Questo week-end la Formula 1 torna a dare spettacolo nel velocissimo circuito di Monza, quattordicesima tappa del mondiale più lungo della storia. La pista brianzola viene definita il “Tempio della Velocità” grazie ai suoi lunghi rettilinei che permettono alle vetture di Formula 1 di raggiungere il proprio limite. Le velocità di punta registrate in questo circuito sono tra le più elevate di tutto il mondiale e l’87% del tempo sul giro viene impiegato con il piede sull’acceleratore. Il restante 13% viene utilizzato per le frenate che sono molto impegnative e dure su questo circuito.
I tecnici Brembo utilizzano una scala che va da 1 a 10 per classificare l’impegno dei freni in ciascuno dei 21 circuiti. L’Autodromo Nazionale di Monza viene valutato con un punteggio pari a 8 e ciò significa che è una pista molto impegnativa per l’impianto frenante. La decelerazione media durante un giro di pista è di circa 4,3 g, una tra le più elevate nel Mondiale. L’energia dissipata in frenata è pari a 118 kWh e le 7 frenate del circuito vengono divise in: quattro molto impegnative per i freni, due di media difficoltà e una abbastanza leggera.
Un giro sulla pista brianzola
Partendo con l’analisi e utilizzando i dati dei tecnici Brembo, è possibile percorrere un giro di pista e valutare le frenate nelle varie curve.
Iniziamo il nostro “giro lanciato” dalla linea di partenza e percorriamo il lungo rettilineo che ci porta alla Prima Variante dove i piloti devono effettuare la frenata più dura di tutto il circuito. Si passa dai 362 km/h a 82 km/h in uno spazio di appena 159 metri, la decelerazione è pari a 5,8 g e il carico sul pedale deve raggiungere i 177 kg per 1,65 secondi. Restando sempre nella prima variante, anche la seconda curva a bisogno di una piccola frenata: da 79 km/h a 74 km/h con un carico sul pedale pari a 24 kg per 0,70 secondi, tutto questo in 18 metri e con una decelerazione di 1 g.
Usciti dalla prima variante ci aspetta un lungo curvone, da fare tutto in piena accelerazione, che ci porta verso la Variante della Roggia. Le vetture di Formula 1 arrivano a questa variante con una velocità pari a 343 km/h, ma in soli 133 metri devono portare la propria velocità a 100 km/h, caricando il pedale del freno con 163 kg per 1,37 secondi e subendo una decelerazione di 5,3 g.
Successivamente si ha un breve rettilineo che porta verso le due curve di Lesmo. Queste due curve sono entrambe verso destra e entrambe hanno una decelerazione pari a 3,6 g, ma sono separate tra loro da un breve rettilineo. La prima curva di Lesmo è la più veloce che porta la velocità iniziale di 273 km/h a 160 km/h in soltanto 73 metri, con un carico sul pedale di 115 kg per 0,93 secondi. La seconda curva di Lesmo ha all’incirca la stessa velocità iniziale, ma la velocità finale è di circa 144 km/h, il tempo e lo spazio di frenata sono maggiori, 1,03 secondi e 84 metri, mentre il carico di frenata è lo stesso della curva precedente.
Usciti dalle due curve di Lesmo ci troviamo davanti alla curva del Serraglio, anche questa da fare con il piede schiacciato sull’acceleratore per giungere poi, dopo un altro rettilineo, alla Variante Ascari, tre curve in successione molto difficili in quanto se la prima viene affrontata in modo sbagliato anche le altre causeranno dei problemi e questo fa perdere molto tempo sul giro lanciato. Soltanto la prima curva della Variante Ascari richiede una frenata importante in quanto si arriva con una velocità di 355 km/h e in 112 metri bisogna diminuire la propria velocità di circa 200 km/h frenando per 1,14 secondi, caricando il pedale con 172 kg e subendo una decelerazione pari a 5,6 g.
Dopo le tre curve della Variante Ascari si ha un rettilineo lunghissimo che ci porta ad una delle curve più storiche e conosciute nel mondo della Formula 1: la Parabolica. È una lunga curva verso destra che si può dividere in due parti principali: la prima parte richiede una frenata impegnativa che deve permettere alla vettura di raggiungere il punto di corda, mentre la seconda parte è da fare tutta in accelerazione andando a cercare il limite della pista per trovare la velocità massima e sfruttarla nel lungo rettilineo finale. Le vetture arrivano alla Parabolica con una velocità di 351 km/h e, frenando per 102 metri, il pilota carica il pedale del freno con 169 kg per 1,07 secondi subendo una decelerazione di 5,5 g che gli permette di raggiungere 166 km/h adatti per affrontare quest’ultima curva e per poter uscire lanciato verso la linea del traguardo.

fonte: brembo.it