
In un Gran Premio del Canada che ha lasciato l’amaro in bocca a tutti i tifosi della Ferrari, delusi da una strategia suicida che ha compromesso una concreta chance di vittoria, c’è una parentesi positiva ed inedita in questo campionato. Dopo le grandi prestazioni fornite da Lewis Hamilton e da Sebastian Vettel sia in qualifica che in gara, il terzo gradino del podio è stato conquistato da un finlandese. No, non il più celebre Kimi Raikkonen, autore di una gara incolore, ma l’altro pilota con gli occhi di giacchio e con un talento da non sottovalutare: Valtteri Bottas.
Il pilota della Williams numero 77 infatti, pur avendo tra le mani un mezzo non così competitivo come quello della passata stagione, ha stupito tutti coloro che non lo davano per favorito (nonostante la pista di Montréal fosse ideale per le caratteristiche della monoposto inglese), sopravanzando le più quotate Red Bull e approfittando di una giornata “no” di Nico Rosberg e del sempre meno convincente Raikkonen.
Il podio ottenuto dalla Williams, il primo di questa stagione, sembra però passare in secondo piano per quanto riguarda l’opinione pubblica italiana, più concentrata a decantare il significativo passo in avanti fatto dalla Ferrari e dell’errore nella strategia box, lo stesso che ha compromesso una vittoria di Vettel in Canada.
In parte è giusto evidenziare questi aspetti, senz’altro non di poco conto, ma una domanda sorge spontanea: perché si parla molto poco della terza posizione di Bottas in Italia?
Il quesito che ci si pone merita una particolare attenzione, soprattutto nei confronti di un pilota come Valtteri. Già al termine della passata stagione, quando non era ancora chiaro il futuro di Raikkonen per il 2016, il nome di Bottas era uno dei più gettonati per la sostituzione di “Iceman” in Ferrari. Giovane, talentuoso, competitivo e che avrebbe potuto mantenere un patto di non belligeranza con il compagno di squadra Vettel. Tutte caratteristiche che avrebbero potuto far comodo per il rilancio nella stagione 2016. Alla fine Kimi rimase a Maranello, e dal giorno dell’annuncio il nome di Bottas sembra essere definitivamente scomparso da operazioni di mercato e mass media.
La dimostrazione più evidente la si sta vivendo in quest’ultimo periodo, infuocato da tantissime ipotesi di mercato-piloti che ruotano ancora una volta attorno alla Ferrari e a Raikkonen. Perché nel 2017, in caso di mancato rinnovo del contratto del finlandese, si parla di Ricciardo e Rosberg in rosso (per citarne alcuni) e ci si dimentica proprio di Bottas? Che cosa manca a questo pilota per raggiungere livelli di appeal considerevoli anche in Italia?
Le risposte possono essere molteplici e soggettive, e potrebbero far luce su un vero e proprio mistero tutto italiano.
Per prima cosa, una delle caratteristiche tipiche di Bottas è quello di mantenere in atteggiamento prudente in pista. Poco incline al rischio o al sorpasso azzardato, il finlandese preferisce gestire la posizione piuttosto di spingersi oltre al limite, concedendo poco allo spettacolo. Eppure, pur non essendo un pilota che colpisce dritto al cuore, i risultati li porta spesso a termine, e talvolta anche con piazzamenti a podio. Nella maggioranza dei casi inoltre si rivela più veloce anche del proprio compagno di squadra Felipe Massa. Nonostante questo dato di fatto però, non appena il brasiliano si dimostra più rapido del finlandese, il pubblico italiano esalta proprio Massa, non facendo lo stesso con Bottas. Come mai?
Su quest’ultimo punto potrebbe giocare il fattore “sangue latino”. Da brasiliano di origini italiane e soprattutto da ex pilota della Ferrari (nella quale ha militato per parecchie stagioni), il carattere più allegro e sorridente di Massa è più compatibile con l’animo degli italiani, distanti da uno spirito freddo ed apparentemente chiuso di un finlandese come Bottas, il quale non ha mai raggiunto i livelli di freddezza espressi dal connazionale ferrarista Raikkonen.
Se volessimo dare un’occhiata ai nomi che circolano per l’anno prossimo in Ferrari, ci si accorge che tutti questi piloti hanno una cultura d’origine ed un comportamento che piace al pubblico ed alla stampa “tricolore”: Daniel Ricciardo, australiano con un sorriso da trentadue denti ed un cognome che ricorda tanto il “Bel Paese”. Nico Rosberg, di nazionalità tedesca ma capace di parlare in modo esemplare la nostra lingua senza rinunciare ad un sorriso. Non mancano anche altri nomi come quelli di Pérez e Grosjean, più lontani da un concreto approdo in Ferrari ma più vicini per simpatia e carattere latino. Tutte peculiarità assenti nella persona di Valtteri Bottas, così poco considerato anche per questa ragione. Un altro aspetto che non va a suo favore è anche il palmarès in Formula 1. Dal momento del suo debutto, risalente al 2012, Bottas non ha mai coronato la sua carriera con una vittoria, e non conquistando mai la pole position. I numeri dei podi ottenuti però parlano chiaro, con ben 9 piazzamenti tra i primi tre, dimostrazione che le qualità del finlandese classe 1989 ci sono tutte.
In questo mercato piloti che impazzisce già prima della metà del campionato, non sarebbe il caso di riconsiderare Bottas anche in Italia? Dopotutto, anche se il suo carattere può non far entusiasmare se paragonato al temperamento italiano, ciò che conta davvero è quanto un pilota sia abile in pista. Una qualità, questa, che non manca nemmeno ad un composto ragazzo finlandese che risponde al nome di Valtteri Bottas.