
Domenica prossima il circus iridato sarà di scena in Malesia per il 16° appuntamento del Mondiale 2016. Temperature elevate e tasso di umidità intorno all’80% saranno i principali avversari dei piloti. Inoltre la presenza di curve veloci e lunghe, con alti carichi, comporteranno uno stress elevato per i pneumatici.
I Gran Premi di Spa, Monza e Singapore hanno riaperto la lotta per il mondiale di Formula 1, grazie ad un Nico Rosberg in ottima forma, che ha approfittato del momento di difficoltà di Lewis Hamilton, per tornare a comandare la classifica iridata. Il pilota inglese si trova quindi di nuovo a dovere inseguire il compagno di scuderia, come all’inizio della stagione. Conoscendo il tre volte campione del mondo ciò rappresenterà uno stimolo in più per affrontare gli ultimi sei appuntamenti in calendario con la grinta che lo ha sempre contraddistinto.
Tutto ciò fa presumere che il nome del campione del mondo del 2016, salvo colpi di scena, verrà fuori solo all’ultima gara di Abu Dhabi. Nessuno dei due piloti potrà però permettersi passi falsi che, diminuendo il numero della gare a disposizione, risulteranno poi difficili da recuperare: quindi vietato sbagliare!
Il Gran Premio della Malesia che si correrà domenica prossima sul circuito di Sepang, sarà quindi il primo round, in cui sia Rosberg che Hamilton, cercheranno di assestare un colpo significativo alle speranze iridate dell’avversario.
Dietro di loro difficile ipotizzare che Red Bull e Ferrari potranno impensierire i due contendenti al titolo: anche se l’anno scorso le Mercedes andarono in difficoltà, anzitutto per scelte strategiche errate, e proprio il cavallino rampante riuscì a portare a casa la vittoria, con la prima di Sebastian Vettel al volante della rossa.
Quest’anno però la musica è diversa, come visto a Singapore.
E’ prevedibile quindi l’ennesima sfida per il gradino più basso del podio e per posizionarsi nelle classifiche iridate subito dietro alle Mercedes. Vettel e la Ferrari sono in ritardo e devono cercare in ogni modo di recuperare il terreno perso prima che sia troppo tardi.
A Maranello è atteso un nuovo sviluppo aerodinamico: difficile dire quanto peserà e se consentirà di stare davanti alle Red Bull.

CARATTERISTCHE DEL CIRCUITO
Lungo 5.543 metri, il circuito malese si caratterizza per la presenza di curvoni veloci che richiedono un alto carico aerodinamico.
Delle 15 curve di cui si compone il circuito, 10 sono a destra e 5 a sinistra: la gomma anteriore sinistra risulta quindi la più sollecitata e la più soggetta a degrado.
La pista è stata completamente riasfaltata a inizio anno: ciò costituirà un incognita importante per tutti i team e per la Pirelli. A seguito dei lavori l’asfalto dovrebbe essere meno irregolare e meno abrasivo di prima, anche se il consumo degli pneumatici dovrebbe restare sempre elevato.
Fattore determinante saranno le condizioni climatiche: le temperature sono spesso molto alte così come il tasso di umidità. Ciò oltre a rendere la vita più difficile ai piloti, porta spesso a piogge torrenziali tropicali, anche improvvise, che lavano via la gomma depositata dalle monoposto, influenzando l’evoluzione della pista nel corso di tutto il weekend.
C’è però da evidenziare che il Gran Premio della Malesia ha cambiato collocazione temporale rispetto all’anno scorso: infatti nel 2015 era la seconda gara in calendario, e si corse a marzo. Dal punto di vista meteorologico potrebbero quindi esserci notevoli differenze legate al diverso periodo dell’anno.
SEPANG PER I PNEUMATICI
I curvoni veloci, che comportano alti carichi, e le temperature elevate risultano particolarmente deleterie per le coperture. Si prevedono quindi più soste ai box con i team che sceglieranno una strategia a due o tre soste.
In considerazione del forte degrado delle gomme Pirelli ha deciso di portare in Malesia le tre mescole più dure nella gamma: P Zero Orange hard, P Zero White medium e P Zero Yellow soft.. E, per la prima volta dal Canada, la mescola più dura dovrà essere usata in gara (con due set di hard obbligatori.
Per quanto riguarda i piloti, i due rivali per il titolo hanno fatto scelte leggermente diverse con Hamilton che ha portato un set di hard in più, mentre Rosberg ha preferito più medie.
Anche in casa Ferrari scelte diverse per i due piloti: con Vettel che ha “seguito” la strategia di Rosberg e Raikkonen quella di Hamilton.
Più prudente la Red Bull che ha opzionato per entrambi i piloti 6 set di soft, 4 medie e 3 dure.
COSI’ NEL 2015
Sebastian Vettel salì per la prima volta sul gradino più alto del podio con una rossa, con una strategia a due soste: partito con le medie, il tedesco si fermò al 17° giro, mantenendo le stesse mescole, per poi passare alle hard alla 37° tornata.
Miglior strategia alternativa quella di Hamilton: partito dalla pole, il pilota inglese transitò secondo sotto la bandiera a scacchi con una strategia su tre soste. La stessa del suo compagno di squadra, che ando ad occupare il gradino più basso del podio..
PAUL HEMBERY, DIRETTORE MOTORSPORT PIRELLI
“La Malesia è una gara davvero estrema e rappresenta un vero test per i pneumatici, con temperature elevate e alti carichi nei curvoni veloci. Il meteo inoltre può cambiare di colpo, trasformando la pista in un lago. Questo rende il weekend di Sepang molto vario, ed è difficile seguire l’evoluzione della pista. Quest’anno, poi, c’è la grande incognita della superficie della pista, che è completamente nuova. In passato abbiamo visto un gran numero di pit stop ed è probabile che anche questo weekend assisteremo a più soste per la maggior parte dei piloti: ovviamente, adesso che i team hanno tre mescole tra cui scegliere, questo apre a un ampio ventaglio di variabili in termini di potenziali strategie di gara”.