
L’attesa per il Mondiale di Formula 1 del 2017 continua a crescere. Manca circa un mese alle presentazioni delle prime monoposto che assaggeranno la pista per la prima volta negli ultimi giorni di febbraio. Fra circa 2 mesi si spegneranno per la prima volta i semafori di Albert Park in Australia e inizierà ufficialmente il 68° mondiale di Formula 1.
Ultimamente però, l’attesa di queste nuove e accattivanti vetture sta facendo crescere qualche dubbio, non solo ai tifosi, ma anche a persone di rilievo nel mondo del Circus.
In altri articoli abbiamo parlato dei dubbi sollevati da Adrian Newey, che durante lo sviluppo della futura RedBull RB13 si è reso conto che i distacchi sulla griglia di partenza potrebbero aumentare.
Tim Goss, direttore tecnico della Mclaren-Honda, aveva affermato invece che la strada presa dalla Formula 1 dava ampi margini di sviluppo, portando così alcune sorprese.
Infine anche Piero Ferrari aveva espresso alcuni dubbi sulla rivoluzione in corso e non era certo se la strada presa dalla Formula 1 fosse quella giusta.
Qualche giorno fa, un altro personaggio storico del Circus ha voluto esprimere il suo pensiero di cui dobbiamo tenere conto. Stiamo parlando di Gian Carlo Minardi, una figura molto rispettata nel paddock, visto che per venti anni ha portato le sue vetture nei Gran Premi in giro per il mondo.
Sul suo sito personale, Minardi ha espresso un pensiero molto deciso e contrariato nei confronti del cambio rivoluzionario del 2017 e noi riporteremo le sue parole per poi trarne un pensiero.
“Il 2017 rappresenta una nuova era per la Formula 1. […] Per la prima volta dal 1994, la nuova stagione sportiva partirà con un regolamento rivisitato che ci consegnerà macchine decisamente più veloci e performanti rispetto alla fine dell’anno precedente”.
Questa introduzione da subito una conferma di quanto il 2017 sia un anno fondamentale per la Formula 1 e proseguendo il suo pensiero, Minardi fa capire come le vetture diventeranno veramente difficili da guidare.
“Oggi ci troviamo davanti a simulazioni che parlano di vetture più veloci di 4-5 secondi sul giro rispetto alla fine del 2016 con una velocità di percorrenza in curva superiore di 40 km/h”.
Subito dopo però il proprietario dell’ex team di Faenza pone delle domande molto interessanti e alle quali, forse, risponde nel modo più veritiero.
“Tutto questo a vantaggio di chi? Dello spettacolo? Non credo proprio poiché chi è seduto in tribuna o davanti alla TV non si rende conto se le macchine vanno più veloci. Avremo vetture molto più difficili da guidare e molto più pericolose. Non oso pensare cosa potrà succedere dopo uno sviluppo di un’intera stagione o dopo qualche anno. Di contro, con una nota, la FIA ha informato i circuiti che dovranno adeguarsi ai nuovi standard di sicurezza, come se fosse una cosa semplice e immediata”.
Questa parte dell’articolo di Minardi fa sorgere una domanda. La FIA ha voluto questa rivoluzione tecnica, ma avrà pensato alla tanto ricercata e osannata sicurezza? 40 km/h più veloci in curva sono molti, così come 4-5 secondi al giro. I rischi in Formula 1 ci sono, lo sappiamo noi e lo sanno anche i piloti, ma negli ultimi anni la Federazione Internazionale dell’Automobile si è impegnata molto nella sicurezza dei circuiti e delle monoposto e se i rischi di questa rivoluzione non sono stati calcolati a dovere potrebbero diventare molto seri. Infine anche sulla questione circuiti, Minardi dice una cosa molto veritiera visto che il rappresentante del circuito di Melbourne ha riferito che soltanto ad inizio del 2017 ha ricevuto informazioni su come modificare il tracciato e questo non lascia presagire nulla di buono.
Nella parte conclusiva del proprio pensiero Gian Carlo Minardi si dice fiducioso nel vedere le idee di lavoro proposte da Liberty Media anche se afferma che il compito degli americani di riportare lo spettacolo in Formula 1 non sarà facile.
Concludiamo l’articolo soffermandoci un attimo a pensare alle parole sopra citate.
Il pensiero di Minardi va a unirsi a molti altri che vedono questa rivoluzione con scetticismo. I tifosi sono liberi di credere o non credere a ciò che viene detto sulla rivoluzione perché come ben sappiamo sarà la pista a dare il responso definitivo, ma se l’allarme era stato lanciato verso metà luglio da persone di rilievo e confermato adesso da altri personaggi molto importanti nell’ambiente del Motorsport, allora il seme del dubbio inizia ad instaurarsi nei nostri pensieri in vista dell’imminente stagione.
Siamo liberi di schierarci a favore o contro i pensieri che vengono e che verranno espressi da qui al 26 marzo, ma per adesso la cosa ideale è quella di tenere in considerazione tutte le opzioni perché ogni cosa ha i suoi pregi e i suoi difetti e la pista ci darà la conferma.