Dopo la pausa dello scorso week-end, questo fine settimana la Formula 1 torna a dare spettacolo in uno dei tracciati più belli e storici di sempre.
Il circuito intitolato a Gilles Villeneuve in Canada rappresenta la prima tappa nel continente americano dove le vetture sfrecciano a oltre 300 km/h a pochi centimetri dai muretti che delimitano la pista.
Se a Monaco abbiamo assistito a una gara senza grossi colpi di scena e senza neanche un sorpasso in pista, qui a Montreal lo spettacolo e i sorpassi non sono mai mancati.
I 4,361 km del circuito canadese sono caratterizzati da lunghi rettilinei in cui la velocità di punta è fondamentale, ma anche dalle curve ad “esse” nel secondo settore che richiedono una vettura precisa sull’anteriore e infine da alcune curve lente in cui la trazione fa la differenza.
Questo circuito però presenta anche molte insidie:
Il meteo molte volte è variabile e la possibilità di un acquazzone improvviso è sempre dietro l’angolo. I muretti, come detto prima, sono molto vicini alla pista e per questo andare oltre il limite sarà pericoloso. Infine oltre le recinzioni ci sono molti alberi che portano dello “sporco” in pista rendendola ancora più scivolosa.
I piloti dovranno percorrere 70 giri su questo fantastico circuito per un totale di 305,270 km e come ogni Gran Premio, la chiave fondamentale del week-end saranno le gomme.
La Pirelli, per la trasferta canadese, ha deciso di optare per le mescole più morbide. Nel fine settimana infatti vedremo in pista le gomme Ultrasoft (banda viola), Supersoft (banda rossa) e Soft (banda gialla).
Sono state scelte le mescole morbide per dei motivi ben precisi che possiamo analizzare grazie ai dati fornitici dai tecnici della Pirelli che classificano le piste attraverso 5 parametri definiti con una scala che va da 1 (valore minimo) a 5 (valore massimo).
I primi tre parametri, ovvero Aderenza dell’asfalto, Forze laterali e Abrasione dell’asfalto hanno tutti il valore minimo, ovvero 1. Proviamo ad analizzare il motivo di questo valore:
Come detto prima il tracciato è molto scivoloso e sporco perché è un circuito semipermanente che viene poco utilizzato, tuttavia la sua superficie migliora nel corso del week-end di gara.
Anche le forze laterali sono non sono molto elevate perché non vi sono curve ad ampio raggio e alta velocità. Possiamo dire che il circuito di Montreal stressa molto trazione e frenata e quindi sono più elevate le forze longitudinali che quelle laterali.
Lo Stress dei pneumatici, altro parametro usato dai tecnici della Pirelli, è leggermente più elevato con un valore pari a 2 e negli scorsi anni sono stati abbastanza frequenti i fenomeni di graining sulle gomme, ma quest’anno dovrebbe essere molto meno probabile.
Ultimo parametro usato dalla Pirelli è la Deportanza che non è molto elevata su questo tracciato, visto che ha un valore pari a 2, ma è comunque importante trovare il giusto bilanciamento tra aderenza e velocità di punta.
Per quanto riguarda i dati tecnici forniti dalla Pirelli, possiamo dire che le pressioni minime che saranno misurate alla partenza sono di 20 psi sull’anteriore e 18,5 psi sul posteriore, mentre il camber massimo è di -3,50° sull’anteriore e -2,00° sul posteriore.
Prima di riportare le parole di Mario Isola, possiamo parlare di alcune curiosità di questo tracciato.
Dopo la parentesi IndyCar, vedremo di nuovo in pista Fernando Alonso al volante della sua Mclaren numero 14.
Sarà il secondo Gran Premio in cui saranno i piloti a scegliere il numero di set delle mescole da usare per prove libere, qualifiche e gara e Mercedes e Ferrari hanno fatto delle scelte leggermente diverse.
Il record della pista è di 1:13.622 e visti i precedenti probabilmente verrà battuto, ma i lunghi rettilinei non favoriranno molto la velocità delle monoposto che per motivi aerodinamici sono leggermente più lente sulla velocità di punta. Se dovesse essere battuto il record della pista sarebbe un primo avvicinamento all’1:10.
Il leggendario “Muro dei Campioni” che si trova in uscita dell’ultima chicane è stato leggermente modificato per motivi di sicurezza e vedremo se anche quest’anno qualche campione andrà a mettervi la propria “firma”.
Riportiamo adesso le parole di Mario Isola ci parla del week-end che ci attende:
“Montreal ha caratteristiche uniche, anche se alcuni tratti in comune con Sochi come ad esempio l’asfalto abbastanza liscio. […] Su questo circuito non è mai facile trovare il giusto set-up e il corretto bilanciamento meccanico e aerodinamico: questo è uno dei fattori chiave per far lavorare correttamente gli pneumatici.”
Ancora una volta sarà quindi fondamentale la temperatura delle gomme per ottenere il miglior giro il sabato e avere un ottimo passo gara la domenica.


