
Questa settimana la Formula 1 torna in un Gran Premio storico come SPA- Francorchamps, dopo una lunga pausa estiva. Noi tifosi abbiamo aspettato con trepidazione il ritorno del Circus, ma pensando a novembre, quando sapremo il nome del campione del mondo del 2017, molti si sono chiesti chi tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton fosse il favorito in queste nove gare rimaste.
Ascoltando le “chiacchiere da bar” delle due tifoserie non ne veniamo a capo: molti pensano che le prossime gare siano tutte a favore del tedesco, mentre altri affermano che dopo la pausa estiva Hamilton non avrà rivali.
Noi non ascolteremo queste chiacchiere, ma faremo parlare i dati e analizzeremo i campionati passati per vedere chi sia realmente il favorito in queste gare rimaste.
Prima però dobbiamo fare alcune premesse. Per prima cosa considereremo i campionati in cui i due piloti hanno vinto il titolo mondiale e confronteremo i punti della prima metà di stagione con i punti della seconda metà di stagione. I campionati con 19 gare verranno divisi in 10 gare nella prima parte e 9 nella seconda parte, tuttavia utilizzeremo la media punti e le percentuali di punteggio per confrontare il rendimento del pilota.
Altra premessa è quella sul campionato 2008 in cui vinse Lewis Hamilton, ma con un diverso sistema di punteggio e per questo motivo i risultati sono stati ricalcolati con l’attuale sistema di assegnazione dei punti, mentre il Gran Premio di Abu Dhabi del 2014, che vide l’utilizzo di punti doppi, verrà ricalcolato con il punteggio standard.
Infine vedremo il rendimento generale dei due piloti, ovvero quei campionati in cui non hanno vinto il titolo mondiale e vedremo chi dei due ha davvero un rendimento migliore nella seconda parte di stagione (utilizzando il sistema attuale di punteggio), ma il 2007 di Vettel non verrà considerato in quanto partecipò soltanto alle ultime 7 gare. In questo tipo di analisi non terremo conto della vettura, cioè toglieremo la variabile: “Quella pista era a favore della RedBull/Mercedes” e adesso che abbiamo chiarito il modo in cui i dati sono stati raccolti possiamo partire.
Lewis Hamilton
Partiamo subito con il tre volte campione del mondo inglese che dal 2007 ad oggi ha vinto tre titoli mondiale nel 2008, 2014 e nel 2015.
2008
Le gare nel 2008 furono 18 e con il vecchio sistema di punteggio Hamilton totalizzò ben 98 punti, ma adesso facciamo meglio i calcoli. Con il sistema in vigore dal 2010, Hamilton avrebbe totalizzato ben 243 punti di cui 124 sono stati fatti nella seconda metà di stagione, cioè il 51,03% dei punti totali e con una media di 13,8 punti.
2014
In questo caso i punti effettivi della classifica secondo la Federazione sono 384, ma non contando il doppio punteggio sarebbero 359 punti. In questo campionato le gare furono 19 quindi dopo le prime 10, i punti dell’inglese erano 176 punti cioè il 49,03% dei punti totali con una media di 17,6 punti per gara. Nella seconda metà di stagione invece i punti furono 183 cioè il 50,97% dei punti finali con una media di 20,3 punti per gara.
2015
Anche per questo campionato le gare furono 19 e Hamilton realizzò ben 381 punti di cui 202 realizzati dopo 10 gare, cioè il 53,02% dei punti totali con una media di 20,2 punti per gara. Nella seconda metà il rendimento calò leggermente perché i punti furono 179, cioè il 46,98% con una media di 19,9 punti.
Sebastian Vettel
Il quattro volte campione del mondo tedesco ci darà dimostrazione della costanza in un dato statistico del 2013, ma procediamo per gradi.
2010
Le gare in questo campionato furono 19 e Seb vinse il suo primo titolo mondiale con 256 punti, ma alla 10° gara del campionato il tedesco aveva 121 punti che corrispondono al 47,27% dei punti totali con una media di 12,1 punti per gara, mentre nella seconda metà di stagione portò a casa ben 135 punti, ovvero il 52,73% di punti e una media precisa di 15 punti per gara.
2011
Anche per questo mondiale le gare furono 19 e applicando la medesima suddivisione possiamo dire che i punti finali furono 392, ma i primi 216 punti sono stati conquistati nella prima metà di stagione, che significa il 55,1% dei punti totali con una media di 21,6 punti per gara, mentre nella seconda metà ci fu un calo con 176 punti, cioè il 44,9% e 19,6 punti di media.
2012
In conto in questo caso è molto più equilibrato perché le gare, nel 2012, furono 20 e il tedesco portò a casa ben 281 punti, ma soltanto 110 furono conquistati nella prima parte di campionato cioè il 39,15% dei punti totali, con una media di 11 punti per gara. La seconda parte di mondiale invece fu nettamente migliore per il tedesco che portò a casa 171 punti cioè il 60,85% dei punti e con la media di 17,1 punti per gara.
2013
In questo caso fare un paragone è quasi inutile. Vettel vinse il mondiale con 397 punti e 225 punti, pari a 9 vittorie consecutive, furono realizzati nella seconda metà di stagione e oltre all’impressionante media di 25 punti per gara, si ha una percentuale del 56,68% dei punti totali.
Facendo questo raffronto ci accorgiamo che soltanto nel 2015 per Hamilton e nel 2011 per Vettel, i due piloti hanno fatto meno punti nella seconda metà di stagione. “1-1 palla al centro” si direbbe in termini calcistici e per questo andiamo ad analizzare tutti i campionati a cui i due hanno preso parte e faremo questo paragone con i dati, ma prima ci sono altre premesse da fare: la tabella qui sotto è stata divisa in due parti perché altrimenti si presentavano problemi di visibilità dei dati, i punti dal 2007 al 2009 sono ricalcolati con il nuovo sistema di punteggio e le celle evidenziate in giallo indicano che quell’anno il pilota ha vinto il titolo. In tutti i campionati, la seconda parte di mondiale viene contata con 9 gare e il motivo si scoprirà dopo.
Questa suddivisione di permette di fare un ragionamento particolare perché nei loro anni di partecipazione ai mondiali di Formula 1, contando le ultime 9 gare, ci accorgiamo che Hamilton ha migliorato il suo rendimento soltanto 3 volte in 10 anni, cioè solo nel 30% dei campionati a cui ha partecipato, mentre Sebastian Vettel nelle ultime 9 gare risulta essere molto più incisivo poiché per 7 volte in 9 anni si è migliorato nei Gran Premi finali cioè il 78% delle volte Vettel ha avuto un rendimento migliore nelle ultime 9 gare.
Adesso quindi la conclusione è semplice, ovvero, per quanto possa valere il dato statistico Sebastian Vettel ha la tendenza a migliorarsi nella seconda parte del mondiale, molto di più rispetto a Lewis Hamilton e alla fine di questo mondiale mancano esattamente 9 gare quindi chi sa se il pronostico sarà rispettato.
