
Tra gli aspetti positivi che il Gran Premio di Russia ci ha regalato domenica scorsa, c’è senz’altro il sesto posto di Fernando Alonso. Il pilota spagnolo infatti, dopo un avvio di stagione decisamente sfortunato, è riuscito a piazzare per la prima volta in zona punti la sua McLaren-Honda. Un risultato che ha il sapore di un’impresa, viste le condizioni non ancora ottimali della monoposto inglese.
A completare la piccola festa della McLaren c’ha pensato Jenson Button, anche lui abile a chiudere la sua gara in zona punti con un 10° posto finale. Con questo risultato, entrambi i piloti della casa di Woking ottengono quindi la prima “doppietta” della stagione tra i primi dieci. Prima di loro, la McLaren era riuscita a conquistare soltanto un punto iridato, e per giunta grazie all’ottimo piazzamento dell’esordiente belga Stoffel Vandoorne, che ha impressionato per velocità e padronanza del mezzo.
Per poter rivedere un Fernando Alonso tra i primi dieci è necessario tornare indietro di quasi un anno, al Gran Premio d’Ungheria 2015. In una stagione tra le più complicate e disastrose in assoluto della storia della McLaren, lo spagnolo chiuse la gara al 5° posto, che coincide con il suo miglior risultato personale in assoluto nella seconda era di Alonso in McLaren (la prima parentesi a Woking, quella più fortunata, risale al 2007).
Il Gran Premio d’Ungheria 2015 fu la miglior prestazione del campionato della McLaren, perché anche in quella circostanza sia Button che Alonso riuscirono a piazzare le loro vetture tra i primi dieci classificati. Un risultato, quest’ultimo, che non si è più verificato fino alla scorsa domenica in Russia.
Come già accennato in precedenza, il Gp di Sochi ha rappresentato la gara del riscatto per il due volte campione del mondo delle Asturie. Alonso infatti, protagonista di un brutto incidente nella gara d’apertura in Australia, è stato costretto a saltare l’appuntamento in Bahrein, fermato da una visita medica che lo ha qualificato come “non idoneo” a partecipare. In un certo aspetto, anche la passata stagione iniziò piuttosto male per Alonso, perché anche in quella circostanza fu costretto a rimanere lontano dalla pista per infortunio. In quel caso non prese parte proprio al Gran Premio d’Australia, rimanendo a riposo per smaltire i postumi di un ancora misterioso incidente avvenuto nel corso dei test invernali.
Coincidenze o no, sta di fatto che la McLaren del 2016, rispetto a quella dell’anno scorso, ha registrato passi in avanti notevoli, ma non ancora soddisfacenti. L’ultima vittoria di Alonso in McLaren risale al 2007, anno in cui lottò per la conquista del titolo mondiale piloti. In quella stagione Alonso ottenne ben quattro successi, con il Gran Premio d’Italia che segnò l’ultimo gradino più alto del podio nella sua avventura in McLaren. Per rivedere Fernando sul podio per l’ultima volta al volante della vettura di Woking, bisogna tornare al 3° posto delGran Premio del Brasile del 2007, gara rocambolesca che si concluse con la vittoria inattesa del mondiale di Kimi Raikkonen (a sua volta ultimo pilota campione del mondo con la Ferrari).
Per quanto riguarda l’ultima vittoria in assoluto dello spagnolo in Formula 1, si deve riavvolgere il nastro della storia al 2013, anno in cui, proprio al volante della Ferrari, ottenne il suo ultimo sigillo proprio nella gara di casa in Spagna.
Per i piazzamenti a podio invece, Alonso si consolò con la pista amica dell’Hungaroring, arrivando secondo nel 2014 in una delle stagioni più disastrose della storia della Ferrari.
Si può discutere sulla personalità e sul carattere dello spagnolo, ma non sulle sue capacità da pilota. Non è un caso infatti che una buona fetta di appassionati e di addetti ai lavori lo riconosca come uno dei driver più talentuosi presenti in questo momento nel circus della Formula 1.
I risultati sulla carta sembrano non dar ragione a queste considerazioni, ma è chiaro che Fernando avrebbe meritato molto di più negli ultimi anni. Il sesto posto di Sochi resta comunque una boccata d’aria ed una soddisfazione da non sottovalutare.