
Giovanna Amati, ultima donna ad aver partecipato ad un Campionato del mondo di Formula 1, ha rilasciato un’intervista alla redazione di superscommesse.com. Durante l’intervista hanno parlato del distacco della Ferrari, la gestione di Liberty Media e della presenza delle donne in F1.
Giovanna Amati, classe 1959, è stata l’ultima donna ad aver partecipato ad un campionato mondiale di Formula 1, disputando tre gran premi, senza però riuscire a qualificarsi.
La sua carriera sportiva ha avuto inizio nella Formula Fiat Abarth passando nel 1985 alla Formula 3 Italiana e nel 1987 alla Formula 3000.
Si avvicina al mondo della F1 nel 1986 quando, insieme ad altri piloti che gareggiavano al suo fianco in Formula 3, prese parte ai test di F1 per la Benetton.
Il debutto in Formula 1 arrivò nel 1992 quando venne ingaggiata come secondo pilota ufficiale della Brabham. Durante quest’anno prese parte a soli tre Gran Premi, senza però riuscire a qualificarsi. Successivamente venne sostituita da Damon Hill.
In seguito al suo debutto in Formula 1 la Amati partecipò al titolo europeo donne nella Porsche SuperCap e in seguito alla Ferrari Challenge e nel 1999 partecipò alla Sport Racing World Cup SR2 dove ottenne due successi che le garantiscono il terzo posto assoluto nel campionato.
Il nome di Giovanna si unisce a quello di altre donne che, con coraggio, si sono fatte spazio in un mondo che spesso viene considerato esclusivamente maschile.
Ecco a voi l’intervista di news.superscommesse.com a Giovanna Amati.
Come vede Giovanna Amati la F1 dopo il cambio di governance? Cosa cambierà con la gestione di Liberty Media? Spingerà verso una Formula 1 più equilibrata anche per quanto riguarda i costi?
Fondamentalmente non credo cambi molto con l’introduzione di Liberty Media, sia perché non hanno sufficientemente esperienza di F1 (potrebbero tentare nuovi format ma le gare sono quelle…), sia perché il potere decisionale sui regolamenti resta sempre nelle mani della FIA . Inoltre (idea del tutto personale) penso che nel giro di pochi anni le quote comprate a 8 miliardi di dollari si svaluteranno, e Bernie Ecclestone se le ricomprerà a un altro prezzo .
Secondo lei chi sarà il team più competitivo in questa stagione? La Ferrari con la SF70H (forte di soluzioni tecniche audaci e delle gomme extralarge Pirelli) ha impressionato nelle due settimane di prove al Montmelò: è l’anno giusto per le rosse?
Il Team più competitivo resterà Mercedes, seguito probabilmente da Red Bull e l’alternanza delle terze posizioni tra Ferrari, Force India e Williams. La Ferrari ha da sempre abituato a grandi exploit nelle prove antecedenti al Campionato, ma quando poi si tratta di scendere in pista alla prima gara i valori si attenuano molto. Sebbene sia una vettura che si adatta molto bene a Melbourne si vedrà durante la stagione il suo sviluppo. E’ difficile recuperare tanto gap in così pochi mesi .
Ha dichiarato che al giorno d’oggi i piloti vogliono tutto e subito, saltando la gavetta: la F1 odierna pare stia puntando, sulla scorta del successo di Verstappen, sui baby piloti possibilmente supportati da uno sponsor forte come Lance Stroll. Come giudica questo fenomeno?
Direi ci sia una grande differenza tra Verstappen e Stroll. Il primo è un talento naturale con infinite risorse interiori, che ha dato tutto se stesso per arrivare ai vertici , mentre l’altro … direi è l’esatto contrario, una carriera costruita a tavolino, con infinite risorse economiche (possiede un aereo personale privato , non del papà ma proprio suo, dall’età in cui guidava i kart). E normalmente, i mari calmi non creano bravi marinai…
Lei è molto scettica sulla presenza femminile nella Formula 1: in una intervista ha dichiarato che è un mondo molto duro e selettivo, e non basta essere protagonisti di stagioni mediocri in serie inferiori o diverse per potersi guadagnare un posto. Che chance potrebbe avere quindi la test driver ingaggiata quest’anno dalla Sauber, Tatiana Calderon, di poter competere un giorno direttamente in gara?
La Calderon ha chance tra il zero e il nulla di essere un giorno titolare in F1. Purtroppo il suo talento non è pari alla sua ambizione. L’ho vista guidare in F3 a Vallelunga , partita terz’ultima , è riuscita a superare se stessa arrivando ultima. Da allora ha cambiato molte squadre , tra le migliori, ed i suoi risultati hanno migliorato di pochi decimi, fa fatica ad arrivare tra i primi 10 se non grazie al ritiro di avversari.
Ha molti soldi colombiani, l’anno prossimo sarà in GP3 alla Dams, di nuovo una delle migliori squadre al mondo: chissà che finalmente possa stupirci, io glielo auguro. Per quanto riguarda la sua presenza alla Sauber sarà collaudatrice soltanto del simulatore e non in pista, ma la Sauber non possiede un simulatore di F1. Dunque resto ancora più perplessa.
L’idea di creare una serie automobilistica per sole donne (proposta lanciata tempo fa Ecclestone e da lei appoggiata) non rischia di diventare una riserva indiana, costringendo le donne a gareggiare solo tra di loro e con vetture non all’altezza di grandi sfide? Lei in una intervista ha infatti dichiarato che le pilotesse potevano nel caso utilizzare – per motivi di budget – vetture vecchie…
La proposta lanciata da Ecclestone era soltanto una idea, tra l’altro molto difficile da realizzare per quanto riguarda i costi (a mio parere) . Ma la realtà è che io non ho proprio appoggiato niente e mi spiego : un giornalista mi ha chiesto cosa ne pensi di … ? e io ho solo risposto che mi sembrava una ottima idea, tutto qui . Ma ripeto, mi sembra molto difficile come attuazione, pensateci: chi potrebbe farsi promotore? Con quali sponsor ? Quante donne potrebbero essere qualificate a guidare tanti cavalli senza rischiare di farsi male?
Abbiamo visto cosa è successo a Maria de Villota (e in prove libere). Inoltre le corse automobilistiche nascono a classifiche unificate, solo in America tempo fa avevano fatto un Campionato per sole donne (a ruote coperte) ma non ha preso piede.
Come vede invece Giovanna Amati una ragazza che punta un giorno ad entrare nella Formula 1, ovvero l’italobritannica Vicky Piria, che presenta un curriculum nelle piste di buon livello (ha gareggiato in Formula Abarth, European F3 e GP3 e si appresta a debuttare, unica italiana, nella Electric GT)? E’ lei il futuro in rosa della F1 oppure bisogna aspettare che raggiunga grandi risultati nelle gare?
Vicky Piria come la colombiana è dotata di buona volontà , ma purtroppo non si è mai piazzata tra i primi neppure nella F3 o nelle Formule minori. E correndo nelle Gt non si arriva alla F1. Inoltre per avere una superlicenza di F.1 ci vogliono vittorie e risultati utili per ottenerla , non è un particolare da omettere.
Se davvero la F1 volesse una donna dovrebbe aiutare di più quelle poche che dimostrano talento, così come fanno con i giovani piloti. Trovare quindi le più veloci sui circuiti di kart e poi supportare le loro carriere.
Comunque l’unica a mio parere che nel prossimo futuro potrebbe essere in grado di poter guidare una F1 è Beitske Visser (un’altra brava, Simona De Silvestro l’hanno già bruciata prima ancora di diventare tester ufficiale). La Visser è giovane, molto concentrata, determinata, e soprattutto non perde tempo a guardarsi attorno per promuovere se stessa. Perché non sono i media a portarti in F1 ma piuttosto l’impegno, il sudore, e la determinazione personale.