
Ci sono piloti che, nel momento in cui vengono chiamati in causa, rispondono ‘presente’ senza pensarci su. Sono scatti d’orgoglio che fanno bene al morale sì, ma soprattutto alla carriera. Il weekend canadese di Lewis Hamilton #F1aFavola (lett. “Fu una favola”). Per come è iniziato, per la piega che stava prendendo e per come si è concluso.
Cinque. Come i podi stagionali in sette GP conditi da un ritiro in salsa spagnola e un settimo posto made in China. A Montecarlo è cominciata la sua rivincita mentre in Canada è riuscito a bissare il gradino più alto del podio. Ma cinque sono anche i secondi che lo hanno separato da Sebastian Vettel, costretto dalla strategia ad un salto decisamente pindarico dopo essere volato in testa allo start.
Un ritorno martellante quello del pilota inglese che è riuscito a spazzare via il pensiero degli esperti del settore che vedevano già Nico Rosberg campione del mondo dopo il poker nei primi quattro GP, per poi perdersi nel nulla cosmico di chi si culla sugli allori e diventa costantemente anonimo.
La favola di Lewis è iniziata di sabato con la superpole, piazzandosi davanti all’altra Freccia d’Argento di un niente. La partenza è stato uno dei momenti più difficili del suo weekend, ma il valore dei grandi si vede soprattutto in queste occasioni. Il classico duello con Rosberg lo ha visto vincitore – e non chiamatele manovre al limite to be investigated – semplicemente perchè chi ha più fame vede spazi che in realtà non ci sono. O meglio, esistono ma non per tutti. Ha avuto il coraggio di disegnare una traiettoria da campioni, cancellando i rivali colpevoli di non essere affamati quanto lui.
Spesso però per costruirsi le favole c’è bisogno dell’aiuto degli altri, quel supporto che racchiude meriti di squadra e demeriti avversari ma che, nel conto finale, ha un prezzo altissimo, quasi decisivo. La Ferrari si è portata davanti e poi ha ceduto il passo, sintomo di una strategia da rivedere e di una pressione difficile da gestire. Ma il merito di Hamilton è stato quello di continuare a macinare giri su giri al top, senza commettere errori e facendo tesoro di quelli altrui, sottolineando come sia sempre pronto a punire gli avversari alla prima occasione utile.
A pochi passi dal Wall of Champions Lewis Hamilton ha realizzato la sua favola, mettendo tutti d’accordo ed andando a prendersi quel numero 1 che troppo spesso lo ha visto protagonista e che era tornato ad assaporare nel Principato. Un ritorno ai vertici tutto carattere e voglia di stupire ancora una volta, per rinfrescare la memoria ai pochi che avevano già storto il naso e chiacchierato troppo. La caccia al poker iridato è cominciata ufficialmente, perchè vincere rimontando ha sicuramente un gusto diverso.