
27 settembre 1992 – 4 settembre 2016.
Un periodo lungo quasi 24 anni completi, in mezzo al quale vi è stata un’assenza piuttosto pesante per la storia della Formula 1 recente.
Con il Gran Premio d’Italia ormai in archivio, Fernando Alonso è diventato il pilota-simbolo di un digiuno interrotto. Il due volte campione del mondo spagnolo infatti, grazie al giro più veloce fatto segnare a Monza, è riuscito a riportare la firma della McLaren-Honda nel giro più rapido di un gran premio, cosa che non accadeva dal Gran Premio del Portogallo 1992. In quel caso, all’Estoril, l’ultimo campione che riuscì nell’impresa fu il grande e compianto Ayrton Senna.
GP Portogallo 1992
Il 27 settembre 1992 si corre sul circuito lusitano dell’Estoril, uno dei più tecnici dell’intero campionato. La McLaren-Honda presenta sullo schieramento la consueta coppia di piloti formata da Ayrton Senna, campione del mondo in carica del 1991, e Gerhard Berger. I due, grandi amici nella vita, lasceranno un’impronta nella storia di questa corsa, nel bene e nel male. Prima di rivivere i momenti salienti di questa gara, va fatta una precisazione:
il mondiale del 1992, contrariamente alle aspettative della vigilia, vede la McLaren in difficoltà. Nonostante il mondiale del 1991 conquistato e dominato da Senna, la Williams di Nigel Mansell risulta quasi imprendibile. A complicare le cose ci si mette anche la Benetton, che con Michael Schumacher inizia a diventare un vero e proprio team outsider.
E infatti la potente Williams di quell’anno piazza i suoi due piloti in prima fila anche in Portogallo: Mansell in pole e Riccardo Patrese 2°.
La gara alla fine vedrà la vittoria dell’inglese, ma curiosamente l’edizione di quell’anno passerà alla storia per un episodio che vede come protagonisti proprio Patrese e Berger.
Il padovano, protagonista di una buona rimonta dopo il via a causa di un problema tecnico, risale notevolmente in classifica. Giunto sul rettilineo dei box, si trova davanti a sè la McLaren di Berger, il quale frena all’improvviso per rientrare ai box. Patrese, dietro di lui, non fa in tempo ad evitarlo e lo tampona in pieno. La Williams dell’italiano decolla pericolosamente, terminando il suo volo contro il muretto dei box. Berger invece ne esce incredibilmente illeso e prosegue la gara fino al termine, ma l’evento simbolo di quella gara resterà sempre il suo incidente con Patrese.
La corsa nel frattempo continua, tanto che al 66° arriva il secondo momento chiave di questa storia: Senna, nel tentativo di guadagnare terreno sui rivali, spinge a fondo pedale dell’acceleratore, concludendo in 3° posizione dietro a Mansell e proprio a Berger, 2°.
Lo sforzo del brasiliano, apparentemente inutile all’epoca, diventerà invece il punto di riferimento per gli anni a venire. Il tre volte campione del mondo infatti, proprio in quel 66° giro, fa segnare il giro più veloce della gara. E’ l’ultima firma della McLaren-Honda nell’Olimpo dei giri più veloci, e lo sarà per 24 anni.
1992 – 2016: altri motori, altre gioie e dolori
Tra le altre cose, il 1992 segna l’ultimo anno di collaborazione tra la McLaren e la Honda. I motoristi giapponesi infatti non rinnovano il contratto di fornitura di motori con il team inglese, avviando quello che diventerà un lungo divorzio. Già dall’anno successivo infatti, la McLaren si affida ai motori Ford, i quali però non danno l’apporto tanto sperato. La partnership dura infatti solo per la stagione 1993. L’anno seguente, è la Peugeot a fornire i motori per la McLaren, dando vita ad una delle collaborazioni più povere di risultati della storia del team inglese. Come per la Ford, il binomio con la casa francese termina dopo appena una stagione. Al terzo tentativo, nel 1995, la McLaren si affida ai motori Mercedes. L’inizio non è tra i più promettenti, ma con notevoli e costanti passi in avanti, il team inglese inizierà ad imporsi come uno dei più competitivi in assoluto dalla seconda metà degli anni ’90 fino agli ultimi anni.
Il 2014 è l’anno in cui la Formula 1 inizia una nuova era. Con i nuovi regolamenti, i motori diventano ibridi, ed i tempi sono maturi per una collaborazione dal sapore retrò.
Dopo 19 anni infatti, il team di Woking sigla un nuovo contratto con la Honda, facendo rinascere quindi la McLaren-Honda, uno dei binomi più vincenti di sempre. Le aspettative sono alte, ma la realtà è cruda.
Da due anni a questa parte infatti, la McLaren è protagonista di campionati difficili, con gare lontane dalle posizioni di vertice nonostante la presenza di due piloti campioni del mondo come Fernando Alonso e Jenson Button.
Bisognerà attendere il Gran Premio d’Italia di quest’anno per assistere all’appuntamento con la storia. Nonostante le polemiche e le risatine ironiche di Alonso durante i team radio (cosa che si è tra l’altro verificata altre volte in passato), lo stesso pilota delle Asturie spinge a fondo negli ultimi giri della corsa, realizzando il giro veloce della corsa ed interrompendo un lungo periodo di digiuno.
Forse questo non servirà a cambiare l’umore di Alonso, ma una cosa è certa: a Monza, il 4 settembre 2016, si è scritta una nuova pagina di storia del binomio McLaren-Honda.