
“Hanno vinto i Ferraristi, ha perso la Ferrari“. Vogliamo iniziare così, con questa frase del grande Leo Turrini, questo articolo, perché, in fondo, rappresenta la verità sulla stagione della Rossa.
A Monza la Ferrari, probabilmente, ha subito la disdetta più grande della stagione, davanti al proprio pubblico di casa perché è si vero che il team di Maranello è riuscito ad andare a podio, ma è pur vero che i 20 e passa secondi presi dalla Mercedes pesano, pesano eccome. A Monza hanno vinto solo i Ferraristi, perché lo spettacolo offerto dai tifosi sulla pista brianzola durante tutto il fine settimana è qualcosa che qualcosa di unico ed incredibile: tutte quelle persone sotto il podio, quel logo gigante della Ferrari, quella marea Rossa. Tutto questo solo Monza è in grado di regalarlo. Uno spettacolo unico che non solo Sebastian Vettel ha apprezzato, ma anche i due portacolori della Mercedes, tanto che perfino Nico Rosberg ha preso parte alla “festa”.
Alla fine questo Gran Premio ha fatto un po’ da riassunto alla stagione della Rossa: si sperava di poter lottare con la casa di Stoccarda, si era iniziato bene, come nella partenza a Monza in cui i due Ferraristi erano riusciti ad insidiare Rosberg, ma poi piano piano il gap è aumentato sempre più, fino ad essere troppo grande per essere chiuso.
La squadra di Maranello indubbiamente ci ha provato, in inverno ha lavorato duramente per cercare di migliorare, progredire e riuscire a giocarsela per il mondiale con quella che, molto probabilmente, è la squadra più forte degli ultimi 20 anni, più di quella stessa Ferrari che ad inizio del millennio vinceva con Michael Schumacher sui circuiti di tutto il mondo. Battere la Mercedes non era facile, ma durante quest’inverno la Ferrari ha avuto il coraggio di osare e fare una monoposto estrema, soprattutto considerando la “convenzionalità” delle ultime monoposto prodotte da Maranello. Poi durante la stagione sono state tante le ragioni che hanno portata la Rossa a rimanere come “bloccata”, con uno sviluppo della monoposto sul lato aerodinamico e telaistico essenzialmente assente, come confermato dallo stesso team principal, Maurizio Arrivabene, mentre sul lato Power Unit si è lavorato molto bene, nonostante alcune difficoltà iniziali.
Ha perso la Ferrari, vero. Ma non si può dire che questa Ferrari non ci abbia provato, abbia osato. Sicuramente questo mondiale sarebbe stato meglio vincerlo, ma questo cambio ti atteggiamento era necessario per puntare a conquistare l’obiettivo.