
Ora che la proprietà ed i poteri decisionali della Formula 1 sono passati dalle mani di Bernie Ecclestone alla nuova “Triade” composta da Ross Brawn, Chase Carey e Sean Bratches, proprio il britannico Brawn ha preso la parola sulla questione dei team minori.
Secondo l’ex direttore tecnico di Ferrari e Mercedes, la nuova proprietà avrebbe ribadito più volte l’intenzione di voler aiutare le squadre minori a sopravvivere in Formula 1, specialmente dal punto di vista economico e commerciale.
“Dobbiamo trovare delle soluzioni -spiega Brawn attraverso i microfoni di Sky Sport News– affinché i team più piccoli possano stare in piedi da soli non solo per combattere le gerarchie della Formula 1 in pista, ma anche per sopravvivere da un punto di vista commerciale. Al momento è una sfida troppo grande per loro, è davvero molto complicato, ed è per questo che dobbiamo cercare soluzioni a questo problema. Dobbiamo rendere il futuro della Formula 1 più gradevole per tutti i team, che siano di prima o di seconda fascia. Tutelando le squadre minori, essi potrebbero diventare un elemento attraente ed interessante per la Formula 1, in pista e economicamente”.
Affermazioni che potrebbero confortare i proprietari e gli azionisti delle scuderie che in questo momento stanno incontrando difficoltà economiche, ma che ormai non hanno più significato per l’appena scomparso team Manor. A causa dell’11° ed ultimo posto in classifica costruttori rimediato l’anno scorso, il team inglese non ha potuto riscattare il premio bonus riservato ai primi dieci classificati, peggiorando di fatto una situazione finanziaria già compromessa da tempo.
Probabilmente il fallimento si sarebbe concretizzato anche con Ecclestone ancora al comando della Formula 1, ma ora che la gestione di questo sport è in mano agli americani di Liberty Media, essi avrebbero potuto fare qualcosa per salvare la Manor? Sarebbe stato possibile aiutarla almeno per partecipare alla stagione 2017?
Sono tutte domande alle quali non troveremo mai alcuna risposta, ma solo una certezza: la Manor ormai è un altro capitolo chiuso tristemente. Non tanto per i piloti, i quali possono comunque trovar fortuna altrove o restare addirittura nel giro della Formula 1, quanto piuttosto per il personale. Centinaia di persone che, da qualche giorno, si trovano a casa senza un lavoro e con un futuro professionale da riscrivere. Questo è il vero dramma, che va ad aggiungersi alla perdita di una squadra come capitato a tante altre prima di essa.
In merito a queste problematiche, anche la nuova gestione della Formula 1 può fare ancora poco o nulla. Esiste infatti un contratto stipulato tra i team e la precedente amministrazione che non può essere modificato fino al 2020, e che dunque tiene le mani legate agli americani. E lo stesso Brawn non ha potuto far altro che confermarlo:
“Abbiamo un contratto valido con i team fino al 2020 (Patto della Concordia, ndr). Di conseguenza non cambierà sostanzialmente nulla fino a quella data, a meno che tutti i team si accordino per proporre delle modifiche, ma sarà molto difficile”.
Oltre alle speranze di poter coinvolgere con maggior interesse anche i team minori, Ross Brawn si è espresso sulle numerose idee ed iniziative a lungo termine per poter riportare spettacolo e spettatori negli autodromi del campionato mondiale:
“A volte si pongono dei problemi che devi necessariamente risolvere, prima o poi -spiega il manager britannico- Ma molto spesso, in passato, abbiamo apportato dei cambiamenti che non hanno portato agli effetti ed ai benefici che avremmo sperato. Semplicemente, vorremmo solo provare ad evitare tutto questo in futuro. Attualmente ci sono un gran numero di iniziative che possiamo concretizzare in Formula 1, e personalmente ho idee e pensieri su come queste si possano applicare.
Non sono ancora pronto a condividerle pubblicamente, ma solo ed esclusivamente con i team e con la FIA per iniziare a sviluppare insieme un piano per i prossimi 3-5 anni che ci possa far convincere, al termine di questo periodo di tempo, di essere concretamente avanti in termini di “appeal” della Formula 1, del modo in cui essa interagisce con i tifosi, e di cosa la Formula 1 stessa possa offrire ai fan ed agli sponsor”.
Tutte frasi ricche di speranze e di iniziative che potrebbero risollevare i consensi verso una Formula 1 a volte contraddittoria e di difficile interpretazione. I fatti attuali però vedono un protagonista in meno, la Manor, e tanti personaggi che avrebbero potuto far qualcosa per aiutarla e che invece non hanno fatto nulla di concreto.