Se Il Gran Premio di Gran Bretagna segnava ufficialmente la fine della prima metà di campionato, questo week-end si entra ufficialmente nella seconda metà e da ora in avanti ogni gara inizia ad essere decisiva.
La prima pista che il Circus dovrà affrontare prima della pausa estiva è l’Hungaroring, che dal 1986 fa parte del mondiale di Formula 1 sotto il nome del Gran Premio d’Ungheria.
Il circuito di Budapest ha delle caratteristiche un po’ particolari poiché è un circuito permanente, ma presenta le tipiche caratteristiche di un circuito cittadino in quanto la pista è stretta e, ad inizio week-end, sempre molto scivolosa. Il primo e il terzo settore sono quelli con i rettilinei più lunghi, anche se la velocità di punta in questo tracciato non è fondamentale. Il secondo settore invece è una successione continua di curve che richiedono molto grip meccanico dato dalle sospensioni e dalle barre anti-rollio che diventano fondamentali in questa pista.
I sorpassi qui sono veramente difficili e in passato le strategie sono state fondamentali. Quest’anno sarà ancora più complicato sorpassare perché “l’effetto scia” cambia di molto il comportamento di queste nuove vetture e i piloti dovranno essere bravi a restare molto vicini sul traguardo per poi sfruttare bene la staccata della prima curva e provare il sorpasso.
Altrimenti resta aperta la seconda opzione ovvero basare la propria gara sulle strategie e sfruttare le situazioni che si presenteranno nei 70 giri previsti.
A proposito di strategie, un ruolo fondamentale lo giocheranno gli pneumatici portati dalla Pirelli, infatti la pista ungherese è molto esigente a livello di gomme.
Sebbene tra Silverstone e l’Hungaroring ci siano differenze abissali, la casa milanese ha deciso di portare le stesse gomme usate nel week-end inglese, quindi: mescola Medium (fascia bianca), mescola Soft (fascia gialla) e mescola Supersoft (fascia rossa).

Il motivo di questa scelta è da ricercare nei dati fornitici dai tecnici della Pirelli che classificano le piste attraverso 5 parametri con una scala che va da 1 (minimo) a 5 (massimo).
Partiamo con la Deportanza richiesta alle vetture. Il valore pari a 4 è molto alto e anche soltanto guardando la mappa del circuito ne comprendiamo il motivo. Vi è un solo “vero” rettilineo e il secondo settore è molto impegnativo per i piloti perché ben 8 delle 14 curve del circuito si trovano in questa zona della pista. Sono curve in successione, dove l’aderenza meccanica è fondamentale, ma anche la sensibilità del pilota gioca un ruolo chiave perché in ogni giro ci vuole il giusto ritmo per affrontare ogni curva sapendo che sbagliarne una significa sbagliare tutte le successive.
Dopo esser stato riasfaltato prima della gara dello scorso anno, l’Hungaroring ha aumentato la propria aderenza visto che il valore assegnato dalla Pirelli è pari a 4, tuttavia l’Abrasione della pista è nella media con un valore di 3 e quindi non particolarmente impegnativa per le gomme.
In questa pista però si nota sempre un’importantissima usura a livello di pneumatici, basti ricordare il 2013 dove le vetture rischiavano di arrivare al traguardo con le gomme distrutte e per Lewis Hamilton furono necessari 3 pit-stops per garantirsi la vittoria.
L’usura che si presenta in questa pista è dovuta soprattutto alla temperatura. Lo Stress degli pneumatici è nella media con un valore di 3, mentre le Forze Laterali raggiungono un valore pari a 4.
Le gomme sono costantemente sotto stress, a partire dalla frenata impegnativa della prima curva, passando per la successione di curve del secondo settore e terminando il tutto con i lunghi curvoni del terzo settore. Tutto questo è reso difficile anche dall’assenza di veri e propri rettilinei in cui le gomme possono riposarsi e raffreddarsi.
Le temperature in questo circuito sono fondamentali e in genere il termometro posizionato sull’asfalto va oltre i 50°C, quindi sarà necessario trovare il set-up giusto che consente di avere una perfetta gestione della gomma sia a livello di temperature e sia a livello di stress.
Le pressioni sulle gomme slick saranno leggermente più basse rispetto a quelle viste in Gran Bretagna perché la Pirelli ha chiesto 18,5 psi sull’anteriore e 17,5 psi sul posteriore, mentre il camber massimo consentito è di -3.75° sull’anteriore e -2,00° sul posteriore.
Per concludere riportiamo le parole di Mario Isola, responsabile del settore Motorsport della Pirelli, che ci introduce al week-end ungherese: “Il circuito è stato riasfaltato nel 2016 poco prima del Gran Premio: sarà interessante vederne l’evoluzione. Lo scorso anno abbiamo notato che l’asfalto nuovo era più liscio e veloce rispetto al precedente. La scelta dei set di mescole disponibili da parte dei team ha favorito in particolare le mescole soft e supersoft. In questo Gran Premio la strategia fa la differenza, anche perché è difficile sorpassare”.
Quindi se in Inghilterra le gomme si erano comportate in modo strano sul finire della gara, in Ungheria le squadre dovranno raccogliere i dati necessari per determinare in modo perfetto le strategie che in questa pista potranno diventare decisive.
Inoltre martedì e mercoledì, sempre su questa pista, ci saranno dei test per tutte le squadre e la Mercedes avrà la possibilità di provare le gomme prototipo per il 2018, ma la notizia che ci fa piacere sentire è che Robert Kubica, ex pilota di Formula 1, proverà per la prima volta le vetture di quest’anno e oltre alla gioia di rivederlo di nuovo al volante di una monoposto dopo il terribile incidente che il polacco ebbe in una gara di Rally nel 2011, speriamo che questi non siano semplici test, ma che siano vere e proprie prove con l’obiettivo di riportarlo nella massima categoria motoristica, perché in passato il suo talento ci aveva fatto molto emozionare.
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