
L’inizio di stagione non ha riservato particolari soddisfazioni a Sebastian Vettel, complici incidenti e rotture, che è riuscito ad ottenere solamente due podi rispetto ad un potenziale che lo vedeva potersi giocare un posto tra i primi tre in tutte le gare fino ad ora disputate. Il distacco accusato dalla Mercedes, in quello che doveva essere l’anno dell’attacco al titolo, non ha permesso grandi cambiamenti rispetto all’anno scorso, destando ulteriori perplessità sulle possibilità di conquistare il mondiale già durante questa stagione.
Con il ritorno in Europa ci sia aspettava una Ferrari più vicina alla Mercedes rispetto a quanto visto in Russia, in quanto il circuito del Montmelò è molto più congegnale alla Rossa di quanto lo fosse quello di Sochi. Il passo gara mostrato durante le prove libere sembrava dare ragione alle aspettative, con il team di Maranello molto vicino alla casa di Stoccarda, fino a quando in qualifica la situazione non si è completamente sovvertita, diventando un incubo. Assetti sbagliati ed l’incremento di temperatura non hanno permesso ai due piloti di esprimersi al massimo delle loro qualità ed, in particolare, a soffrine maggiormente è stato Sebastian Vettel che, solitamente, è uno dei piloti più forti sul giro secco.
Ciò che ha lasciato veramente l’amaro in bocca è stata la grande opportunità sprecata. La partenza di Sebastian, infatti, non è stata una delle migliori e, dopo la curva 4, si ritrova in quarta posizione, addirittura dietro a Carlos Sainz Jr. Sarà proprio a causa del pilota spagnolo che il tedesco non riuscirà a rimanere vicino alle due Red Bull, perdendo secondi importanti che avrebbero sicuramente evitato una piccola rimonta sulle due “lattine”. Nella prima parte di gara Vettel ha dovuto ricucire lo strappo che lo separava da Verstappen, dimostrando come il suo passo in realtà fosse migliore rispetto a chi gli stesse davanti, senza però mai riuscire a portare un vero attacco al 18enne olandese. Ma dov’è che il quattro volte campione del mondo ha perso davvero la gara? Al secondo pit stop, a causa di una strategia errata. In Ferrari per Sebastian sono passati al piano B, ovvero seguire quanto fatto dalla Red Bull con Ricciardo, mentre con Raikkonen l’obiettivo era coprrire la strategia di Verstappen.
Per vincere la gara il team di Maranello doveva puntare su Vettel, decidendo di usare una tattica a due soste, invece che a tre, tentando un undercut su Verstappen. In questo modo, grazie al miglior passo, il tedesco avrebbe potuto superare l’olandese nell’out lap, per poi imporre il suo ritmo ed andare verso un probabile successo. Un altro errore nella stategia Ferrari per quanto riguarda Sebastian è stata la decisione di farlo rientrare pochissimi giri dopo il secondo pit stop, per la terza sosta: visto che ormai il danno era fatto, sarebbe stato meglio aspettare qualche altro giro e dare la possibilità a Vettel di tirare fuori tutto quello che c’era dalle gomme, evitando di perdere troppo tempo nell’ultimo stint di gara in cui Sebastian ha cercato di preservarle nella speranza che Verstappen e Raikkonen si fermassero un’altra volta. Questo ha comportato una perdita di tempo notevole, tanto che sul finire della gara il pilota della Ferrari si è dovuto difendere da Ricciardo, con un duello molto rusticano. I danni di una pessima strategia fortunatamente sono stati limitati con il terzo posto finale, ma il rammarico per un’occasione sprecata è grande.