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    Analisi Test F1 2017 | A Barcellona è sfida Mercedes vs Ferrari

    Paolo PellegriniBy Paolo Pellegrini2 Marzo 2017Updated:5 Marzo 2017Nessun commento10 Mins Read
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    Ferrari F1 2017
    Decifrare i test precampionato non è mai semplice. Tuttavia, dalla prima quattro giorni di prove in quel di Montmelò, sono emersi dati significativi. Almeno così riteniamo. Ma procediamo con ordine.

    Le nuove monoposto di Formula 1 hanno, al contempo, confermato e disatteso le aspettative. Molto attraenti e altamente aggressive – grazie ad aspetti regolamentari finalmente a fuoco e che vanno nella giusta direzione – da un lato, sin troppo standardizzate, prendendo in esame diverse aree di progetto, dall’altro. Questa standardizzazione, nello specifico, è riconducibile a più fattori: anzitutto, un Regolamento Tecnico ancora ed eccessivamente vincolante, in secondo luogo l’adozione – assolutamente legittima, fisiologica e naturale – dei canoni tecnici attualmente “in voga” e che incarnano l’odierno stato dell’arte progettuale (come sempre accaduto nella storia delle competizioni), infine, la sempre più evidente mancanza di fantasia da parte dei progettisti (soprattutto se di nuova generazione), ormai legati ai medesimi calcolatori, simulatori, numeri e gallerie del vento. In mancanza di arditi (e rischiosi) slanci di fantasia, il prodotto finale risulta necessariamente appiattito e concettualmente livellato. Ci riferiamo, soprattutto, alla fattura dell’alettone anteriore e posteriore (assai imbrigliata dai regolamenti tecnici nelle forme), delle pance, dei musi.

    I musi si suddividono in due famiglie principali. Mercedes F1 W08 e Toro Rosso STR12 presentano musi dal disegno assai gradevole e sinuoso, caratterizzati da una estremità arrotondata e sottile. Lampante e quasi sconcertante la netta somiglianza del muso Toro Rosso a quello Mercedes. Tutte le altre vetture, al contrario, sfoggiano musi contraddistinti dalla ormai nota e mai amata protuberanza, residuato dei regolamenti tecnici datati 2014 e che l’allungamento della struttura ad assorbimento di impatto (da 850 mm a 1050 mm a partire dall’asse ruote anteriore) in vigore da quest’anno non ha eliminato. Musi che, fatte salve le logiche differenze di dettaglio, sembrano disegnati e concepiti dalla stessa mente…

    Più caratteristici i musi della Red Bull RB13 e della Force India VJM10. Il primo – soprannominato ad “aspirapolvere” – è qualificato da una presa d’aria in corrispondenza della protuberanza centrale (con funzioni aerodinamiche e di raffreddamento), il secondo è una variazione sul tema del singolare e piacevole muso a “narice” presentato dalla scuderia anglo-indiana sin dal 2015, ma ora sprovvisto della estremità a freccia.

    I musi accolgono l’S-Duct, interessante soluzione aerodinamica classificabile come effettivo dispositivo di controllo dello strato limite, meritevole di ulteriori approfondimenti.

    La zona dei bargeboard, delle prese d’aria di raffreddamento e, più in generale, del tratto iniziale delle fiancate (compreso il prolungamento in avanti dello Step Plane) coincide con l’area attorno alla quale si registra una maggior diversificazione, grazie a molteplici interpretazioni per quanto concerne bargeboard, deviatori di flusso a ponte (verticali e orizzontali), fenditure, prese d’aria di raffreddamento, appendici aerodinamiche assortite e così via.

    Diverse le opzioni adottate per quanto riguarda le prese d’aria a periscopio per motore e raffreddamento. Molto diffusa è la interpretazione Mercedes, vista ed apprezzata già nel 2016 sulla F1 W07: bocca voluminosa solcata dagli elementi del roll-bar. C’è da dire che, a partire dal 2014 (ci limitiamo ai nuovi motori Turbo), è stata la Toro Rosso (STR9 e STR10) ad inaugurare queste prese d’aria dalla bocca singola particolarmente grande e specializzata in diverse mansioni (motore e raffreddamento). Originale e accattivante la presa d’aria della Renault R.S.17, assai larga e schiacciata. La Sauber C36 ripesca dal recente passato la soluzione adottata nel 2010 dalla Mercedes MGP W01 e nel 2011 dalla Force India VJM04: roll-bar centrale a “coltello” e presa d’aria sdoppiata. Configurazione, quest’ultima, sempre molto appezzata ed apprezzabile.

    La pinna dorsale è tornata. Il nuovo posizionamento dell’alettone posteriore, ora collocato più in basso rispetto agli anni 2009-2016 (800 mm a partire dal Reference Plane contro i 950 mm del periodo 2009-2016), ha portato nuovamente alla ribalta questo elemento aerodinamico, negli ultimi anni assai ridimensionato e quasi abbandonato. La sua funzione, oltre a quella tipica di controllo della stabilità trasversale e della imbardata, è “pulire” il flusso d’aria diretto all’alettone posteriore. Dopo il “pinna boom” del 2008-2010 (nel 2010, veniva integrato all’interno della pinna il condotto dell’F.Duct), infatti, sopravvivevano solo derive di ridotte dimensioni le quali, generalmente, seguivano l’andamento discendente del cofano motore. La HRT F111, nel 2011, seguiva una strada diversa, proponendo una piccola pinna dorsale concettualmente molto simile a quelle tornate in voga in questo 2017. Pinne simili ma non uguali, specie nel disegno del bordo d’uscita, rettilineo o più o meno svasato e arcuato. Degna di nota la nuova via tecnica seguita dagli aerodinamici, ossia installare le cosiddette T-Wing all’uscita della pinna dorsale. Queste appendici intendono ottimizzare il flusso d’aria diretto verso i profili alari posteriori e, quindi, migliorare l’efficienza di questi ultimi. Interessanti le interpretazioni di Mercedes F1 W08 e Williams FW40-Mercedes: la prima ha sperimentato una T-Wing superiore biplano (due profili disposti a schiera) sorretta da un pilone verticale e centrale posizionato a valle del cofano motore, la seconda ha proposto due T-Wing, una superiore, una inferiore.

    La Mercedes, sinora, ha portato in pista due diverse configurazioni della sua F1 W08: con pinna dorsale (di dimensioni contenute e assai svasata in uscita) e senza pinna (o meglio, provvista di deriva dorsale che segue l’andamento discendente del cofano motore). Nel bordo superiore della pinna dorsale della F1 W08, però, è stata ricavata una apertura: un autentico “camino” deputato allo smaltimento dell’aria calda proveniente dal cofano motore. Questo “camino” presenta un pavimento orientato, tale da indirizzare l’aria verso la T-Wing e l’ala posteriore.

    Per quanto concerne i profili estrattori, si registrano disegni e soluzioni abbastanza in linea gli uni con gli altri e convenzionali. I tecnici lavorano, parimenti agli anni passati, sulle derive verticali e sui soffiaggi (orizzontali e verticali), utili a lavorare una portata d’aria maggiore affinché si realizzino alti valori di deportanza. Degno di nota è il profilo estrattore della Ferrari SF70H, caratterizzato da una sezione d’uscita trapezoidale isoscele, che ricorda quelli sperimentati da Toyota e Williams nel 2009.

    Per quanto riguarda le sospensioni, spiccano Mercedes e Toro Rosso, grazie alle loro sospensioni anteriori provviste di puntale di ancoraggio. Questo puntale fa sì che l’attacco del triangolo superiore sia rialzato e decentrato rispetto al centro ruota. Una alternativa rispetto al classico triangolo infulcrato al porta mozzo che palesa ricadute sulla geometria della sospensione stessa e sulla fattura dei bracci.

    Sul fronte motori, tutto tace. Trapelano solo – notizia tutta da verificare – i 50 cavalli in più della “power unit” Mercedes, ottenuti, verosimilmente, potenziando il V6 Turbo (la potenza massima del MGU-K è fissata dal Regolamento).

    Monoposto in continuo divenire, con la raffinata aerodinamica a farla da padrona in ogni area della vettura, dall’ala anteriore a quella posteriore.

    E veniamo alle prestazioni. Il tracciato catalano di Montmelò ha saggiato l’enorme potenziale, ancora non pienamente espresso, delle nuove monoposto di F1. Vetture qualificate, anzitutto, da gomme più larghe, alettoni, profilo estrattore, fondo e spessore dei dischi freno maggiorati. Più trazione, più carico aerodinamico, più deportanza, più aderenza. Ma anche più peso, considerando che proprio questo significativo valore, in questo 2017, è stato ulteriormente innalzato sino a raggiungere la soglia dei 728 kg (722 kg base + 6 kg dovuto ai nuovi pneumatici, senza carburante).

    Valtteri Bottas (Mercedes F1 W08, gomme Ultrasoft) è autore del miglior giro nell’arco dei primi quattro giorni di test: 1:19.705, un tempo, pertanto, migliore rispetto alla pole-position del 2010 (8 maggio), tempo di riferimento per quanto concerne la nuova configurazione del tracciato spagnolo (4,655 km). In quella circostanza, Mark Webber (Red Bull RB6-Renault) fermava il cronometro su 1:19.995, alla media oraria di 209,48 km/h. Le auto avevano un peso minimo di 620 kg, strillavano ancora i V8 aspirati di 2400cc limitati a 18,000 giri/minuto, regnava il monogomma Bridgestone. Nel 2016, Lewis Hamilton (e siamo ancora in maggio) firmava la pole-position in 1:22.000 (media di 204,36 km/h), un tempo, invero, sotto il quale sono scesi – in questi primi test – solo Hamilton, Bottas, Vettel, Raikkonen, Ericsson, Palmer, Hulkenberg, Ricciardo e Verstappen. Dunque, le due Mercedes (Hamilton e Bottas), le due Ferrari (Vettel e Raikkonen), le due Red Bull-Renault (Ricciardo e Verstappen), le due Renault (Palmer e Hulkenberg) ed una Sauber-Ferrari (Ericsson).

    Mercedes e Ferrari sono parse in gran forma. Veloci e affidabili sin da questi primi chilometri, sono state le uniche auto a girare in 1:20-1:19. La Mercedes, nell’arco dei quattro giorni, ha ultimato ben 558 giri; la Ferrari 468. Il miglior tempo, in casa Ferrari, è merito di Sebastian Vettel (1:19.952, gomme Soft).

    Alle spalle di Mercedes e Ferrari, un mucchio selvaggio di scuderie e piloti i cui reali valori appaiono di difficile valutazione tanto è stato l’equilibrio in pista. Tempi dell’ordine del 1:21-1:22, infatti, sono stati alla portata di tutti. Le Red Bull (appena 294 giri totali ultimati) non hanno sinora incantato né cercato tempi di grido. Rimandate, ma saranno della partita.

    Quattro giorni fondamentali per capire e sgrossare le nuove monoposto ma che, probabilmente, ci hanno già consegnato e svelato il canovaccio dell’imminente Mondiale 2017: Mercedes vs Ferrari. Ne sapremo di più già dai prossimi test (Montmelò, 7-10 marzo), con l’Australia nella mente.

    [tab]

    [tab_item title=”LAPS e KM”]
    C572cRBXEAA8nVR
    [/tab_item]

    [tab_item title=”BEST TIMES”]
    C58JVyHXEAEdlRG
    [/tab_item]

    [tab_item title=”Gio 2/3″]

    Test F1 2017 Barcellona - Giovedì 2 Marzo 2017
    Pos. 	Pilota 	      Team        Vettura 	Tempo 	        Gap     Gomma   Giri
    1	Räikkönen     Ferrari	  SF70-H	1:20.872		Soft	93
    2	Verstappen    Red Bull    RB13		1:21.769	+0.897	Soft	85
    3	Palmer	      Renault	  RS17		1:21.778	+0.906	Soft	39
    4	Grosjean      Haas F1	  VF-17		1:22.309	+1.437	SuperS	118
    5	Giovinazzi    Sauber	  C36		1:22.401	+1.529	UltraS	84
    6	Perez	      Force India VJM10		1:22.534	+1.662	Medium	82
    7	Vandoorne     McLaren	  MCL32		1:22.576	+1.704	UltraS	67
    8	Bottas	      Mercedes	  W08		1:23.443	+2.571	Soft	68
    9	Hülkenberg    Renault	  RS17		1:24.974	+4.102	Soft	51
    10	Kvyat	      Toro Rosso  STR12		no time		        Wet	1
    11	Massa	      Williams	  FW40		no time		        Wet	0
    12	Sainz jr      Toro Rosso  STR12		no time		        Medium	0

    [/tab_item]

    [tab_item title=”Mer 1/3″]

    Test F1 2017 Barcellona - Mercoledì 1 Marzo 2017
    Pos. 	Pilota 	      Team        Vettura 	Tempo 	        Gap     Gomma   Giri
    1	Bottas	      Mercedes	  W08		1:19.705		Soft	75
    2	Vettel	      Ferrari	  SF70-H	1:19.952	+0.247	Soft	139
    3	Ricciardo     Red Bull    RB13		1:21.153	+1.448	Medium	70
    4	Palmer	      Renault	  RS17		1:21.396	+1.691	Medium	51
    5	Hülkenberg    Renault	  RS17		1:21.791	+2.086	Soft	42
    6	Ericsson      Sauber	  C36		1:21.824	+2.119	Medium	126
    7	Hamilton      Mercedes	  W08		1:22.090	+2.385	Soft	95
    8	Grosjean      Haas F1	  VF-17		1:22.118	+2.413	Soft	56
    9	Stroll	      Williams	  FW40		1:22.351	+2.646	Medium	98
    10	Alonso	      McLaren	  MCL32		1:22.598	+2.893	Medium	72
    11	Sainz jr      Toro Rosso  STR12		1:23.540	+3.835	Medium	32
    12	Celis jr      Force India VJM10		1:23.568	+3.863	UltraS	71
    13	Kvyat	      Toro Rosso  STR12		1:23.952	+4.247	Medium	31

    [/tab_item]

    [tab_item title=”Mar 28/2″]

    Test F1 2017 Barcellona - Martedì 28 Febbraio 2017
    Pos. 	Pilota 	      Team        Vettura 	Tempo 	  Gap     Gomma       Giri
    1 	Räikkönen     Ferrari 	  SF70-H 	1:20.960 	  Soft 	       108 
    2 	Hamilton      Mercedes 	  W08 	        1:20.983  +0.023  SuperSoft 	66 
    3 	Verstappen    Red Bull    RB13 	        1:22.200  +1.240  Soft 	        89 
    4 	Magnussen     Haas F1 	  VF-17 	1:22.204  +1.244  SuperSoft    118 	
    5 	Ocon 	      Force India VJM10 	1:22.509  +1.549  Soft 	        86 
    6 	Kvyat 	      Toro Rosso  STR12 	1:22.956  +1.996  Soft 	        68
    7 	Bottas 	      Mercedes 	  W08 	        1:22.986  +2.026  Medium       100 	
    8 	Palmer 	      Renault 	  RS17 	        1:24.139  +3.179  Soft 	        53
    9 	Giovinazzi    Sauber 	  C36 	        1:24.617  +3.657  Soft 	        65 	
    10 	Vandoorne     McLaren 	  MCL32 	1:25.600  +4.640  Soft 	        40
    11 	Stroll 	      Williams 	  FW40 	        1:26.040  +5.080  Medium 	12

    [/tab_item]

    [tab_item title=”Lun 27/2″]

    Test F1 2017 Barcellona - Lunedì 27 Febbraio 2017
    Pos. 	Pilota 	    Team 	Vettura Tempo 	        Gap    Gomma 	Giri 	
    1 	Hamilton    Mercedes 	W08 	1:21.765 		Soft 	73 
    2 	Vettel 	    Ferrari 	SF70-H 	1:21.878 	+0.113 	Hard 	129 
    3 	Massa 	    Williams 	FW40 	1:22.076 	+0.311 	Soft 	103 
    4 	Magnussen   Haas F1 	VF-17 	1:22.894 	+1.129 	Soft 	51 
    5 	Ricciardo   Red Bull    RB13 	1:22.926 	+1.161 	Soft 	50 
    6 	Bottas 	    Mercedes 	W08 	1:23.169 	+1.404 	Soft 	79 
    7 	Perez 	    Force India VJM10 	1:23.709 	+1.944 	Soft 	39 
    8 	Sainz jr    Toro Rosso 	STR12 	1:24.494 	+2.729 	Medium 	52 
    9 	Hülkenberg  Renault 	RS17 	1:24.784 	+3.019 	Medium 	57 
    10 	Alonso 	    McLaren 	MCL32 	1:24.852 	+3.087 	Soft 	29 
    11 	Ericsson    Sauber 	C36 	1:26.841 	+5.076 	Hard 	73 

    [/tab_item]

    [tab_item title=”VIDEO”]

    [/tab_item]

    [/tab]

    Test F1 – LE FOTO DI FEDERICO BASILE

    [nggallery id=314]

    Scritto da: Paolo Pellegrini

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    Paolo Pellegrini
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    Paolo Pellegrini, Classe '82, amante della velocità a 360°, che sia un'auto, una moto, un aereo o i 10 secondi di un 100 metri. Disegnatore di auto e moto da corsa estreme.

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     3. Mercedes               0
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