
Ci sono state domeniche pasquali in cui, oltre alla celebrazione della festa religiosa, intere famiglie si sono riunite davanti al televisore per assistere ad un gran premio di Formula 1. Nella storia di questo sport infatti, dal 1950 ad oggi, Pasqua è spesso stata sinonimo di Formula 1, proprio per coincidenze esclusivamente di data. Tra le tante corse che si sono svolte in questo giorno di festa, CircusF1 vi ripropone il Gran Premio di San Marino 2003, probabilmente una delle gare più significative si sempre sia dal punto di vista sportivo che, soprattutto, di valori umani. Una gara, svolta ad Imola, che lega in modo rocambolesco e quasi all’improvviso il passato ed il futuro dell’autodromo “Enzo e Dino Ferrari”.
GP di San Marino 2003: E’ il 20 aprile 2003. Per capire come si è arrivati a quel week-end di Imola, proprio in concomitanza con la Pasqua, bisogna fare due passi indietro. La classifica del campionato vede in testa Kimi Raikkonen con la McLaren. Il finlandese comanda davanti a tutti con 24 punti, e si presenta al terzo appuntamento della stagione come pilota da battere. Alla vigilia del gran premio però, si assiste ad una scena che non ha precedenti nella storia della Formula 1. Raikkonen infatti, era stato ufficializzato come pilota vincitore nell’ultimo appuntamento in Brasile. A causa dell’esposizione della bandiera rossa per il grave incidente di Alonso (anche qui c’è molta attualità), e di un errore tecnico del cronometraggio ufficiale, il primo posto era infatti stata assegnato al finlandese. Una successiva verifica però, stravolge completamente il verdetto finale. Da un’analisi effettuata a qualche giorno di distanza dal gran premio, i commissari si accorgono che il vero e legittimo vincitore è in realtà Giancarlo Fisichella, autore di una prestazione maiuscola e sorprendente sotto la pioggia torrenziale di Interlagos. Ad Imola quindi, poco prima dell’inizio delle prove libere, si svolge un’inconsueta premiazione. Raikkonen e Fisichella parcheggiano le proprie vetture sulla griglia di partenza, con il finlandese che consegna il trofeo del vincitore al pilota romano della Jordan, festeggiando così in ritardo il proprio successo (per la cronaca, sarà anche l’ultimo sigillo della Jordan in Formula 1).
La Ferrari invece, vera dominatrice delle stagioni passate, sbarca nel circuito “di casa” in seria difficoltà. Rubens Barrichello e Michael Schumacher sono infatti fermi a quota 8 punti, e tentano la rimonta proprio a partire dalle mura amiche del tracciato imolese. Ma le ambizioni sportive, specialmente quelle di Schumacher, vengo seriamente ostacolate da fatti esterni alla pista. Proprio alla vigilia del gran premio infatti, dalla Germania arriva la notizia della morte di Elisabeth, madre del campione tedesco da tempo afflitta da una dolorosa malattia. Il dramma familiare getta nello sconforto sia Michael che Ralf Schumacher, che qualche ora prima avevano conquistato rispettivamente la prima e la seconda posizione in qualifica.
I due fratelli scendono in pista la domenica con il lutto al braccio, provando a mantenere salda la prima fila in condizioni psicologiche quantomai difficili.
Alla partenza è la Williams di Ralf ad avere il guizzo più rapido, scartando subito il fratello e portandosi in prima posizione, proprio davanti a Michael. Raikkonen invece, partito dal sesto posto, parte bene e si mette subito alla caccia dei due piloti tedeschi. Le posizioni di testa restano invariate fino al primo “Valzer” ai pit stop, quando il ferrarista approfitta di un piccolo errore del fratello in corsia box per riprendersi la testa della corsa. Anche nelle successive soste, i meccanici della Ferrari si rivelano perfetti nella strategia per il tedesco, così come quelli della McLaren per Raikkonen. Per Barrichello invece, l’ultima sosta si rivela più complicata del previsto. Nonostante il problema però, il brasiliano torna in pista e riesce a superare Ralf Schumacher, conquistando il terzo posto e spodestando dal podio il tedesco della Williams. La gara si conclude quindi con il primo posto di Michael Schumacher, seguito da un ottimo Raikkonen ed appunto da Barrichello.
Dopo la bandiera a scacchi lo spettacolo della pista lascia spazio completamente alle emozioni umane. Schumacher, nonostante il dolore psicologico per la morte della mamma, decide ugualmente di salire sul podio per la premiazione. Emblematica è l’immagine del campione tedesco che riesce a trattenere a stento le lacrime durante gli inni nazionali. La cerimonia del podio si conclude senza festa e senza stappare il classico champagne, in doveroso rispetto per il lutto che ha colpito la famiglia Schumacher. Per il campione della Rossa di tratta della 65° vittoria in carriera, mentre la Ferrari, con il primo posto di Imola, conquista la 160° vittoria in Formula 1 della sua storia.
“Mia madre avrebbe voluto vederci correre oggi – affermò Schumi nel dopo-gara – Lei amava essere sulle piste e vederci guidare i kart nella vecchia pista di casa. I nostri genitori non hanno mai fatto mancare il loro supporto nei nostri confronti, e hanno reso possibile il fatto che noi siamo siamo diventati ciò che siamo ora. Un ringraziamento particolare va anche alla mia squadra. Oggi nel team tutti mi hanno dato un grande sostegno, e mi sono reso conto di quanto mi sono vicini”. Nonostante il dolore ed una stagione sportivamente complessa, Schumacher chiuderà il campionato in testa, aggiudicandosi così il suo sesto titolo mondiale e superando Fangio nella classifica all-time dei campioni del mondo.
Imola ieri, Imola oggi: Nel 2003 il Gran Premio di San Marino vide dunque la vittoria di Schumacher, esattamente come nel 2006. Quest’ultimo anno rappresentò anche l’atto conclusivo di Imola (e del GP di San Marino) nel calendario di Formula 1. Oggi, a distanza di dieci anni esatti da quell’ultima gara, qualcosa si muove. A meno di clamorose dichiarazioni, la stagione 2017 vedrà l’appuntamento di Monza per la prima volta fuori dal calendario di Formula 1 (inteso come GP d’Italia). Le alternative allo storico circuito brianzolo sono essenzialmente due:
la prima è rappresentata dal circuito toscano del Mugello. Di proprietà della Ferrari, l’autodromo sarebbe pronto ad ospitare un gran premio di Formula 1 per la prima volta nella sua storia, ma la questione sembra piuttosto complicata.
La seconda ipotesi, anch’essa complessa ma molto meno del Mugello, sarebbe proprio Imola. L’autodromo, nonostante alcune modifiche significative, gode infatti di un ottimo passato in Formula 1, e sarebbe gradito ad appassionati e piloti. Negli ultimi giorni si è infatti intuito il tentativo, da parte degli organizzatori, di riportare un gran premio di Formula 1 all’autodromo “Enzo e Dino Ferrari”, colmando un vuoto che dura da troppo tempo.
E nel frattempo a Imola… torna il MINARDI DAY
Per tornare a respirare aria di Formula 1 ad Imola, in realtà ci sarà da attendere soltanto qualche settimana. Proprio ieri infatti, la Minardi ha annunciato ufficialmente sul proprio sito internet di voler festeggiare il “Minardi Historic Day” sul circuito di Imola. L’appuntamento è fissato per il 25 giugno di quest’anno, giorno in cui le vetture di Formula 1, Formula 2 e Formula 3 prodotte dalla casa di Faenza, torneranno ad accendere i motori.
Per maggiori informazioni sullo spettacolare evento, potete consultare questo link e guardare il video qui sotto: