
Ad Interlagos la pioggia ha dettato tempi e modi di svolgimento della gara. Ha vinto Lewis Hamilton, che rimane aggrappato alle speranze iridate, davanti a Nico Rosberg e ad uno strepitoso Max Verstappen. La Ferrari è rimasta impantanata nel diluvio: Sebastian Vettel ha tagliato il traguardo al quinto posto, mentre Kimi Raikkonen ha chiuso la gara contro il muretto del rettilineo dei box.
Si sapeva già prima del via che il meteo era una delle variabili che avrebbe potuto incidere in modo significativo sullo svolgimento della gara e sull’esito della stessa. E così e stato.
Una gara frammentata, un vero caos! A cui ha contribuito la commissione di gara con decisioni discutibili , che hanno generato confusione e malumore tra i piloti, nei team e tra il pubblico, che più volte ha fatto sentire la sua disapprovazione con sonori fischi.
Dopo due safety car, diversi incidenti e due sospensioni di gara, il Gran Premio ha avuto il suo svolgimento più o meno regolare. Su una pista al limite della praticabilità, sono brillate due stelle.
La prima è quella di Lewis Hamilton: la sua Mercedes ad ogni ripartenza è stata sempre davanti a tutti, senza alcun minimo controsterzo o perdita di aderenza. Una danza, sotto una pioggia incessante, fino alla bandiera a scacchi, che gli ha regalato la prima vittoria in terra carioca. E sono 24 le piste in cui l’inglese ha vinto almeno una gara.
L’altro fenomeno che ha riscaldato il bagnato pubblico brasiliano, è stato Max Verstappen. Più forte della pioggia, delle discutibili decisioni di Charlie Whiting e degli errori del suo team, l’olandese ha compiuto una rimonta sensazionale, che lo ha portato sul gradino più basso del podio. Sceso dal secondo al tredicesimo posto per un errore di strategia della Red Bull, Max ha fatto tornare alla mente degli appassionati, Donington 93. Una serie di sorpassi incredibili, a danno di gente come Hulkenberg, Perez, Vettel e del suo compagno di team Daniel Ricciardo, che hanno appunto ricordato il grande Ayrton Senna, in una delle gare più bella della sua vita. E guarda caso è successo in Brasile, e pochi giorni fa Dietrich Mateschitz, proprietario della Red Bull, lo aveva paragonato all’idolo brasiliano.
Tra di loro un Nico Rosberg “ragioniere” che ha portato a casa il secondo posto senza eccessivi rischi, con in testa solo l’obiettivo principale: il titolo iridato.
A chi è andata veramente male, è alla Ferrari. La scuderia di Maranello è giunta al traguardo con una sola monoposto integra, quella di Vettel, in quinta posizione. Mentre Raikkonen è andato a muro rischiando anche di essere travolto dalle altre monoposto.
Un week end che sembrava essersi messo discretamente per le rosse. Con il finlandese che in qualifica era riuscito a piazzarsi subito dietro alle frecce d’argento e davanti a Verstappen e, come spesso è accaduto ultimamente, al suo compagno di team.
Subito dopo il via però si è capito subito che sarebbe stata una gara difficile per le monoposto del cavallino.
Con Raikkonen, che al primo giro “libero” dalla safety car, si è fatto sorprendere da Verstappen, che lo ha infilato senza nessun problema alla prima curva.
Il finlandese ha poi cercato di mantenere la quarta posizione, tra le insidie della pista allagata.
Al 19° giro però, in occasione della seconda ripartenza, Kimi, si è intraversato in pieno rettilineo, ed è andato a sbattere contro il muretto dei box. Un enorme rischio corso dal pilota della Ferrari, che si è visto sfrecciare a pochi centimetri le altre monoposto, in piena accelerazione. Un grandissimo spavento e gara finita per il finlandese.
Sempre nervi a fior di pelle per Vettel. Ancora dietro al suo compagno di team nelle qualifiche del sabato, il tedesco, dopo pochi giri dal primo via, ha commesso un errore per l’acquaplaning girandosi, e perdendo così tempo e posizioni. Inoltre al suo rientro ai box i meccanici della Ferrari si sono attardati nel fissare un pneumatico. Risultato: il tedesco è precipitato nelle retrovie.
Grazie ad una coraggiosa rimonta, e in parte all’autoeliminazione di alcuni dei suoi diretti avversari, ha chiuso la gara al quinto posto. Un risultato che non serve a niente. Né al morale, né alla classifica.
Anche questo week end Vettel è apparso nervoso e polemico. Ha sbraitato via radio chiedendo l’interruzione della gara, proprio dopo aver montato le mescole intermedie al posto delle full wet.
E poi se l’è presa nuovamente con il “discolo” Max Vertsappen, colpevole di lesa maestà, per averlo nuovamente sorpassato.
Insomma una finale di stagione da Lexotan per Vettel.
Ora in classifica costruttori la Ferrari è matematicamente terza, mentre tra i piloti, Verstappen ha superato Raikkonen, ed è a sole 5 lunghezze da Vettel. A conferma di ciò che la pista da diverso tempo ha mostrato: che la Red Bull è la seconda forza del campionato.
Nelle interviste del dopo gara i protagonisti in rosso hanno analizzato la gara e il risultato ottenuto:
Kimi Raikkonen ha attribuito parte della responsabilità del suo incidente ai pneumatici: “Le condizioni oggi non erano certo facili: la pista era molto insidiosa e, quando fai molti giri dietro la Safety Car, tutto diventa ancora più difficile. Non pioveva molto, ma c’erano diverse pozze d’acqua. Il problema più grande era l’aquaplaning e ne ho fatto le spese dove non mi aspettavo, andando in testacoda sul rettilineo. Ero quasi riuscito a recuperare la macchina, ma era un gran brutto punto per andare a sbattere. Le gomme da bagnato sono molto delicate, soggette all’aquaplaning. Ovviamente molto dipende dal circuito e da altri fattori, ma i pneumatici di qualche anno fa erano in grado di smaltire questa quantità d’acqua senza problemi.”
Soddisfatto a metà Sebastian Vettel: “Ovviamente non è stato il giorno perfetto: nella prima parte di gara mi sono girato per colpa dell’aquaplaning, ma non sono stato l’unico. Alla fine credo di aver fatto una bella rimonta: è stato difficile recuperare, ho fatto fatica a superare Sainz. Non so perchè ho impiegato molti giri prima di iniziare a sentirmi davvero a mio agio in macchina, ma ormai era troppo tardi. In ogni caso non vale la pena lamentarsi: non credo di essere stato il solo a restare vittima dell’aquaplaning oggi, ma almeno non sono andato a sbattere”.
Sul duello con Verstappen, il tedesco ha lamentato nuovamente un eccessivo agonismo del giovane pilota della Red Bull: “eravamo fianco a fianco e lui mi ha visto: avevo ancora parte del mio muso davanti, ma lui era più veloce e arrivati in curva mi ha passato. Non è stato un sorpasso difficile, ma non credo sia stato del tutto corretto”.
Il team principal Maurizio Arrivabene ha ammesso che si sarebbe potuto far di più e ha dato appuntamento all’ultima gara del mondiale: “Forse sia ieri che oggi avremmo potuto fare di più, ma adesso è inutile recriminare. L’incidente di Kimi è stato un vero peccato, Sebastian dopo l’uscita di pista si è reso protagonista di una bella rimonta. Ora pensiamo solo ad Abu Dhabi: sarà l’ultima gara della stagione ma, come abbiamo sempre detto, non molleremo fino alla fine”.