
Mentre cominciano a circolare le prime indiscrezioni sulle vetture del 2018, questa domenica si correrà la 17esima edizione del Gran Premio del Messico, seconda in era power-unit. Dopo il Mondiale Costruttori conquistato ad Austin dalla Mercedes, il weekend messicano potrebbe assegnare quello Piloti a Lewis Hamilton, nell’invidiabile posizione di poter gestire 66 lunghezze di vantaggio su Sebastian Vettel. La pista intitolata ai fratelli Rodriguez è caratterizzata da lunghi rettilinei, favorendo i team motorizzati Mercedes, ma il secondo settore, più lento e tecnico, potrebbe aiutare le altre scuderie a colmare il gap.
In conseguenza dell’asfalto piuttosto liscio e del basso degrado delle gomme, Pirelli porterà, ancora una volta, le mescole più morbide a disposizione: soft, supersoft e ultrasoft (quest’ultima all’esordio in Messico). Tali compaund probabilmente permetteranno di stabilire il nuovo record del circuito, confermando la linea che vede le vetture del 2017 come le più veloci di sempre. Per quanto riguarda le strategie, nella passata edizione quasi tutti i piloti optarono per un’unica sosta ma, come detto, nel 2016 i pneumatici usati in gara erano diversi, perciò saranno molto importanti le Prove Libere del venerdì, durante le quali i team avranno a disposizione dati in più da studiare. Inoltre, non sarà da sottovalutare il tempo di percorrenza della pit lane (la più lunga dell’anno) che potrà incidere notevolmente sull’efficacia o meno di una strategia, piuttosto che un’altra. Dal punto di vista climatico la situazione appare imprevedibile ma, ad oggi, il rischio pioggia sembra scongiurato. In caso contrario, la vettura che può fare la differenza con pista bagnata è sicuramente la Red Bull.
MERCEDES in Messico: 2 vittorie / 2 pole / 4 podi
Festeggiato il quarto Mondiale Costruttori consecutivo, in Mercedes pensano bene di coccolarsi la propria stella e, dopo le firme di Vettel e Verstappen fino al 2020 con i rispettivi team, il prossimo al rinnovo sarà probabilmente Lewis Hamilton. In settimana Toto Wolff ha voluto elogiare pubblicamente il pilota inglese, riconoscendogli di essere in una forma mai avuta prima e raccontando dell’incontro fra i due avvenuto al termine della stagione passata dopo il trionfo di Nico Rosberg. Hamilton arriva in Messico con 6 podi consecutivi (a 7 è record stagionale) e una capacità di gestire macchina e gara che sorprende per superiorità nei confronti degli avversari. Su questa pista ha già conquistato 1 vittoria, 1 pole e 2 podi, e la possibilità di vederlo trionfare anche stavolta sembra alta. Appare ormai da tempo in calo di rendimento Valtteri Bottas, sempre costante nei piazzamenti ma deludente nella comparazione col compagno. Al finlandese non viene chiesto di battagliare con Hamilton (anzi), ma seguirlo sul podio dovrebbe essere il risultato minimo per il secondo pilota nell’abitacolo della W08. Il numero 77 della Mercedes in Messico può vantare un podio nel 2015 quando vestita la tuta della Williams, potrebbe essere la pista adatta per vederlo tornare nella top3.
FERRARI in Messico: 2 vittorie / 1 pole / 7 podi
Il doppio podio negli Stati Uniti è sicuramente un buon segnale per la Ferrari, specialmente perché i fantasmi legati all’affidabilità dei weekend asiatici sembrano allontanarsi. Per Vettel sarà importante capire perché, al di là della partenza, è apparso nettamente in difficoltà nella gestione gomme e nel passo gara rispetto al compagno di scuderia ad Austin. Dalle notizie circolate in settimana sembra che la causa sia dovuta alle diverse configurazioni delle due vetture, in particolare per quel che riguarda la sostituzione del fondo della SF70-H del tedesco. Vettel probabilmente non pensa più da tempo alla Classifica e concentra le proprie energie per vincere le singole gare, ma la rincorsa al Titolo sembra aver compromesso la superiorità che la Ferrari aveva nella prima parte di stagione. Il circuito messicano non è il migliore per le caratteristiche della SF70-H ma i tre top team sono così ravvicinati che è difficile prevedere chi avrà la meglio. Dal lato di Kimi Raikkonen ci sarà sicuramente soddisfazione per il quinto podio stagionale, ma soprattutto il numero 7 in rosso è stato straordinario nella gestione delle gomme e nel migliorare costantemente il proprio ritmo gara. La continuità di rendimento non è certo la caratteristica predominante di Raikkonen, ma la possibilità di tornare in pista dopo solo sette giorni può favorirlo nel continuare il lavoro ottimamente svolto negli Stati Uniti.
RED BULL in Messico: 0 vittorie / 0 pole / 1 podio
In Texas, dopo l’annuncio del rinnovo fino al 2020, Max Verstappen ha conquistato in pista il podio ma, a seguito di 5 secondi di penalità, è scalato quarto nell’ordine di arrivo finale. La notizia non è stata presa bene dalla famiglia Verstappen che, attraverso le interviste, ha manifestato il proprio “disappunto” nei confronti di alcuni commissari di gara. Il tema meriterebbe più attenzione, ma, più che le parole polemiche del post-gara, ciò che verrà ricordato del weekend appena concluso sarà la rimonta del giovane olandese. Verstappen si conferma uno dei migliori piloti in griglia nel gestire una corsa in rimonta, cosa non scontata tenendo in considerazione le critiche che vengono rivolte al talento della Red Bull, troppo spesso etichettato come immaturo e istintivo. La realtà vede Verstappen in netta crescita negli ultimi mesi, sicuramente aiutato dalla maggior affidabilità della sua RB13. La nuova power-unit fornita da Renault e montata negli Stati Uniti sembra aver dato buoni riscontri, ma il deficit di potenza col motore Mercedes rischia di essere pesate in Messico. Una nuova power-unit, con specifica non aggiornata, verrà probabilmente montata sulla macchina di Daniel Ricciardo, appiedato al 14° giro del Gran Premio di Austin. L’australiano poteva sorprendere gli avversari con una strategia più aggressiva ma per la quarta volta in stagione non ha potuto concludere la gara. La notizia del rinnovo del compagno di team, unite alle parole arrivate dai vertici Red Bull che dichiarano apertamente di voler vincere un Mondiale con Verstappen, mettono Ricciardo in una posizione contrattualmente difficile per il finale di stagione e per il 2018. La logica vorrebbe la conferma della coppia anche per il futuro, ma la prospettiva di potersi liberare per approdare in Mercedes o in Ferrari possono destabilizzare un pilota affamato di vittorie come Ricciardo.
GLI ALTRI
La Force India si conferma la scuderia rivelazione del 2017, seconda a questo punto della stagione per numero di top10 in gara. Esteban Ocon ha completato un weekend ai limiti della perfezione, qualificandosi 6° e mantenendo la posizione alla bandiera a scacchi. Sergio Perez invece arriva in Messico da padrone di casa e potrà godersi un intero fine settimana vicino ai suoi tifosi, sperando di poter festeggiare un bel risultato al termine della gara. Sui lunghi rettilinei messicani, un’altra vettura motorizzata Mercedes e probabilmente in lotta per la zona punti sarà la Williams. Felipe Massa ogni settimana sente sempre più vicina la possibilità di essere forzato al ritiro al termine della stagione, ma in pista sembra non preoccuparsene troppo e, anche se per pochi punti, mantiene la leadership nel confronto col compagno di squadra. Lance Stroll non ha saputo sfruttare al meglio il potenziale della macchina ad Austin, ma la penalità subita in qualifica non lo ha certo aiutato. Ennesima sorpresa in casa Toro Rosso che vedrà, oltre al rientrante Pierre Gasly, la conferma di Brendon Hartley anche per questo fine settimana. Annunciato inoltre che Daniil Kvyat non correrà altri GP per la scuderia di Faenza nella stagione 2017. La situazione sembra altamente instabile e, affidandosi a due piloti che sommati contano un’esperienza di sole tre gare all’attivo, il team non può certo raccogliere grandi risultati. Per la gioia della Sauber, attualmente in ultima posizione nel Mondiale, nel 2018 avranno anche l’incognita del motore Honda. In evidente crescita e con un progetto che appare solido, la Renault può adesso vantare due piloti di sicuro spessore. Carlos Sainz ha esordito col team francese conquistando 6 punti e dimostrandosi subito pronto per dare il proprio contributo nella rincorsa al 5° posto nella Classifica Costruttori. Nico Hulkenberg non ha potuto invece difendere i gradi di capitano, per il ritiro al 3° giro in seguito a problemi al motore. Interessata alla zona punti anche la Haas, con il solo difetto di non riuscire a trovare un minimo di continuità che gli possa permettere di scalare qualche posizione. Romain Grosjean e Kevin Magnussen non sono i piloti peggiori in griglia (né i migliori), ma probabilmente la conferma per entrambi è arrivata troppo presto nell’arco della stagione. Penalità in vista per quanto riguarda le due McLaren per la sostituzione dei motori. Sicuramente subirà una penalizzazione Fernando Alonso, il quale potrà usufruire della nuova power-unit Honda aggiornata, ma è molto probabile che la stessa sorte spetti a Stoffel Vandoorne. I lati positivi al box inglese riguardano la nuova ala anteriore provata ad Austin e che potrebbe ripresentarsi in Messico per cercare di sopperire all’evidente inferiorità del motore giapponese. Intanto, comincia il tormentone sulle gare extra-F1 a cui Alonso vorrebbe partecipare nel 2018, per le quali McLaren dovrebbe concedergli carta bianca. La 24 ore di Daytona e quella di Le Mans sembrano gli appuntamenti di maggior interesse per lo spagnolo, il quale però spera di poter finalmente tornare a far parlare di sé anche per i risultati in pista nella categoria principe del motorsport. Nel 2017 Fernando guida la classifica dei ritiri con 8 punti, davanti a Verstappen a quota 7, ma non sarà certo un risultato di cui andrà fiero. In fondo allo schieramento continuano il loro Mondiale di attesa le Sauber. Di attesa, perché l’unico modo per Pascal Wehrlein e Marcus Ericsson di centrare la top10 è quello di interpretare cautamente ogni GP aspettando che le monoposto più prestazionali si ritirino lasciandogli strada.