglio della Ferrari, sono stati messi dietro nella classifica costruttori. L’obiettivo dunque per il 2016 non può che essere il primo posto. Gli interrogativi però sono sempre tanti: riuscirà la Ferrari ha compiere un miglioramento superiore a quello che potrà comunque fare la Mercedes? Riuscirà la Scuderia di Maranello a mantenere il vantaggio sugli altri avversari (Red Bull e Williams in primis)? Gli sviluppi sulla PU Ferrari sapranno garantire l’affidabilità della passata stagione? E così via…
Il lavoro a Maranello è in una fase decisiva. Mentre infatti da un lato si stà finalizzando e completando il lavoro sulla nuova monoposto che debutterà in pista nella prima sessione di test F1 il 22 febbraio a Barcellona, dall’altro si stà anche programmando la scletta degli sviluppi che dovranno essere portati in pista nel corso della stagione.
Nel Reparto Corse Ferrari si respira la giusta tensione, quella che accompagna le grandi squadre sicure di aver lavorato al meglio e altrettando sicure di avere il giusto potenziale per poter fare ancora meglio dell’anno appena concluso.
Due ottimi piloti, un team di tecnici e ingegneri molto preparati e ottimamente spronati e guidati da Maurizio Arrivabene, un 2015 in crescendo e una voglia di vincere superiore a quella dei tedeschi. Gli ingredienti per un 2016 da incorniciare ci sono tutti e vincere e convincere sin dalle prime gare sarà il miglior biglietto da visita per mettere sotto pressione, sin da subito, gli avversari.
E allora, come dice il nostro grande Seb… #ForzaFeRari!
