
Manca davvero poco alle presentazioni ufficiali delle nuove monoposto 2017, le quali daranno il via in modo concreto ad una stagione ricca di opinioni discordanti. In molti guardano con pessimismo al campionato che verrà, sollevando parecchi dubbi soprattutto dal punto di vista dello spettacolo, mentre altri abbracciano la stagione 2017 con positività.
La speranza che si possa rinnovare lo spettacolo, senza rinunciare all’evoluzione tecnica delle vetture, sta riaccendendo la passione di molti tifosi e piloti.
Chi rientra nell’ultimo girone degli ottimisti è senz’altro l’ingegner Gigi Mazzola. Capo della squadra prive Ferrari negli anni d’oro dei successi di Michael Schumacher, Mazzola ha espresso la sua personale opinione sulle colonne del blog del giornalista Leo Turrini, amico e conoscente dell’ingegnere dal 1989.
Ecco il suo commento sulla nuova Formula 1:
“Non mi voglio iscrivere al partito dei pessimisti -spiega Mazzola- a proposito delle nuove regole. Proclamare in anticipo che la Formula 1 sarà un disastro mi sembra un azzardo. Vogliamo almeno vedere come vanno i primi due o tre gran premi, prima di stilare la sentenza?
Per esempio, sento spesso dire che le gomme più larghe, con grande aumento del carico aerodinamico, renderanno ancora più difficili i sorpassi. Sinceramente, quando ero in Formula 1 non erano una catastrofe le monoposto meno larghe..
Vedrai -prosegue l’ingegnere nel suo discorso con Turrini- che più della larghezza saranno importanti le performance delle gomme. Cioè, se le Pirelli garantissero una migliore aderenza meccanica con riduzione dell’usura, allora ci divertiamo. In linea di massima penso che sullo spettacolo sarà determinante l’efficacia delle gomme, nel bene o nel male”.
Riferendosi sempre alla questione dello spettacolo, Mazzola abbraccia la filosofia espressa tempo prima da un altro grande personaggio della Formula 1 come Flavio Briatore:
“Sai che mi tocca dare ragione a Briatore? I regolamenti -prosegue l’ingegnere- non li dovremmo scrivere noi ingegneri, ma piuttosto qualcuno che di tecnica ne capisce poco, ma che è più afferrato sullo show. Di conseguenza, spetta a noi ingegneri adattarci. Purtroppo la Formula 1 ha preso una strada sbagliata quando ha deciso di proseguire su una linea astrusa, molto blindata sui particolari e ricca di limitazioni di qua e di la. La cosa più pazzesca -aggiunge Mazzola in merito- è il parco chiuso nella notte che precede il gran premio. Fantozzi parlerebbe di una boiata pazzesca. Ma perché se un ingegnere a mezzanotte del sabato sta bevendo un whisky e gli viene data un’idea per ritoccare la macchina non può precipitarsi al circuito per modificare l’assetto? Ti assicuro che una volta queste cose accadevano. Magari se eri a cena con la tua ragazza e scappavi lei si incazzava, ma tutto sommato era anche il bello del mestiere.
Su queste cose -si augura Mazzola- Ross Brawn, se davvero collaborerà con Liberty Media, può essere una buona soluzione. Brawn non è uno scienziato da gran premio. E’ un tipo molto pratico che può conciliare esigenze diverse, anche se ci vorrà del tempo”.
Mazzola, infine, conclude il suo intervento sul blog di Turrini esprimendo il proprio pronostico per il campionato 2017: “Un pronostico? Non comprendo per quale motivo il vantaggio Mercedes dovrebbe aumentare. Scusa, e se qualcuno di nostra conoscenza -si chiede- avesse lavorato meglio?”