
Il Gran Premio di Monaco che si correrà il prossimo week-end sulle strade del principato farà entrare questa nuova Formula 1 nel secondo quarto di campionato.
Le prime cinque gare hanno dato le prime certezze sulle gerarchie in griglia e non ci vuole molto a capire che quest’anno sarà un duello ad armi pari tra Ferrari e Mercedes anche se, magari nel finale di campionato, potrebbe unirsi una Red Bull che continua a crederci.
Un fatto molto curioso che in pochi hanno notato è che in cinque gare, ben tre sono state vinte dal pilota che alla prima curva si trovava al secondo posto.
Come detto prima questi primi cinque trofei sono stati tutti Mercedes e Ferrari, ma in più della metà dei casi la vettura che inseguiva ha optato per una strategia rivelatasi poi vincente.
Analizzeremo quindi le strategie, ma prima dobbiamo dare due definizioni che sono le strategie base:
Undercut
Questa strategia viene applicata dal pilota che segue ad una distanza abbastanza vicina, in genere non oltre i 3 secondi, per superare il pilota che ha davanti.
Il pilota inseguitore effettua prima la sua sosta e a quel punto la sua distanza dalla vetta è di poco superiore al tempo necessario per fare un pit-stop (semplice matematica, non tenendo conto però di fattori esterni come il traffico o problemi durante la sosta). A questo punto il pilota che era secondo inizia a sfruttare la gomma nuova e fa segnare giri record che gli fanno ridurre il gap dal pilota in testa che con gomma più usata non riesce a fare tempi veloci. Nel momento in cui il pilota in testa si ferma il suo distacco dall’inseguitore sarà molto ridotto e per questo, uscito dai box, si troverà costretto ad inseguire.
Overcut
Stesso ragionamento di prima, ma questa volta è il pilota in testa a fermarsi prima e a sfruttare la gomma nuova. Questa strategia viene usata per due motivi principali: evitare di subire un undercut da chi segue oppure per incrementare il vantaggio sulla vettura dietro costringendola a sforzare le proprie gomme per recuperare il gap.
Rimane una sola cosa da spiegare, come si fa a difendersi da un undercut?
Come detto prima, usando un overcut, oppure effettuare il proprio pit-stop un giro dopo.
In questo secondo caso è importante tenere conto del distacco, perché un pilota uscito con gomma nuova può recuperare un po’ meno nel primo giro, contando che una buona parte del primo settore è percorsa in pit-lane. Avere un distacco oltre il secondo e mezzo da la possibilità di fermarsi immediatamente, ma se il distacco è molto più ridotto il rischio di perdere la posizione aumenta.
Passiamo adesso alle strategie viste in questi tre Gran Premi, concentrandoci soprattutto sulle prime due posizioni e poi daremo alcune conclusioni.
Gran Premio d’Australia: L’overcut condanna Lewis Hamilton
Cominciamo subito con le scintille, il Gran Premio di Australia parte con una prima fila da paura con Lewis Hamilton in pole-position e Sebastian Vettel al suo fianco.
In partenza Hamilton riuscì a mantenere la testa, mentre Vettel si trovò costretto a difendersi da Valtteri Bottas, riuscendo però a mantenere la sua seconda posizione.
Il distacco tra l’inglese e il tedesco non andava oltre i 2 secondi e per questo al 18° giro in Mercedes capirono che il rischio di subire un undercut era troppo grande e decisero di fermare Lewis Hamilton. Il calcolo fatto dal muretto della scuderia di Stoccarda fu sbagliato e la vettura numero 44 rientrò dietro Max Verstappen che si dimostrò un osso duro da sorpassare costringendo Hamilton a rallentare il suo passo.
La Ferrari numero 5 si fermò ben 6 giri dopo e Seb uscì non solo davanti ad Hamilton, ma anche davanti a Verstappen, iniziando la sua cavalcata in solitaria verso la prima vittoria stagionale.
Alla sosta di Verstappen, Hamilton aveva un distacco troppo ampio e Vettel passò al primo posto sotto la bandiera a scacchi.
Gran Premio del Bahrain: Undercut da manuale e seconda stagionale!
Nel Gran Premio del Bahrain le due Mercedes monopolizzarono la prima fila con Bottas davanti ad Hamilton. Allo spegnimento dei semafori l’inglese perse la sua posizione ai danni di un super-Vettel che si mise subito negli scarichi di Bottas iniziando la sua caccia alla vittoria. In Ferrari si accorsero che la vettura numero 77 della Mercedes non aveva un gran passo anche a causa di alcuni problemi sulle gomme e per questo all’11° giro decisero di fermare Sebastian Vettel che nel frattempo non era riuscito a prendere la prima posizione.
Valtteri rallentò il gruppo, mentre Vettel iniziò a recuperare il gap sorpassando avversari senza problemi. Ad un certo punto Carlos Sainz frenò troppo tardi alla prima curva e colpì Lance Stroll costringendo i commissari a far uscire la Safety Car. In Ferrari si rivide il fantasma della Cina, quando a causa della vettura di sicurezza Vettel aveva perso la possibilità di essere in prima posizione, ma questa volta si trovò tranquillamente in testa al gruppo.
Il tedesco iniziò subito a scappare e la penalità di 5 secondi per Hamilton non aiutò la Mercedes che vide così sfumare la vittoria che sembrava scontata dopo la prima fila.
L’undercut dalla Ferrari è stato un vera e propria mossa da manuale costringendo gli avversari ad errori che hanno portato alla seconda vittoria stagionale.
Gran Premio di Spagna: Tra sportellate e strategie!
Il Gran Premio di Spagna è stato il più combattuto di queste prime 5 gare.
Ancora una volta la prima fila era Hamilton e Vettel e alla partenza il tedesco lasciò le briciole all’inglese e provò a scappare, ma Lewis non lo mollava. Al 14° giro la Ferrari commise lo stesso errore che fece la Mercedes in Australia.
Al fine di evitare l’undercut, il muretto Rosso fece fermare Vettel prima di Hamilton, ma la scuderia di Stoccarda si era preparata a tutto e quando il tedesco raggiunse Bottas vide i propri tempi sul giro alzarsi terribilmente. Il pit-stop per Hamilton arrivò al 21°, ma per 5 giri l’inglese ha potuto ridurre il gap sul tedesco.
Alla sosta di Bottas, Vettel era in prima posizione, ma aveva gomme Soft e doveva montare le Medium per regolamento, mentre Hamilton aveva le Medium e poteva montare le gomme che voleva visto che aveva usato entrambe le gomme obbligatorie.
L’uscita della Virtual Safety Car portò l’undercut da parte della Mercedes, ma la Ferrari si difese bene facendo fermare Vettel il giro successivo.
I due si trovarono appaiati alla prima curva e non si risparmiarono le sportellate, però alla fine la strategia Mercedes pagò. Hamilton con gomme più morbide passò di potenza la SF70-H e grazie ad una perfetta gestione dello pneumatico, Lewis andò a vincere la sua seconda gara stagionale.
Una vera e propria partita a scacchi quella che queste due scuderie hanno giocato nei primi 5 Gran Premi, ma perché nella maggior parte di questi ha vinto il pilota che alla prima curva era dietro?
Il motivo è da ricercare nella lettura della gara. Il pilota in testa è quello che detta le strategie, cioè la sua sosta fa muovere gli inseguitori. Quando la squadra sbaglia la strategia del proprio pilota al comando della corsa, gli altri hanno la possibilità di sfruttare la cosa, di muoversi in maniera diversa e di conseguenza di guadagnare la posizione.
Il primo può soltanto perdere la posizione oppure guadagnare qualche secondo, mentre l’inseguitore può guadagnare la posizione o perdere qualche secondo, perché come abbiamo ben visto quest’anno, Ferrari e Mercedes sono in un altro pianeta rispetto alle altre vetture quindi il rischio di trovarsi dietro piloti più lenti è minimo.
Altro fattore è il rischio undercut. Il pilota in testa non vuole essere superato in questo modo e per questo le mosse da fare sono due: fermarsi un giro dopo, con i rischi che comporta, oppure fermarsi prima.
Il fermarsi prima può trasformarsi in un vero e proprio disastro perché potrebbero esserci situazioni di gara che portano alla perdita di tempo, oppure delle vetture difficili da superare con i conseguenti rischi da correre.
Chi è primo quindi ha molte più pressioni di chi si trova al secondo posto e per questo il rischio di commettere un errore è molto maggiore.
Basta vedere gli errori della Mercedes in Australia e della Ferrari in Spagna.
Entrambi hanno voluto azzardare l’overcut sapendo che sarebbe stato facile passare vetture con gomme più usate, ma il sorpasso con queste vetture aerodinamicamente molto cariche è più difficile di quanto sembra.
I box quest’anno sono fondamentali, gli errori si pagano cari e fermare la vettura un giro prima può fare una differenza enorme.
Pensiamo all’Australia, se la Ferrari avesse fatto fermare Vettel un giro prima si sarebbe trovato non solo dietro a Hamilton, ma anche dietro a Verstappen, mentre se lo avesse fatto fermare un giro dopo il rischio di un crollo di prestazione da parte della gomma avrebbe portato il tedesco dietro ad Hamilton con un po’ di distacco.
Tutto si gioca sul filo dei secondi, se non sul filo dei decimi, come ci ha mostrato il Gran Premio di Spagna quando i due contendenti al titolo si sono trovati praticamente appaiati regalando spettacolo e battaglia vera tra piloti veri.
Il livello tra le due vetture è praticamente identico e come ha detto Mattia Binotto ad inizio anno: “Tutto si giocherà sullo sviluppo e sui dettagli”.
Dettagli che saranno fondamentali a Monaco, dove con queste vetture larghe sarà impossibile sorpassare, ma fare la sosta al momento giusto può fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta, quindi attendiamo la successiva mossa di questa partita a scacchi tra Mercedes e Ferrari che troverà la propria conclusione soltanto a fine novembre, sul circuito di Abu Dhabi.