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    La Redazione di CircusF1 incontra Gian Carlo Minardi

    Andrea GallazziBy Andrea Gallazzi23 Maggio 2016Nessun commento15 Mins Read
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    Gian Carlo Minardi
    Gian Carlo Minardi intervistato dalla Redazione di CircusF1

    Sabato 21 maggio 2016, in occasione del primo raduno della redazione di CircusF1, abbiamo avuto il piacere di fare una lunga e piacevolissima chiacchierata con Gian Carlo Minardi.

    Lo abbiamo incontrato nel suo ufficio a Faenza e abbiamo conversato con lui di regolamenti, di grandi piloti del calibro di Hamilton, Alonso, Senna, di top team come Mercedes, Ferrari, McLaren e non sono mancati i suoi interessanti punti di vista sulle vicende piĂą interessanti della Formula 1 di ieri, di oggi e di domani!

    Laura | CircusF1: Il campionato di Formula 1 non è fatto solo da grandi Scuderie pronte a profondere ingenti mezzi, ma anche di realtĂ  piĂą piccole ma non meno interessanti dal punto di vista tecnico e umano, le quali rischiano di scomparire dalla F1 attuale. Davvero il metodo Haas – assemblatori di telaio e motore – è l’unico modo di salvare questo patrimonio oppure c’è una ricetta diversa?
    Gian Carlo Minardi
    : “Io non condivido l’operazione Haas perchè sono un forte difensore dei Costruttori. Io ha fatto tutta la trafila nelle categorie minori per diventare Costruttore in Formula 1. A suo tempo, dagli anni 1977-78, si era soggetti a verifiche; sia la CSAI che la FIA verificavano se tu eri effettivamente un Costruttore, se tu costruivi in casa tua i pezzi della macchina. Per questo io sono un difensore a spada tratta di questa filosofia come del resto lo era Williams quando io ero in F1. C’è anche da dire che oggi sono pochi i team che io chiamo “materasso” e quindi i problemi che hanno oggi certe realtà come Force India, Sauber e Manor hanno sono dovuti ad una mal gestione loro budget o di voler fare i grandi quando invece i grandi sono solo due case costruttrici che hanno altri interessi, altre entrate, hanno in mano lo sviluppo dei motori e quindi si trovano dei costi che dovrebbero comunque affrontare”.

    “Teniamo presente che quando la Minardi era in F1, per esempio nell’ultimo anno, il decimo posto valeva 12,5 milioni di dollari; oggi invece minimo se ne portano a casa 40! Dico questo perchè nel 2005 il budget del Team Minardi per affrontare una stagione in F1 era di 30 milioni di dollari. I soldi dei diritti TV, vitali per un team in quanto sono soldi sicuri che arrivano sempre, cosituivano il 40-45% del budget complessivo. La lotta è stata fatta per avere piĂą soldi, Bernie (Ecclestone, ndr) li ha accontentati penalizzando i circuiti a cui oggi vengono chiesti piĂą soldi. Forse sono state fatte con un po’ di superficialitĂ  delle regole che non hanno tutelato almeno la partecipazione: il costo dei motori che fino a due anni fa era accettabile, oggi è spropositato e questo ha creato delle grosse difficoltĂ  ad alcuni team. Credo però che sia piĂą un problema di mal gestione loro (dei team di cui sopra, ndr); dovete sapere che quando fanno i loro meeting, sono presenti tutti i rappresentanti dei team e se questi signori che deliberano le regole non sanno fare i conti o non ci sono persone sufficientemente dentro il motorsport… poi non si possono piangere addosso!”.

    E sul cambio di regolamento introdotto due anni fa, come la pensi?
    GM
    : “Non ho capito perchè sono andati a cambiare un regolamento che funzionava. E non voglio criticare la Power Unit che rappresenta comunque il futuro perchè nei prossimi anni la auto saranno tutte con recupero di energia ma avrebbero dovuto mettere attorno al tavolo le case costruttrici di motore e dire “voi questo sviluppo (Power Unit, ndr) lo dovrete fare comunque e quindi il prezzo dovrà essere un prezzo politico”. Questo è quello che stanno cercando di fare adesso con i nuovi regolamenti ma ancora non si sono messi d’accordo!”.

    Paolo e Greta | CircusF1: Cosa pensi del cambio regolamentare del 2017 e anni futuri. Vetture probabilmente e nel complesso più accattivanti, esasperate ma, purtroppo, anche più limitate dal punto di vista dei motori. Non credi che così si snaturi ulteriormente una delle essenze stesse della Formula 1?
    GM
    : “Io ho sempre sostenuto, anche contro il mio interesse di piccolo team di allora, che la Formula 1 debba essere l’espressione della massima tecnologia, ovviamente però regolamentata. Per cui mi sembra un grossa cavolata che i motori dovranno stare nei tre decimi l’uno con l’altro perchè automaticamente va a frenare la ricerca o meglio va a spostare la ricerca su dei parametri che non interessano agli sportivi. A mio avviso il regolamento tecnico deve essere più libero unito a forme di regole sportive per bloccare i costi. Per esempio, prendiamo il cambio gomme: è sbagliato farlo con 35 persone! Siamo arrivati all’assurdo per cui alcune persone sono portate dai top team in circuito solo per fare il cambio gomme! Come vediamo in Indy, basterebbero sei persone: è spettacolare, vedi meglio gli sponsor, vedi comunque chi è più bravo e chi lo è meno e questo non andrebbe a cambiare il risultato tecnico. Questo per dire che ci vogliono delle regole sportive ben chiare ma per fare questo ci vuole gente che abbia vissuto la storia del motorsport e non gente che, dalla sera alla mattina, viene catapultata a fare il manager o il direttore sportivo di una squadra e non sa cosa vuol dire andare alle 7 di mattina in fabbrica e andar via alle 10 di sera. Oggi, a parte Williams, i team sono in mano a dei burocrati”.

    Alessandro e Gianluca | CircusF1: Nel tuo team hanno gareggiato tantissimi piloti, tra cui Jos Verstappen. Alla luce dell’incredibile vittoria del figlio e della tua capacitĂ  di individuare giovani talenti, hai avuto modo di conoscere Max prima del suo approdo in Formula 1? E ci puoi dare un parere su questo pilota e sulla sua personalitĂ ?
    GM
    : “Non l’ho conosciuto personalmente. L’ho seguito come tutti gli altri piloti che abbiamo seguito in quegli anni e faccio anche i nomi: Giovinazzi, Fuoco, Ghiotto e parlo di italiani perchè secondo me non hanno molto di meno di Verstappen. Devo dire che Jos, cavallo pazzo ma… veramente pazzo perchè molte volte nel cuore della notte sono dovuto andare a tirarlo fuori dalle beghe quando stava a Faenza, è stato molto bravo nella gestione dei contratti del figlio fino all’ultimo passaggio e ha messo in difficoltĂ  la Red Bull. Una Red Bull che oggi mette in difficoltĂ  tutti i piloti del suo staff. Non ho conosciuto Max, avevo però rivisto Jos è gli avevo consigliato di fare un passo indietro – cosa che adesso dice di voler fare – e di lasciare andare Max per la sua strada. Per cui non ho avuto frequentazioni. L’unica cosa che posso dire è che c’è stato un periodo quando ero consulente dell’FDA e avevo consigliato alcuni piloti tra cui Max Verstappen. Aggiungo anche che la Ferrari in uno stage che ha fatto in Florida per un programma che poi abortì, aveva tra i suoi invitati Max Verstappen. Mi rifiuto di pensare che non abbiano capito con chi avevano a che fare. E forse in quel momento quando si stava accingendo a fare quel salto che oggi non si può piĂą fare, stava passando dal kart alla Formula 3, qualcosa si poteva fare. Se lì fossero stati…(pausa, ndr) o se lì c’ero io a dirigere la baracca, lui era sotto contratto con Ferrari. Probabilmente oggi non sarebbe in F1 e questo è un altro problema ma essendo venuti a mancare quei team come Minardi che rischiano sui giovani, l’ha fatto la Red Bull e lo ha fatto perchè il contratto di Verstappen era un contratto anomalo e lì devo dire chapeau a Jos che è stato molto piĂą bravo per esempio dei manager di Alonso”. E qui Gian Carlo ci ha rivelato alcuni interessanti particolari dei contratti che papĂ  Jos ha imposto a Red Bull. Il primo per il suo debutto in F1, forzando Marko a farlo debuttare in Toro Rosso in quanto c’era stato un interessamento di Mercedes e infine parlandoci della clausola contrattuale che ha permesso a Max di passare in Red Bull nello scorso Gran Premio di Spagna.

    Sulla vicenda Verstappen-Kvyat, Minardi ha poi aggiunto: “Han creato (riferendosi ai vertici Red Bull) un gran casino: Riciardo è incasinato, Kvyat non ne parliamo, Sainz che secondo me non è da meno di Verstappen, ha reagito molto bene ma poteva avere un trauma. Si potevano rovinare tre piloti per dare spazio a Verstappen”.

    Laura | CircusF1: Parliamo di giovani piloti: quali sono arrivati troppo tardi in F1, quali troppo presto e quali hanno raccolto meno di quanto promettevano?
    GM
    : “Qui è un po’ difficile delle classifiche perchè sono cambiati i tempi. Negli ultimi dieci anni i famosi 15 anni e un giorno ha permesso a molti piloti di arrivare molto presto in Formula 1. Un tempo era diverso: un certo Ayrton Senna debuttò in F1 a 26 anni, perchè allora era diverso il percorso da seguire. Detto questo, a mio parere, i giovani di oggi hanno un grosso vantaggio perchè dopo il kart ci sono subito delle formula propedeutiche per fare il primo salto e chi è capace e bravo si vede subito e non ha bisogno di fare tutta una trafila. E per rispondere a quali piloti hanno raccolto meno… Tra tutti Fernando Alonso che è stato gestito non male, malissimo. Se avessi fatto io il contratto in McLaren, lui avrebbe vinto tre mondiali. Quando andò nel 2007 in McLaren era due volte campione del mondo e fanno un contratto che è prioritario a un debuttante (Lewis Hamilton, ndr). Io avrei detto chiaro: il mio pilota viene qui a certe condizioni in quanto è due volte campione del mondo. E lui avrebbe vinto il primo anno (2007) e il secondo (2008) quando ha vinto Hamilton e il terzo anno diceva bye bey e vado in Ferrari. Poi ha sbagliato ad andare in Ferrari ma forse non tutti sanno che Red Bull lo avrebbe preso. Solo che Red Bull era disposta a dare 4 o 5 milioni di Euro, mentre Ferrari ne ha messi sul piatto 30! E su questo, non posso aggiungere altro!”.

    Alessandro | CircusF1: Parlando di piloti e del tuo ruolo di Team Manager, cosa ne pensi del recentissimo contatto tra Rosberg ed Hamilton, nel Gp di Spagna: di chi è colpa del contatto tra i due?
    GM
    : “Niki (Lauda, ndr), da ex pilota, ha detto ha sbagliato Hamilton. E io sono d’accordo con lui. Per me a Hamilton si è spenta la luce perchè lui sapeva benissimo che cosa era successo a Rosberg. Un campione del mondo sa benissimo che quella luce che si è accesa al retrotreno della Mercedes del compagno era un problema e quindi in quel momento lo doveva scartare a sinistra perchè lì aveva tutto lo spazio per passare e invece ha voluto fare il cattivo e stavolta al cattivo è costato caro. Per due motivi: primo perchè non aveva la ruota davanti dentro la monoposto di Rosberg e poi non si sono toccati subito ma dopo che lui ha messo le ruote sull’erba e si è girato. A mio avviso ha fatto un errore enciclopedico e per questo Lauda ha detto ciò che ha detto”.

    Alessandro | CircusF1: E come si può ora gestire al meglio il clima di tensione tra i due piloti?
    GM
    : “Il clima è sì di tensione e penso che lo dimostri il fatto che sono stati cambiati i programmi dei test di Barcellona e questo è una cosa non di poco conto”. Ricordiamo che la Mercedes ha fatto scendere in pista nella seconda e conclusiva giornata di test al Montmelò, Wehrlein (pilota Manor) al posto dell’annunciato Ocon. Per questo motivo, Hamilton non potrà girare nei test in programma a luglio a Silverstone. E su questo Minardi ci ha fatto notare come “normalmente in questi tipi di test, i vari team provano alcune soluzioni per l’anno prossimo. Questo potrebbe voler dire che il rapporto Mercedes-Hamilton è verso una conclusione, nonostante i vertici Mercedes abbia fatto sapere di voler riconfermare tutti e due i piloti per il prossimo anno”.

    Marco | CircusF1: Secondo Minardi cosa manca alla Ferrari per raggiungere la Mercedes?
    GM
    : “Alla Ferrari manca un certo tipo di tecnologia. Quando in F1 nascono questi cicli storici è difficilissimo controbatterli: ricorderete il periodo McLaren, quello Ferrari, Williams e Red Bull e ora il periodo Mercedes. Sono cose che succedono quando uno riesce a interpretare meglio degli altri il regolamento e difficilmente, fino al cambio del regolamento, un altro team lo va a battere. Per di più la Mercedes ha creduto, prima di tutti gli altri costruttori nella ricerca. Io l’ho detto e lo ripeto che FIAT o il Gruppo FCA aveva uno dei centri più all’avanguardi per la ricerca e lo sviluppo. Ora non c’è più! Hai voglia dunque a dire “vado in Spagna e vinco” e poi succede quello che succede”.

    Alessandro | CircusF1: Nella qualifiche del GP degli USA 1990 Pierluigi Martini conquistò una sorprendente 2° posizione in griglia (miglior risultato di sempre per la Minardi). Qual è stato il segreto di quell’exploit e raccontati i ricordi legati a quel giorno?
    GM
    : “Ti dirò… quando hanno messo fuori tre minuti che si è allagato tutto, ho avuto delle sensazioni stranissime perchè avevo il vuoto davanti, mentre di solito avevo 20 macchine davanti. Questo mi ha messo una certa apprensione e penso che l’abbia messa anche a Pierluigi (Martini, ndr) che, pronti via, penso abbia perso almeno un paio di posizioni. Su questo c’è da dire due cose che nessuno sa sul lavoro fatto in inverno con la Pirelli dove provammo fino a 52 treni di gomme da qualifica e Estoril. Lì mettemmo a punto una gomma da qualifica fantastica; purtroppo in gara non avevano una gomma altrettanto valida e inoltre non avevano anche la ripetibilitĂ ; in gara inoltre andavamo in grossa difficoltĂ . L’unico rimpianto è stata invece l’ultima gara del 1989 quando Piero fece il terzo tempo dietro a Mansell e Senna e la domenica mattina ad Adelaide fece anche il miglior tempo nel warm-up. E devo dire che quel giorno lì la Pirelli portò una gomma fantastica. In quella gara Piero arrivò sesto, fu l’unico pilota con gomme Pirelli al traguardo ma dal sole e 40°C passammo ad un temporale e le Pirelli da bagnato allora non erano all’altezza. Arrivammo al traguardo ma perdemmo l’occasione della nostra vita che ci avrebbe forse cambiato il panorama tecnico e sportivo degli anni seguenti”.

    Marco | CircusF1: Per quale pilota avrebbe fatto follie pur di averlo alla Minardi?
    GM
    : “Minardi ha fatto follie per tutti. Tantissimi piloti hanno potuto correre perchè dall’altra parte c’era un pazzo che pur non avendo gli sponsor li faceva correre. I piloti sono stati tutti importanti. Non ce n’è uno piĂą importante di un altro. E’ chiaro, posso dire che Piero (Martini, ndr) ha fatto 109 Gp di cui 103 con la Minardi… c’è un rapporto diverso. Con lui ci frequentiamo ancora adesso.Gli altri sono stati comunque importanti, tutti determinanti per arrivare a 340 Gran Premi e 21 anni di Formula 1”.

    Marco | CircusF1: Nel corso degli anni ’90 sono circolate parecchie voci che davano Senna alla Minardi a conclusione della sua carriera in F1. Al di lĂ  del fatto che quest’ipotesi purtroppo non si realizzò per via del suo incidente, ci puoi spiegare quale sarebbe stato il progetto di un approdo di Senna a Faenza? E’ vero, inoltre, che Minardi fece un’offerta allo stesso Ayrton per farlo debuttare in F1 a metĂ  degli anni ’80?
    GM
    : “Senna mi fu segnalato per la prima volta nel 1982 da Paolo Barilla, un altro mio pilota, che lo aveva visto nei kart. Andai in Inghilterra a vedere quel ragazzino che aveva debuttato sulla Formula Ford, una monoposto senza ali e, sotto la pioggia, fece una gara stupenda. Se non ricordo male doppiò anche il secondo. Mi diede subito delle sensazioni molto belle. La gara successiva si tenne ad Hockenheim e allora decisi di tronare a vederlo in un circuito diverso da quello sul quale correva abitualmente. E anche ad Hockenheim, circuito molto tosto, mi fece riprovare quelle sensazioni che avevo giĂ  provato in Inghilterra. Non lo conoscevo e ignoravo che potesse essere un personaggio di un certo tipo. Andammo da lui, facemmo una cena e a fine cena io gli offrii 50 milioni di Lire per correre nel 1983 in Minardi in Formula 2. Lui mi disse: sei il primo che mi offre dei soldi per correre; tutti gli altri me li chiedono. A quell’epoca aveva giĂ  22 anni ma mi disse di aver tutto giĂ  programmato per esordire nel 1985 in Formula 1 e vincere il titolo nel 1988. E così è stato. Tra di noi poi c’è sempre stato un ottimo rapporto di amicizia, veniva da noi a mangiare la pasta quando correva in F2 e anche suo padre Milton, quando veniva in Europa, viveva nel mio Motorhome. Nel 1993 lui litigò con Ron Dennis e in quell’anno gli consigliai un contratto che poi fece con la McLaren-Ford e Ron Dennis; un contratto legato alle vittorie (ne ottenne 5, ndr) e al punteggio. E fu proprio in quell’anno che lui mi disse: faccio un anno da te in Minardi. E io lo sconsigliai e pensate che sforzo ho dovuto fare per sconsigliarlo, suggerendogli di fare quel contratto di cui vi ho detto. Se fosse venuto da me, probabilmente mi avrebbe cambiato la vita. Avrei avuto le gomme migliori, il motore Coswoth ultima generazione… Ayrton mi disse anche che, vinti 5 mondiali in F1, avrebbe poi chiuso la sua carriera in Minardi. Io non dissi nulla fino a che papĂ  Milton, qualche anno fa non rivelò questo segreto. E vi posso confermare che sarebbe stato così ma… finì diversamente. Nel 1994 persi un amico e non si concretizzo un progetto che avrebbe cambiato la mia vita”.
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    2016 F1 minardi
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