
Il 2017 sarà sicuramente ricordato come l’anno in cui la Formula 1 progettò le vetture più veloci in assoluto.
Fin dallo scorso anno, abbiamo sentito dire che queste vetture sarebbero state dei veri e propri bolidi senza paragoni e infatti in ogni circuito il record sul giro da qualifica è stato battuto anzi, in alcuni casi, è stato proprio frantumato.
Un noto magazine motoristico tedesco, Auto Moto und Sport, ha pubblicato un articolo in cui era stata fatta un’attenta analisi dei tempi da qualifica e del giro più veloce in gara tra il 2016 e il 2017. Noi riprenderemo questi dati per farne un’analisi tutta nostra.
Partiamo dai tempi fatti segnare il sabato, durante la sessione delle qualifiche. Il miglioramento massimo è stato quello visto in Belgio sul lunghissimo circuito di SPA-Francorchamps, che si può dire il circuito adatto a queste vetture perché presenta lunghissimi curvoni che esaltano le doti aerodinamiche delle monoposto del 2017, anche se i lunghi rettilinei le penalizzano un po’.
Il gap tra Pole-Position del 2016, fatta segnare da Nico Rosberg con il tempo di 1:46.774, e quella del 2017, fatta segnare da Lewis Hamilton con il tempo di 1:42.553, raggiunge l’impressionante valore di -4,191 secondi a favore del 2017. Tuttavia questo dato rispecchia poco la realtà perché nel 2016 Rosberg fece il tempo con Supersoft, mentre Hamilton quest’anno aveva il vantaggio della mescola Ultrasoft. Controllando quindi i tempi fatti segnare a parità di mescola ci accorgiamo che l’incremento maggiore è stato fatto segnare sempre dalla Mercedes di Lewis Hamilton in Cina con un margine di 3,724 secondi rispetto al tempo di Rosberg del 2016.
Sebbene la struttura della gomma viene modificata ogni anno dalla Pirelli, i tempi della Pole-Position sul circuito di Shanghai sono stati fatti segnare con gomme Supersoft e ciò implica che la W08 in Cina guadagnava in media circa 683 millesimi al chilometro rispetto alla W07 dello scorso anno.
Proviamo un attimo a considerare questo dato, ovvero il guadagno medio di millesimi al chilometro. Il valore massimo è stato raggiunto in Ungheria e anche qui a parità di mescola.
Sebastian Vettel, quest’anno, sull’Hungaroring ha migliorato la Pole-Position di Rosberg del 2016 di 3,689 secondi, ma ciò che impressiona è che il tracciato ungherese misura circa 1,1 km meno rispetto a quello cinese e ciò implica che il rapporto millesimi/km raggiunga l’impressionante valore di 831, cioè dopo un chilometro di pista Vettel avrebbe già un vantaggio di 8 decimi rispetto a Rosberg del 2016.
Per quanto riguarda invece il circuito dove il gap è stato minore, bisogna fare tappa in Bahrain, dove Valtteri Bottas conquistò la sua prima Pole-Position, ma rifilò soltanto 0,724 secondi a Lewis Hamilton del 2016. Considerando la lunghezza del tracciato ci accorgiamo che il guadagno è minimo, ovvero 134 millesimi al chilometro.
Il motivo di questo leggero miglioramento è da ricercare nei lunghi rettilinei che caratterizzano il circuito di Sakir, oltre alle curve tutte molto strette e lente.
Queste vetture infatti perdono molto in velocità di punta poiché sono molto più larghe rispetto a quelle dello scorso anno e per questo aumenta la sezione che oppongono all’aria durante il rettilineo. Anche le curve lente non esprimono il potenziale di queste auto perché essendo la velocità di percorrenza molto bassa non si ha una grande differenza.
Sarebbe stato curioso verificare l’incremento sulla pista di Monza, perché la pista lombarda presenta lunghissimi rettilinei e chissà se l’incremento sarebbe stato addirittura minore di quello del Bahrain. Possiamo solo notare che dopo la FP2, il miglior tempo di Bottas era di 1:21.406 cioè ben 271 millesimi più lento rispetto al tempo fatto segnare nella Pole del 2016, ma il confronto è utile solo per curiosità e non vale niente a livello di performance e miglioramento.
Passiamo adesso ad analizzare i giri più veloci in gara. Anche questi dati devono essere considerati solamente a livello numerico, perché le variabili in gara possono essere tantissime, molte di più rispetto a quelle che si trovano in qualifica.
Anche questa volta l’incremento massimo si è avuto in Belgio con ben 5,006 secondi a favore delle vetture del 2017, ma dobbiamo notare che questa volta il confronto è dato da Ultrasoft usate da Hamilton nel 2017 contro le Medium usate sempre da Hamilton ma nel 2016.
A parità di mescola, l’incremento massimo si è visto in Inghilterra, dove nel 2016 Rosberg fece segnare il tempo di 1:35.548 con mescola Soft e quest’anno è stato battuto da Hamilton con ben 4,927 secondi di scarto a parità di mescola.
Questo gap comporta ben 836 millesimi per chilometro, ma a Montecarlo la differenza è stata maggiore visto che Sergio Perez ha girato non solo 3,119 secondi più veloce di Hamilton (nel 2016) a parità di mescola, ma gli ha inflitto ben 935 millesimi al chilometro, cioè quasi un secondo che nella pista monegasca è un’eternità .
Il gap minore si è visto in Austria dove Hamilton ha migliorato il suo stesso tempo di soltanto un secondo, ma ciò che stona un po’ è che nel 2016 fece il tempo migliore della gara con gomme Soft, mentre nel 2017 con gomme Ultrasoft, quindi chissà se a parità di mescola avrebbe migliorato il proprio tempo.
Sarà molto interessante vedere se nelle prossime gare si registreranno altri grandi miglioramenti, forse in Giappone, dove la prima parte è molto guidata, oppure in America dove il carico aerodinamico richiesto è medio-alto. Sarà anche interessante vedere se in Messico ci sarà un miglioramento o un peggioramento perché i rettilinei sono davvero lunghi e solo la parte centrale presenta delle curve che possono aiutare le prestazioni di queste vetture.
Miglioramenti o no, siamo davanti alle vetture più veloci di sempre e considerando il progresso di questa era turbo-ibrida è molto probabile che il prossimo anno i record saranno riscritti, aspettando poi la decisione motoristica del 2021.

