Il Circus iridato si sposta dall’Austria, in Inghilterra, per il Gran Premio di Silverstone: nel tempio della velocità Pirelli porterà le mescole più dure.
Neanche il tempo di individuare le colpe del contatto tra i due principali contendenti al titolo mondiale, Nico Rosberg e Lewis Hamilton, e di analizzare le cause dell’esplosione del pneumatico di Sebastian Vettel, che l’attenzione si sposta già sul prossimo appuntamento, che si terrà il prossimo fine settimana in terra inglese, nello storico tracciato di Silverstone.
STORIA E CARATTERISTICHE DEL TRACCIATO
I protagonisti del circus tornano dove tutto ebbe inizio: a Silverstone infatti venne corsa la prima gara valevole per il mondiale, nel 1950, che fu vinta dall’Italiano Nino Farina su Alfa Romeo.
Situato nella contea del Northamptonshire, il circuito nacque dalle ceneri del vecchio aeroporto militare. Nei 65 anni trascorsi dalla prima gara, il circuito ha subito numerose modifiche, fino ad arrivare all’attuale configurazione, mantenendo però le sue caratteristiche peculiari di tempio della velocità. L’efficienza aerodinamica è quindi molto importante, così come una giusta ripartizione dei pesi.
La maggior parte delle curve è a percorrenza veloce, e per questo è fondamentale avere una vettura stabile. Caratteristica altrettanto importante è la trazione, soprattutto nella parta finale del tracciato: importante è uscire bene dalle curve per avere una buona accelerazione.
Le gomme sono molto sollecitate: in particolar modo quelle di sinistra, in quanto la maggior parte delle curve veloci piegano a destra.
IL CIRCUITO PER I PNEUMATICI
Contrariamente alla pista di Spielberg, il tracciato inglese risulta molto impegnativo per i pneumatici. Alte velocità e rapidi cambi di direzione comportano un notevole livello di stress per le gomme. Silverstone inoltre è uno dei circuiti con il maggior carico laterale.
Con gli alti livelli di deportanza a cui sono soggette le monoposto, i pneumatici affrontano forze da tutte le direzioni. L’asfalto offre grip elevato: ciò aumenta il degrado e l’usura delle gomme.
Per questo si prevedono almeno due pit-stop per monoposto.
Le strategie di gara potrebbero essere influenzate dal meteo, che in Inghilterra è notoriamente imprevedibile. A berve distanza di tempo possono alternarsi sole e pioggia battente: con variazioni anche importanti delle temperature ambientali e della pista.
LE SCELTE DELLE MESCOLE
Per questi motivi Pirelli ha scelto di portare a Silverstone le tre mescole più dure: soft, medium e hard. La soft, presente in tutti i Gran Premi fino ad ora disputati, è la mescola più scelta dai team.
La mescola media sarà quella più utilizzata in gara e, insieme alla hard, che si rivede in pista dopo il gran Premio di Spagna, sarà uno dei set obbligatori.
Per quanto riguarda i team, scelte differenti per Mercedes, Ferrari e Red Bull: con la scuderia del cavallino che presumibilmente adotterà la strategia più aggressiva, avendo privilegiato le mescole soft
Da segnalare che solo all’interno della debuttante Haas i piloti hanno fatto scelte differenti.

COSI’ NEL 2015
L’anno scorso la gara fu vinta da Hamilton, davanti al suo pubblico. Dietro di lui il compagno di squadra Rosberg, e Vettel, che artigliò il gradino più basso del podio grazie ad un pit-stop anticipato, per montare le intermedie. La pioggia nel finale scompigliò le carte in tavola, con le Williams, al comando fino a quel momento, che per un errore di strategia rimasero ai piedi del podio.
PAUL HEMBERY, DIRETTORE MOTORSPORT PIRELLI
“Con la maggior parte dei team che ha scelto in prevalenza la mescola più morbida disponibile – un trend che abbiamo visto tutto l’anno – è chiaro che l’intenzione di molti piloti è adottare una strategia piuttosto aggressiva che, su una pista come Silverstone, potrebbe portare a più pit-stop. Come accaduto lo scorso anno, anche il meteo è una variabile tipicamente inglese, per cui è probabile aspettarci una gara imprevedibile che resta, con Monza, uno dei veri test per velocità e difficoltà”.