
A poco meno di una settimana dal via del Gran Premio del Canada, sul circuito semi-permanente di Montreal, l’attesa per questo appuntamento cresce sempre più. Quest’anno, inoltre, ci sarà un motivo in più per assistere alla gara, dato che nel 2017 il Canada taglia il traguardo della 50° edizione del proprio gran premio. Un risultato storico e di notevole importanza per una nazione che ha sempre accolto la Formula 1 a braccia aperte, e che ha spesso regalato al proprio pubblico momenti di grande spettacolo.
Per festeggiare la ricorrenza della 50° edizione, il servizio postale canadese ha emesso degli appositi francobolli per celebrare l’importanza dell’evento, in un anno in cui lo stesso Canada festeggia il 150° anniversario d’indipendenza.
La storia unica di questa corsa, unita ad un gran premio che spesso viene premiato per la sua meticolosa organizzazione, e che garantisce l’intrattenimento degli spettatori anche fuori dalla pista, fanno sì che questa edizione abbia tutti i requisiti per essere imperdibile.
In attesa del Gran Premio del Canada, ecco tutte le statistiche, i record e la storia che lega questo paese (ed i suoi uomini) al mondo della Formula 1.
UN VIAGGIO LUNGO 50 ANNI
E’ il 27 agosto 1967 quando la Formula 1 sbarca per la prima volta in Canada in veste ufficiale, dato che in precedenza si erano svolte gare non valide per il campionato. Diversamente da quanto siamo abituati ad assistere oggi, allora la tappa canadese non si disputava a Montreal, ma su altri due circuiti: quello di Mont-Tremblant (situato comunque nel Quebec ad un centinaio di km da Montreal) e soprattutto quello di Mosport Park, nei pressi di Toronto. E fu proprio su quest’ultimo tracciato che si corse il primo Gran Premio del Canada, con Jack Brabham che si aggiudicò la prima storica edizione, appunto nel 1967. A Mont-Tremblant si corse soltanto in due occasioni, nel 1968 (con vittoria di Denny Hulme) e nel 1970 (con successo di Jacky Ickx), prima di lasciare strada libera a Mosport.
Memorabile l’edizione del 1973, nella quale avvennero due fatti curiosi: oltre ad aver visto la prima monoposto in pista con il numero zero, guidata da Jody Scheckter, in quello stesso gran premio fece il suo debutto la Safety Car.
Il tracciato dell’Ontario rimase stabile nel calendario di Formula 1 fino al 1977, per poi cedere l’organizzazione della gara a Montreal. Nel 1967 infatti, la città ospitò l’Expo di quell’anno, e per l’occasione venne inaugurata l’isola artificiale di Notre-Dame, sulla quale sorge il tracciato di Formula 1. Il circuito, aperto al traffico cittadino, accolse la massima serie nel 1978, in una gara passata alla storia per la vittoria dell’idolo locale Gilles Villeneuve. Ancora oggi quell’edizione rappresenta l’unica vittoria ottenuta in casa da un pilota canadese. Da allora il gran premio è sempre rimasto a Montreal, salvo alcune interruzioni. Nel 1982, in seguito alla tragica scomparsa proprio di Villeneuve, gli organizzatori decisero di intitolare il tracciato al loro beniamino. Oggi infatti, l’autodromo è denominato “Circuit Gilles Villeneuve”. Eppure, proprio nel 1982, si verificò il dramma del pilota italiano Riccardo Paletti, rimasto vittima di un violento incidente avvenuto alla partenza.
Nella sua lunga ed entusiasmante storia, Montreal è stato anche il circuito che ha regalato la prima vittoria in Formula 1 a diversi piloti. Thierry Boutsen vinse la sua prima gara nel 1989, Jean Alesi colse il suo unico successo in Formula 1 nel 1995, mentre in epoche più recenti altre gioie arrivarono per Lewis Hamilton nel 2007, Robert Kubica nel 2008 (anche per lui primo ed unico successo in Formula 1, ed unico pilota polacco ad esser riuscito) ed infine Daniel Ricciardo nel 2014. Proprio Kubica fu protagonista di un bruttissimo incidente nel 2007, dal quale uscì fortunatamente illeso dalla sua BMW Sauber ridotta a pezzi. Altri incidenti seri occorsero ad Olivier Panis nel 1997, dove il francese si fratturò entrambe le gambe costringendo i commissari ad interrompere la gara, ed infine quello più caotico e spettacolare nel 1998, con una carambola alla partenza che vide coinvolti Alexander Wurz e Jarno Trulli, senza conseguenze.
Spettacolari anche le edizioni del 1980 e 1981. Nel primo caso (anche qui dopo una carambola che vide coinvolte 8 vetture) la vittoria finì nelle mani di Alan Jones, il quale pose fine alla lotta mondiale con Nelson Piquet conquistando matematicamente il titolo. Nel 1981, invece, Villeneuve fu protagonista di una prestazione incredibile, guidando sotto la pioggia e con la visibilità quasi annullata dall’alettone anteriore danneggiato.
Altre edizioni famose furono quelle del 2001 e del 2011. Nel primo caso Michael Schumacher vinse davanti al fratello Ralf, stabilendo così il primo caso di piloti fratelli capaci di occupare i primi due gradini del podio. Nel 2011 invece, a causa di una sospensione temporanea per pioggia, Jenson Button vinse la gara più lunga della storia della Formula 1, con oltre quattro ore di durata (compresa la sosta). In quel gran premio vennero stabiliti inoltre altri record, come la velocità media più bassa mai registrata (quasi 75 km/h), il numero di sorpassi compiuti (89) ed il maggior numero d’ingressi della safety car (6 volte).
Montreal, infine, è famosa in tutto il mondo per il “Muro dei campioni”, così denominato in quanto diversi campioni del mondo andarono a sbattere contro questo muro, ponendo fine alle loro gare.
LE STATISTICHE E I RECORD
Nell’intera storia del Gran Premio del Canada, il pilota che ha ottenuto il maggior numero di successi è Michael Schumacher, con ben 7 vittorie conquistate. In questa speciale classifica segue in seconda posizione Lewis Hamilton, con 5 vittorie. L’inglese è il pilota in attività più vincente in Canada, molto più di Raikkonen, Alonso, Ricciardo e Vettel, tutti fermi a quota 1.
Schumacher è anche il pilota con il maggior numero di pole conquistate in Canada, con ben 6 partenze dalla prima posizione. Il suo record potrebbe però essere eguagliato questo sabato proprio da Hamilton, il quale potrebbe anche eguagliare il record di pole position appartenente al suo idolo Ayrton Senna (65 pole, e secondo nella classifica all-time).
Il sette volte campione del mondo tedesco è primo in classifica anche per numero di podi conquistati, ben 12, ed è in testa anche nel numero di giri veloci conquistati, ex aequo con Kimi Raikkonen, che potrebbe dunque batterlo questa domenica.
Per quanto riguarda le statistiche dei costruttori in Canada, può vantare diversi record la McLaren. Essa infatti è ancora imbattuta nel numero di vittorie (13), di pole (11) e di giri veloci (ancora 11). Scende al secondo posto assoluto solo per numero di podi conquistati, lasciando la leadership alla Ferrari, con 33 podi.
GLI EROI LOCALI: I CANADESI
In tutta la storia della Formula 1, ben dodici piloti di nazionalità canadese hanno partecipato ad almeno un gran premio ufficiale. La maggior parte di loro si è limitata ad alcune apparizioni, senza lasciare il segno. Chi invece ha contribuito a rendere grande l’immagine del Canada in F1 sono stati due piloti, padre e figlio: Gilles e Jacques Villeneuve. Il primo vinse 6 gran premi al volante della Ferrari, ed è ancora oggi uno dei personaggi più amati di sempre, mentre il secondo ottenne 11 vittorie ed un titolo mondiale nel 1997, diventando così l’unico pilota canadese presente nell’albo d’oro dei campioni del mondo. Jacques Villeneuve è inoltre l’ultimo pilota ad aver vinto un mondiale al volante della Williams.
L’unico pilota canadese presente oggi sullo schieramento è il giovane Lance Stroll, militante proprio in Williams e nato a Montreal.
Per quanto riguarda i costruttori, il Canada ha avuto come propri rappresentanti due team, diametralmente opposti anche per successi ottenuti.
Il primo in assoluto fu la Stebro, che partecipò ad un solo gran premio nel 1963 (USA), senza nemmeno qualificarsi.
Il secondo, ben più noto, fu invece la Wolf. In tre anni di Formula 1, dal 1977 al 1979, il team vinse tre gare al suo primo anno di partecipazione, in tutti e tre i casi con Jody Scheckter. La terza ed ultima vittoria arrivò proprio in occasione del Gran Premio del Canada.
Il pilota sudafricano portò la Wolf per 13 volte sul podio in Formula 1, conquistando inoltre una pole position e due giri veloci.