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La sessione di qualifiche del Gran Premio di Monaco 2016 di Formula 1 ha lasciato l’amaro in bocca ai tifosi Ferrari. La pole position è stata conquistata da Daniel Ricciardo che, con il tempo di 1.13.662, ha piazzato la sua Red Bull davanti alle due Mercedes.
La prima Ferrari in griglia è quella di Sebastian Vettel con un distacco che sfiora il secondo (1.14.552)! Eppure il tedesco della Scuderia di Maranello era riuscito a piazzare la sua SF16-H davanti a tutti sia nelle Prove Libere 3 che nella prima parte di qualifiche (Q1, 1.14.610).
Cosa è successo allora nelle qualifiche, in particolare nella decisiva Q3?
Per rispondere alla domanda dobbiamo prendere in considerazione due aspetti: il primo è il cosiddetto “bottone magico” della Mercedes che permette ai team motorizzati con la Power Unit tedesca di avere un extra boost nelle fasi decisive delle qualifiche. Ferrari ha provato ad adottare una soluzione simile ma i problemi di affidabilità riscontrati nei primi Gran Premi 2016 hanno sconsigliato di sfruttare al 100% tale soluzione. Il secondo aspetto è lo sfruttamento delle gomme Pirelli o meglio il riuscire ad avere un rendimento costante al variare delle condizioni della pista (più o meno gommata) e in funzione delle variazioni di temperatura di aria e asfalto.
La geometria delle sospensioni della SF16-H pare non sia particolarmente efficace proprio sotto questo punto di vista. Bastano infatti variazioni di pochi gradi della temperatura dell’asfalto per mandare in tilt il grip meccanico all’avantreno e/o al retrotreno.
In Ferrari il problema è noto e molti giri nei recenti test a Barcellona sono stati impiegati per provare a capire meglio il fenomeno e per cercare una soluzione. Soluzione che però è ancora lontana dall’essere trovata, vista la pessima qualifica di Montecarlo.
Le parole di Raikkonen di ieri hanno confermato quanto scritto qui sopra: “Le ragioni (riferendosi ai problemi con le gomme in qualifica, ndr) le conosciamo, ma una soluzione non ce l’abbiamo, almeno su questa pista. Su altri circuiti non dovremmo avere questi problemi”.
In parte questi problemi sono gli stessi di quelli dello scorso anno. Una differenza sostanziale è che, mentre nel 2015 e nelle prime gare di quest’anno, gli avversari erano solo le due Mercedes, ora il miglioramento Red Bull ha complicato le cose, evidenziando in tutta la sua gravità le lacune Ferrari, soprattutto in qualifica.
Sul passo gara la Ferrari SF16-H va decisamente meglio ma nella gara sul tracciato del Principato il passo gara è relativo, visto le difficoltà nel superare in pista. E su questo anche Barcellona insegna!