
Siamo ormai entrati nella settimana che ci conduce al Gran Premio del Giappone, 17° appuntamento della stagione 2016. Come da tradizione negli ultimi anni, salvo nel 2008, la gara si svolgerà sul circuito di Suzuka, una delle piste più apprezzate dai piloti ma anche una delle più impegnative.
Le complessità tecniche di questo tracciato passano totalmente in secondo piano quando si parla della tappa nipponica. Qui infatti, a Suzuka, lo spettacolo della Formula 1 è rappresentato in modo particolare dai tifosi giapponesi presenti sulle tribune.
Il tifo e la passione che c’è in Giappone per la Formula 1 tocca livelli talmente alti che non possono essere raggiunti da qualsiasi altro paese.
A Monza, per esempio, c’è la marea rossa che invade la pista sotto il podio, rendendo l’atmosfera unica per i piloti e non solo. In Messico (gara tra l’altro rientrata da poco in calendario) c’è il grandissimo calore dei tifosi, e la nuova struttura del circuito amplifica l’incoraggiamento per i piloti connazionali e per coloro che salgono sul podio (vedere la premiazione dell’anno scorso per credere). In Canada si respira una gran voglia di Formula 1 che coinvolge l’intera città di Montreal sin dai primi giorni della settimana del gran premio.
Questi sono alcuni esempi più concreti per far capire quanto la Formula 1 sia ancora popolare ed amata non solo in questi paesi, ma in tutto il mondo. Ma tutto questo clima di festa sembra totalmente pacato e ridotto rispetto alla grande folla che invade Suzuka per il Gran Premio del Giappone.
I tifosi nipponici si contraddistinguono infatti per varie ragioni: se vi trovate a Suzuka, non stupitevi di vedere persone travestite da lattine Red Bull o ragazze truccate con i colori di un determinato team. Qui infatti è possibile trovare, con relativa facilità, gruppi di persone che sostengono anche il team o il pilota che non può competere per la vittoria, facendolo con costumi colorati e con una passione davvero unica.
Il tifo di queste persone è incredibilmente autentico, e nessuno si permette di scherzare o di deridere un altro pilota. Perchè una meravigliosa caratteristica dei giapponesi è quella di conservare, come se fosse sacro, un valore umano come quello del rispetto. Questo è un aspetto che già esiste nella cultura millenaria giapponese, e che inevitabilmente si riflette anche nella vita sportiva. Non è un caso che i piloti ed i team principal siano soggetti a meno pressioni emotive, perchè tutti loro sono circondati da tifosi affettuosi che non desiderano altro che una foto ricordo o un autografo, senza rendersi protagonisti di contestazioni o gesti incivili.
Ma non è tutto: i giapponesi infatti, oltre ad accorrere in migliaia per assistere al gran premio, riescono a farsi amare a livello mondiali anche per il loro look appositamente creato per l’evento. Potrete infatti vedere persone che girano con modellini di monoposto incollate sulla testa, donne che creano uno smalto per le unghie con il nome del proprio pilota preferito (ed ancora, non stupitevi se il pilota -o team- in questione sia Wehrlein, Ocon, oppure un altro di “seconda fascia”) e bambini che si presentano con le rispettive famiglie per consegnare regali o piccoli pensieri per i piloti.
In poche parole, il Giappone rappresenta tutto ciò che c’è di magico della Formula 1 popolare. I tifosi, con i loro colori e con il loro sostegno che non scade mai nella volgarità o nello scontro, sono l’emblema non solo di uno sport, ma anche dei valori positivi che lo sport stesso riesce a trasmettere: passione, rispetto e, soprattutto, divertimento.
Se siete anche voi tifosi sfegatati della Formula 1, non perdetevi l’occasione di volare, almeno una volta nella vita, in Giappone. Ne vale certamente la pena!
Per capire quanto sia grande ed entusiasmante il tifo Made in Japan, consigliamo la visione dei seguenti video tratti da Youtube. Anche se in lingua inglese, potrete certamente vedere quanto siano meravigliosi i tifosi nipponici.
Sayonara a venerdì, giorno delle prime prove libere!