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    Hamilton, un talento nato per correre, vincere e infrangere record

    Simone NencioniBy Simone Nencioni6 Settembre 2017Updated:6 Settembre 2017Nessun commento8 Mins Read
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    Hamilton F1 USA GP winner
    Con il Gran Premio d’Italia, anche quest’anno, si chiude l’avventura della Formula 1 in Europa.

    Il circuito di Monza ci ha mmostrato un Lewis Hamilton più in forma che mai poiché anche se si sono corsi soltanto due Gran Premi dopo la pausa estiva, l’inglese della Mercedes è riuscito a vincerli entrambi.

    Quello di Monza però è stato un week-end speciale per Hamilton, non soltanto perché ha sempre detto di amare l’Italia, ma anche perché sulla pista brianzola Hamilton ha fatto capire quando il suo talento sia grande, conquistando un record importante il sabato e dominando l’intero Gran Premio la domenica.

    Che Lewis Hamilton fosse un predestinato lo si era capito fin dal suo esordio, il 18 marzo 2007, o ancor prima quando correva in GP2. Nel 2006 esordì nella categoria per giovani piloti e quello stesso anno vinse il titolo. La Mclaren-Mercedes decise di non farlo aspettare e di farlo esordire in Formula 1 già nel 2007.

    Il compagno di squadra era il campione in carica Fernando Alonso e molti sapevano che per lo spagnolo sarebbe stata una passeggiata battere Hamilton, ma dopo le prime prestazioni, il rookie inglese mise a tacere tutti, compreso lo spagnolo.

    Soltanto nel 2007 fece segnare 5 record in Formula 1:

    Maggior numero di podi consecutivi dalla gara del debutto: 9

    . Esatto, al suo esordio, Hamilton andò subito sul podio, ma quello che poteva sembrare un caso isolato divenne una vera e propria costanza perché nelle prime 9 gare il giovane Lewis era sempre e costantemente sul podio, mentre il bi-campione del mondo e compagno di box dell’inglese ci riuscì soltanto per 6 volte in 9 gare, ma non consecutive.

    Maggior numero di vittorie di vittorie nella stagione del debutto: 4

    .
    Salire sul podio non significa arrivare sempre secondi o terzi e per questo Hamilton già al suo primo anno riuscì a vincere ben 4 Gran Premi di cui 2 vittorie furono consecutive. Lewis vinse in circuiti storici come Canada e Ungheria, ma anche nella velocissima Indianapolis e sul circuito del Fuji che ogni tanto si alternava con Suzuka per il Gran Premio del Giappone.

    Maggior numero di Pole-Position nella stagione del debutto: 6

    Che Hamilton fosse uno che in qualifica andava forte si capì fin da subito. Al suo primo anno in Formula 1 riuscì a guadagnarsi per ben 6 volte la prima posizione sulla griglia e da quel momento iniziò la caccia al record.

    Maggior numero di punti nella stagione del debutto: 109

    Questo dato non rende molto se confrontato con quelli odierni, perché il sistema di punteggio è cambiato nel 2010, tuttavia ci basta sapere che quei punti bastarono a Lewis Hamilton per piazzarsi al secondo posto nella classifica piloti con una differenza di un solo punto da Kimi Raikkonen, ma quello che è impressionante è che nella sua stagione d’esordio arrivò a giocarsi il titolo all’ultima gara.

    Il pilota più giovane in testa a una classifica mondiale: 22 anni, 4 mesi e 6 giorni

    Anche questa fu una bella responsabilità per un pilota che guidava una macchina di Formula 1 soltanto da poco meno di due mesi.

    Quello che poteva sembrare un grandissimo talento, venne confermato l’anno successivo, quando Lewis Hamilton si laureò per la prima volta campione del mondo al volante di una Mclaren-Mercedes. Divenne il primo pilota a vincere sia il campionato GP2 e sia un mondiale di Formula 1, poi eguagliato nel 2016 da Nico Rosberg.

    Dopo il 2008 ci fu un “piccolo calo” nel 2009, complice dei regolamenti stravolti, ma Lewis Hamilton riuscì comunque a vincere 2 gare.

    Nel 2010 però tornò a giocarsi il titolo mondiale all’ultima gara, ma i risultati degli avversari non gli permisero di cogliere la vittoria, mentre nel 2011 fu il primo anno che fu battuto dal compagno di squadra, Jenson Button, nella classifica riservata ai piloti.

    Il 2012 fu l’ultimo anno in Mclaren e alla scuderia che lo aveva fatto crescere Hamilton regalò l’ultima Pole-Position e l’ultimo giro veloce, mentre Jenson Button realizzò l’ultima vittoria.

    La scelta ricadde sulla Mercedes in cui Hamilton iniziò a stabilire un record dopo l’altro.

    Dopo il 2013 abbastanza buono, vinse il titolo nel 2014 e nel 2015 con la scuderia di Stoccarda e divenne vice-campione del mondo nel 2016.

    I record in questa scuderia si susseguirono uno dopo l’altro.

    Nel 2015 fece realizzare: il maggior numero di podi in una stagione, ben 17 a pari merito con Sebastian Vettel e Michael Schumacher e il maggior numero di partenze dalla prima fila in una stagione cioè 18, anche qui a pari merito con Vettel.

    Tra il 2014 e il 2015 realizzò il maggior numero di Gran Premi consecutivi con almeno un giro al comando, ovvero 18, ma l’anno dei record fu il 2016.

    Nonostante il titolo perso Hamilton realizzò: maggior numero di podi in una stagione, di nuovo 17, maggior numero di vittorie in un mese, ovvero 4 nel mese di luglio, oltre al maggior numero di vittorie in circuiti differenti cioè 24 e maggior numero di gare vinte in un anno senza vincere il titolo mondiale, cioè 10.

    Quest’anno nonostante la Ferrari sia tornata molto competitiva, Lewis Hamilton ha infranto ancora qualche record.

    La Pole-Position in Australia ha confermato il suo ruolo di pilota con maggior numero di stagioni consecutive con almeno una partenza dal primo posto a partire dalla stagione del debutto.

    Vincendo in Cina ha ritoccato il suo record di pilota con il maggior numero di stagioni consecutive con almeno una vittoria a partire dalla stagione del debutto.

    Per 11 anni, Lewis Hamilton è riuscito a partire almeno una volta in Pole-Position e a vincere almeno una gara.

    Si può dire che Hamilton sia nato per vincere, ma ancora di più è nato per andare veloce.

    Non è una novità che sul giro secco Hamilton si esalti e ne abbiamo avuto la conferma proprio a Monza: dove tutti sembravano naufragare sotto il diluvio, l’ inglese
    ha fatto segnare un tempo mostruoso.

    Come detto all’inizio, il Gran Premio di Monza è stato uno dei migliori week-end che un pilota può vivere.

    Dopo le qualifiche sotto il diluvio infatti, Lewis Hamilton è diventato il miglior Pole-Man di tutti i tempi con ben 69 partenze dalla prima casella sullo schieramento superando Michael Schumacher.

    Hamilton però ha anche il record di Pole-Position in: Australia (6 a pari merito con Ayrton Senna), Cina (6), Canada (6 a pari merito con Schumacher), Gran Bretagna (5 a pari merito con Jim Clark), Belgio (4 a pari merito con Alain Prost, Juan Manuel Fangio e Ayrton Senna), Italia (6), Singapore (3 a pari merito con Vettel), Abu Dhabi (3), ma quest’anno ha la possibilità di diventare il miglior Pole-Man anche in Malesia e in Messico.

    Basti pensare che Hamilton è partito dalla prima casella per il 34,33% delle volte e lo ha fatto su ben 23 Gran Premi differenti e su 25 circuiti diversi e anche questi sono record assoluti.

    Anche le altre statistiche fanno paura.

    Con la vittoria di Monza, Hamilton ha festeggiato la sua vittoria numero 59 (29,35%), ma essendo salito sul podio ha festeggiato il suo 112° podio cioè il 55,7% delle gare a cui a partecipato, di cui il 63° con la Mercedes, paei al 69,2%.

    La gara di Monza lo ha anche riportato in vetta alla classifica, posizione che non occupava dal Gran Premio di Cina di quest’anno.

    Quello italiano è stato un week-end che ha mostrato ancora una colta quanto Lewis Hamilton possa essere forte e per un solo giro non ha sfiorato un altro record. Se la Mercedes non avesse anticipato la sosta di Hamilton, l’inglese sarebbe diventano il pilota con il maggior numero di Grand Chelem in una singola stagione, ma avrà sicuramente modo di rifarsi.

    Molti hanno sempre detto che i suoi risultati sono frutto di macchina competitive, ma a solo 22 anni non è facile salire su una vettura importante come la Mclaren e “giocare” alla pari con un campione del mondo del calibro di Fernando Alonso. È vero, Hamilton ha sempre avuto auto più o meno competitive, ma è l’unico pilota sulla griglia che ha sempre vinto almeno una gara in tutti i campionati di Formula 1, inoltre in passato si è sempre sentito dire che i campioni veri si esaltano in condizioni di pista bagnata e quello che ha fatto Hamilton nelle qualifiche del Gran Premio di Monza è stato una vera e propria impresa, perché non solo ha rifilato più di un secondo a Max Verstappen e più di 2 secondi al compagno di squadra.

    Su Lewis Hamilton non ci sono dubbi: è un pilota con un talento vero, una ragazzo nato per correre e per andare veloce oltre a vincere ed infrangere record. Nella Formula 1 moderna, la vettura gioca un ruolo fondamentale, ma ricordiamoci che la stagione è ancora lunga e in questo campionato apertissimo lui potrebbe fare una grande differenza.

    2017 F1 hamilton italia monza
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    Simone Nencioni

    SimoneNencioni - Classe 1997, fin da piccolo guardavo la Formula 1 e crescendo mi sono sempre più appassionato a questo sport iniziando a studiare la sua storia, la sua tecnica e le imprese che ci ha regalato.

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