
Tanti appassionati di Formula 1 si chiedono, dal 2013, che fine abbia fatto uno degli ingegneri più famosi ed esperti di questo sport: Ross Brawn. L’ingegnere inglese, infatti, in passato ha conquistato molti cuori, soprattutto quelli dei ferraristi, ma ha anche affascinato con la sua serietà nel lavoro e la sua continua ricerca di sfide. Brawn, dopo essere stato riaffiancato alla Ferrari durante la pausa estiva di quest’anno e dopo aver smentito un suo possibile ritorno in Formula 1, ha deciso di dedicarsi alla scrittura assieme ad un amico, Adam Parr, che ha conosciuto nel Circus della Formula 1 qualche anno fa.
Una breve biografia
La vita di Ross Brawn nel mondo delle corse parla da sola. Ha vinto tutto con tre scuderie diverse: a contribuito ai due titoli mondiali della Benetton (1994-1995), ha fatto parte del “Dream Team” Ferrari che ha conquistato tutto e dopo essersi preso un anno sabbatico ha deciso di comprare la Honda rinominandola Brawn GP e portandola al successo nel suo unico anno di partecipazione ad un mondiale di Formula 1 (2009). È direttore tecnico della Mercedes e tuttora, Hamilton, Rosberg e Wolff, quando ne hanno la possibilità, ringraziano Brawn per aver dato inizio a uno dei progetti più vincenti della storia. Dal 2013, Ross Brawn si è ritirato dalle corse e ha affermato di volersi dedicare solo esclusivamente alla pesca sportiva.
L’incontro con un vecchio amico, però, lo ha portato a rivelare alcuni segreti delle strategie in Formula 1.
L’amico sopra citato è Adam Parr, ex CEO Williams negli anni 2006-2012, che in Formula 1 non aveva molti amici soprattutto per le sue idee innovative e molto criticate. Adam Parr ha già scritto un libro tutto suo pubblicato proprio nell’anno del suo addio alla scuderia di Grove. Il libro s’intitola: “L’arte della guerra-Cinque anni in Formula 1” e racconta tramite una storia grafica, cioè fumetti e disegni, tutto ciò che sta “dietro le quinte” al grande Circus. Parla molto dei conflitti d’interesse, descrive personaggi famosi nel paddock in un modo completamente diverso da come si presentano in pubblico o da come vengono presentati dai giornali e vi sono inoltre le varie controversie che l’ex CEO Williams ha avuto con i presidenti delle altre scuderie e con Bernie Ecclestone che lo hanno portato poi a ritirarsi da quel mondo.
Il nuovo libro
A questo punto veniamo all’intervista riportata da Motorsport.com in cui Ross Brawn e Adam Parr hanno presentato il loro nuovo libro dal titolo: “Total Competitition: Lessons in Strategy from Formula One”. Quest’idea parte dopo l’acquisto della Honda da parte di Ross Brawn. “Ross si era preso il suo anno sabbatico quando ho iniziato a lavorare in Williams alla fine del 2006. Un anno dopo si è ripresentato alla Honda, ho imparato molto su di lui. Ho guardato con stupore come ha lavorato nel 2008 e nel 2009, trasformando in un successo straordinario, quello che sarebbe stato un disastro per la maggior parte delle squadre. Ho notato che il modo in cui Ross lavorava era prevalentemente strategico. Dopo che ho lasciato la Formula 1 siamo rimasti in contatto e una volta finito il mio dottorato ho pensato che sarebbe stato divertente scrivere un libro con lui, per testare la sua metodologia di lavoro contro la teoria e la pratica della strategia che avevo studiato.“, ha detto Adam Parr nella sua intervista a Motorsport.com. Quando parla del suo dottorato, Parr si riferisce ai suoi studi di ricerca in strategia e Ross Brawn ha sottolineato come le strategie in Formula 1 e in campo militare siano molto simili.
Tra le pagine del libro, che uscirà a novembre, troveremo un dialogo tra Ross Brawn e Adam Parr, in cui quest’ultimo chiederà all’ingegnere inglese le strategie che utilizzava nel mondo della Formula 1 e sfrutterà le sue conoscenze per trovare dei collegamenti con le strategie militari degli antichi romani o con alcune filosofie orientali incentrate sulla gestione di un esercito.
“Costruire un esercito e riuscire nelle guerre è un’equazione a molte facce, che comprende la politica, la finanza, la morale così come aspetti più evidenti, tipo la capacità tecnica, che si possono effettivamente trovare in F1”, ha affermato Ross Brawn e ha continuato dicendo: “Il punto è che il successo in F1 richiede strategia e questo è quello di cui abbiamo discusso. Quello in cui speriamo è che questa discussione, non piaccia soltanto ai fan della Formula 1, ma anche a persone in altri ceti sociali che devono gestire sfide complesse su risorse limitate e, forse, anche in un ambiente competitivo”.
Ross Brawn ha concluso poi affermando che le sue conoscenze in strategie militari siano in realtà misere se non nulle e questo ci fa comprendere quanto una persona con del talento vero non abbia bisogno di insegnamenti, anche in un lavoro delicato come quello dello stratega, figura che ogni tanto fa sentire la sua mancanza in Formula 1.
