
Essere il collaudatore ufficiale della Ferrari è gioia e dolore. Sei al volante della Rossa, ma lontano dai riflettori. Tocchi con mano un sogno, ma non puoi lottare per quelli più grandi. Hai una responsabilità, ma nessuno se ne accorge mai. E’ la tua dimensione, il tuo posto nel mondo dove hai il tuo angolo di serenità. Ma se un giorno arriva l’opportunità più bella o il desiderio che hai sempre nascosto non puoi non rispondere presente. Anche a costo di perdere serenità e dimensione, per proiettarti nel set più affascinante della Formula 1. Quello delle gare.
Essere Luca Badoer alla guida della Ferrari F60 non deve essere stato una pagina come le altre mille della sua storia da tester. E’ qualcosa che va oltre, che abbatte il muro delle prove per scaraventarti al centro della pista, in mezzo ad un’altra manciata di monoposto che sembra andare il doppio rispetto alla tua Rossa che, nonostante le difficoltà, ha comunque qualche campionato vinto alle spalle. Altri anni, altri tempi, ma soprattutto altri protagonisti.
Quando il pilota di Montebelluna è stato promosso titolare, causa infortunio di Felipe Massa a Budapest 2009, qualcuno ha storto il naso. Perchè si diceva che non fosse degno, che non fosse preparato. Chi? Un collaudatore da nove anni che è soprattutto un ex pilota di Formula 1? Poteva non essere preparato per gettarsi da subito nella mischia, ma che non fosse degno no, non possiamo dirlo. La verità è che tutti volevano il ritorno di Michael Schumacher – compreso il sottoscritto, che all’epoca era molto più spettatore esterno che diretto interessato – poi sfumato causa infortunio.

Ma essere Luca Badoer vuol dire soprattutto fiducia. E’ un “Obbedisco” all’ordine del capo, come se non bastasse già il lavoro da gregario svolto tutti i mesi. Significa abbracciare finalmente un sogno, con tutta l’opinione pubblica contro. Significa soprattutto rivedere un pilota italiano su una monoposto italiana, anzi LA monoposto.

L’Olimpo della Formula 1 durerà poco. Solo due gare, condite da un diciassettesimo ed un quattordicesimo posto. Va bene così Luca, grazie per aver onorato la causa. Ti sei preso sportellate, doppiaggi, sconfitte pesanti e soprattutto critiche. Ma lo hai fatto per te stesso e per questo cavallino che da settant’anni ci riempie gli occhi ed il cuore. E noi, dopo alla prima occasione giusta, ti diciamo grazie.
