
A meno di una settimana dallo spegnimento del semaforo rosso del Gran Premio di Spagna, la Ferrari si prepara alla tappa iberica tra mille speranze di riscatto ed altrettante preoccupazioni sull’affidabilità. Il circuito di Catalogna, che segna il primo appuntamento europeo della stagione, potrebbe però essere il luogo ed il simbolo della riscossa per la “Rossa”, ancora senza vittorie in questo inizio di campionato. Per poter risollevarsi da prestazioni costellate da ritiri e colpi di sfortuna, ecco che la Ferrari potrebbe trovare forti motivazioni riassaporando le gioie del suo recente passato a Barcellona.
Da quando il circuito catalano è entrato a far parte del campionato di Formula 1 nel 1991 (da allora ha sempre ed ininterrottamente ospitato il Gran Premio di Spagna), il team di Maranello ha conosciuto più sorrisi che musi lunghi. La Ferrari qui ha vinto ben 8 volte, trovandosi da sola in testa a questo speciale albo d’oro targato “Catalogna”. Ben cinque di queste otto vittorie sono state ottenute dallo stesso pilota: Michael Schumacher
Il sette volte campione del mondo tedesco è salito in realtà in sei occasioni sul gradino più alto del podio, in quanto vinse anche nel 1995, ma al volante della Benetton. Già l’anno successivo, nel 1996, il tedesco consacrò il suo primo anno a Maranello ottenendo il suo primo centro in “rosso” sotto una pioggia fastidiosa. Quell’acquazzone di vent’anni fa sancì inoltre il primo sigillo della Ferrari in quel di Barcellona, o se preferite Montmelò.
Dal 2001 al 2004, infine, Schumacher riuscì nell’impresa di conquistare ben quattro vittorie consecutive, proprio negli anni dell’El Dorado di successi per la scuderia italiana. Nel 2004, inoltre, il “Kaiser” diventò anche il pilota più vincente nella storia del Gran Premio di Spagna, con appunto sei vittorie totali.
Nel biennio 2005/2006, complice una flessione della Ferrari, si verifica un digiuno di vittorie ferrariste in terra spagnola, dove a trionfare sono invece la McLaren di Raikkonen prima, e la Renault di Alonso poi, quest’ultimo idolo e padrone di casa.
Per rivedere la rossa sul trono di Spagna bisognerà attendere fino al 2007, anno che coincide con il trionfo di Felipe Massa. Ancora oggi si tratta del primo ed unico successo del pilota brasiliano a Barcellona, proprio nella stagione che vedrà assegnato il titolo mondiale al suo compagno di squadra Kimi Raikkonen.
E sarà proprio il finlandese, già nel successivo campionato, a completare il gran premio spagnolo in prima posizione con il numero 1 stampato sul musetto della sua Ferrari. La vittoria di “Iceman” a Montmelò sarebbe stata la sua penultima in carriera al volante della Ferrari. Infatti, dopo il successo ottenuto nel Gran Premio del Belgio 2009, il finlandese decise di ritirarsi temporaneamente dalla Formula 1 nel 2010. Rientrato nella massima serie nel 2012, con la tuta della Lotus, ha fatto il suo ritorno a Maranello nel 2014. Da allora, il secondo matrimonio tra Ferrari e Raikkonen non si è ancora consacrato con una vittoria.
L’ultimissima vittoria della rossa più amata del mondo nella penisola iberica è spagnola al 100%. A salire sul gradino più alto del podio è infatti Fernando Alonso, che festeggia il suo secondo trionfo personale proprio nella sua terra, davanti ai suoi connazionali festanti. Curiosamente, l’edizione spagnola del 2013 coincide con l’ultimo exploit del pilota di Oviedo in Formula 1, e per quasi due stagioni, inoltre, anche l’ultimo successo dello stesso team di Maranello.
Solo nel 2015, grazie ad una prova maiuscola di Sebastian Vettel in Malesia, il “cavallino rampante” tornerà di nuovo sul tetto del mondo.
Oggi è lo stesso Vettel, tedesco come Schumacher, a rappresentare la parte dell’uomo-simbolo del riscatto. Su di lui, e su Raikkonen, i tifosi della Ferrari puntano tutte le loro scommesse per poter tornare a brillare di luce propria.
E tanto per restare in tema con una delle tradizioni spagnole più controverse, è la volta buona per trasformarsi da toro a Matador?