
A distanza di qualche settimana dai test svolti sul circuito di Paul Ricard per valutare gli pneumatici da bagnato per la prossima stagione Paul Hembery, direttore del motorsport Pirelli, ha rilasciato qualche interessante dichiarazione, in esclusiva al sito f1i.com.
Riportiamo qui sotto le domande e le risposte più interessanti.
Sei contento per i risultati ottenuti con gli pneumatici da bagnato? Kimi Raikkonen è sembrato abbastanza incerto riguardo i prototipi da bagnato, ma si è trattato comunque di test “al buio”…
Paul Hembery: “Esattamente. Si è trattato di un test al buio, quindi le scuderie ed i piloti non sanno con quale tipo di gomma hanno girato. A volte la differenza nelle mescole non è percettibile. Credo che il secondo giorno ci ha permesso di confermare alcuni cambiamenti che prenderemo in considerazione. Bisogna tener presente che abbiamo svolto i test con la pioggia e a basse temperature, condizioni diverse da quelle che ci saranno nella maggior parte della stagione. Se si pensa alle gare più fredde del campionato come Silverstone, Spa, Austria e forse Austin lì la temperatura sarà vicina ai 15°C, mentre noi abbiamo testato le gomme ad una temperatura di 6-8°C. Ciò ha avuto un grande impatto sulle mescole che hanno avuto modo di lavorare in una vasta gamma fino ad avere una situazione vicina a quella per la Malesia, dove è possibile avere molta pioggia ma la temperatura resta comunque alta. In questo modo la natura del lavoro sulle mescole è molto vasta, da questo punto di vista abbiamo trovato alcune soluzioni predominanti che potrete vedere nel corso della stagione e ci stanno dando ottime indicazioni, portandoci sulla strada giusta”.
Resta un dubbio per voi, e cioè che potete svolgere i test solo in determinate condizioni. Non siete ancora in grado di testare gli pneumatici in condizioni maggiormente rappresentative?
PH: “Beh, le prove sul bagnato sono comunque complesse perchè bisogna tenere un livello di acqua abbastanza controllato sul tracciato che probabilmente lo rende il test più difficile di tutti perchè incidono molte variabili. La temperatura dell’ambiente è unica e il controllo della quantità d’acqua è ovviamente un elemento fondamentale, quindi ottenerlo in una base consistente è molto difficile. Sicuramente al Ricard abbiamo utilizzato un sistema che non è esattamente preciso, ma ci sono pochissime strutture in tutto il mondo che consentono di fare ciò”.
Vorrei farle alcune domande riguardo i commenti di Pat Symonds sul fatto che sono state adottate mescole ‘usurate’ rispetto alle normali…
PH: “E’ un passo che abbiamo sperimentato lo scorso anno verso questa direzione, ma il concetto è che si tratta di un composto che creerà una “scogliera più prominente” sullo pneumatico in modo che quando si arriverà all’usura, si verificherà una brusca diminuzione delle prestazioni. I migliori composti resteranno gli stessi utilizzati lo scorso anno a parte l’ultrasoft. C’è ancora l’intenzione di ottenere una degradazione chimica ma l’idea è quella di arrivare ad un punto in cui si ottiene una dura perdita di prestazioni. Non avendo raggiunto la perfezione con i test di Abu Dhabi sarà interessante vedere come risponderanno gli pneumatici ai test pre-stagionali di Barcellona”.
Pat (Symonds, ndr) ha chiesto il perché le squadre dovranno fare le loro scelte prima di conoscere come le diverse mescole reagiranno poi in pista. Crede che sia corretto così o, conoscendo i criteri di analisi delle mescole, le scuderie avrebbero fatto altre scelte?
PH: “Beh, non si utilizza l’ultrasoft in Australia, che è la mescola che non hanno testato. Avrà così un duro impatto e sono sicuro che rivedranno i loro livelli di usura a Barcellona, ma le mescole stesse saranno maggiormente performanti rispetto a quanto si è visto nelle stagioni precedenti. E’ qualcosa che verrà fuori con l’usura e sicuramente sarà lo stesso per tutti, quindi se si buttano nella mischia alcune sorprese con alcune delle scelte di inizio stagione è ciò che le squadre stavano aspettando”.
Sarà difficile per Haas fare delle scelte per le sue prime gare non avendo svolto ancora nessun test?
PH: “Sì, quella della Haas è probabilmente la situazione peggiore perchè essi non sanno i risultati ottenuti con i test. Non conoscono la perfromance della loro vettura e questa è una grande sfida per loro. Sarà dunque davvero una grande sfida ma credo che recupereranno abbastanza rapidamente il gap”.