
Dopo le polemiche sulla gara non proprio positiva di domenica scorsa in Cina, Valtteri Bottas ha risposto alla grande alle accuse a lui rivolte nel giro di una settimana. Ieri infatti, nella notte delle qualifiche in Bahrain, il pilota finlandese della Mercedes si è conquistato la prima position della carriera in Formula 1, precedendo il compagno di squadra Lewis Hamilton.
Grazie a questo risultato prestigioso, Bottas si è riconquistato la fiducia del suo team, alzando le sue quotazioni in vista di un probabile rinnovo di contratto con la squadra di Brackley. Il timido e taciturno Valtteri ha dunque tirato fuori le unghie, e si è assicurato una preziosa partenza dalla prima casella per la gara di domani, ma non è tutto: lo splendido risultato di Bottas ha un significato molto più profondo, sia per la credibilità della sua carriera che per la sua nazione.
Grazie all’exploit di Sakhir infatti, un pilota finlandese torna a conquistare una pole position a nove anni di distanza dall’ultimo episodio, risalente al 2008.
Vi starete già immaginando che l’ultimo cavaliere finnico della Formula 1 capace di guadagnarsi una pole sia stato l’attuale pilota della Ferrari Kimi Raikkonen, visto e considerato che il 2008 lo vide tra gli assoluti protagonisti di quel campionato.
E invece, vi sbagliate.
Gran Premio di Gran Bretagna 2008: la prima ed ultima pole di Heikki Kovalainen
Siamo quindi nel 2008, anno in cui si rinnova la sfida mondiale tra Ferrari e McLaren dopo le scintille della stagione precedente. Lewis Hamilton è alla caccia del primo titolo piloti, così come il ferrarista Felipe Massa. L’altra monoposto del “Cavallino Rampante” è occupata dal campione del mondo in carica Kimi Raikkonen, di nazionalità finlandese. La seconda guida della McLaren è anch’egli finlandese, e risponde al nome di Heikki Kovalainen.
Fino a quel punto della stagione, quando si presenta l’appuntamento con il Gran Premio di Gran Bretagna, il rendimento di Kovalainen è buono, ma non esaltante. Pur disponendo di una vettura molto competitiva, il suo massimo risultato in McLaren andò oltre al 3° posto ottenuto in Malesia.
Successivamente, oltre ad altro podio in Italia ed alla sua prima quanto fortunata (ed unica) vittoria in Ungheria, il finlandese dagli occhi di ghiaccio non riuscirà a sostenere il ritmo imposto da Hamilton.
Eppure, proprio nella gara di casa del suo compagno di squadra, Kovalainen sarà in grado di conquistarsi la sua prima ed unica pole position in carriera, staccando di cinque decimi l’emergente Red Bull di Mark Webber.
E’ il 5 luglio 2008. A Silverstone la gioia di Kovalainen è immensa, ma in cuor suo non potrà mai immaginare che la sua pole position resterà l’ultima per un pilota finlandese fino al 15 aprile 2017, giorno in cui Valtteri Bottas farà tornare grande la Finlandia nel “tempio delle qualifiche”.
La grande tradizione “Made in Suomi”
I piloti finlandesi, si sa, sono sempre stati un patrimonio importantissimo per l’automobilismo sportivo internazionale. Il loro talento ed il loro amore per questo sport, li hanno resi leggendarie in categorie come il rally (per citare il campo più apprezzato dai finlandesi), ma anche in Formula 1.
I piloti Made in Suomi (“Suomi” significa appunto “Finlandia” in finlandese) che hanno partecipato al campionato mondiale di Formula 1 sono stati solo otto, ma cinque di questi sono riusciti ad aggiudicarsi una pole almeno una volta in carriera.
Bottas è stato l’ultimo ad aggiungersi in questa speciale lista, ma prima di lui ci sono riusciti i già citati Kovalainen e Raikkonen insieme a Mika Hakkinen e Keke Rosberg, quest’ultimo padre dell’attuale campione del mondo in carica Nico Rosberg (ritiratosi al termine del mondiale 2016).
La grande tradizione dei piloti finlandesi in Formula 1 si aprì proprio grazie a Keke Rosberg, il primo del clan battente bandiera bianco-blu crociata ad aggiudicarsi non solo una vittoria, ma anche la pole position.
Fu infatti a Brands Hatch, sempre in occasione del Gran Premio di Gran Bretagna, che Rosberg conquistò la prima pole (per lui e per la Finlandia) nel 1982, anno in cui si laureerà campione del mondo a fine stagione.
Per Keke arriveranno in seguito altre quattro pole position, l’ultima delle quali in occasione del Gran Premio di Germania 1986.
Prima di Rosberg tentò invano la conquista del primo posto in griglia di partenza Leo Kinnunen, mentre dopo l’epopea di Keke fallirono nell’agguantare la pole altri due finlandesi: JJ Lehto (acronimo di Jyrki Jarvilehto) e Mika Salo.
Kinnunen, Lehto e Salo rappresentano ancora oggi quella minoranza di piloti “Made in Suomi” (tre su otto) a non esser stati in grado di concludere una qualifica in pole position.
Negli anni ’90 però, la Finlandia avrà comunque modo di sorridere: nel 1997 infatti, curiosamente a nove anni di distanza dall’ultima pole di Rosberg, sarà infatti Mika Hakkinen a riportare in alto i colori della sua nazione in occasione del Gran Premio del Lussemburgo, sul circuito di Nurburgring.
Quella sarà la prima delle 26 pole position conquistate in carriera da Hakkinen, ancora oggi detentore del record di maggior numero di pole ottenute da un finlandese. Il “Finlandese Volante”, che si ritirerà dalla Formula 1 nel 2001 con in tasca due titoli mondiali (1998 e 1999), avrà modo di applicare l’ultimo sigillo della pole nel 2000 a Spa-Francorchamps, in quel Gran Premio del Belgio che lo consegnerà alla storia per il leggendario sorpasso ai danni di Michael Schumacher.
Terminata la dinastia di Hakkinen, la Finlandia ha accolto tra i suoi figli prediletti anche un altro campione del mondo: Kimi Raikkonen.
L’attuale pilota della Ferrari è fermo a quota 16 pole position conquistate, a dieci lunghezze di distacco da Hakkinen. Anche in questo caso, l’appuntamento con la pole manca ad “Iceman” da nove anni.
L’ultima partenza al palo di Kimi risale infatti al 2008, stagione in cui ottenne il suo ultimo giro più veloce in qualifica nel Gran Premio di Francia.
Forse Raikkonen riuscirà ad allungare la sua serie positiva, cosa che si augurano in molti tra ferraristi e non, ma una cosa nel frattempo è certa:
grazie a Valtteri Bottas, la Finlandia è tornata a ruggire in qualifica.