
Alla vigilia del Gran Premio del Messico di Formula 1 del 2017, che potrebbe essere decisivo per l’assegnazione del titolo del mondiale piloti, Lewis Hamilton si è concesso un’intervista a Paddock Live in cui ha parlato un po’ del passato, del presente e del futuro della sua carriera in Formula 1.
Il pilota della Mercedes ha iniziato proprio dal 2016, l’anno più duro per il campione inglese, sia a livello psicologico e sia a livello sportivo.
“Dopo la stagione 2016 ho parlato con Toto (Wolff) molto schiettamente, gli ho chiesto di fare lo stesso, di dirmi ciò che pensava e alla fine ho detto: sarò ancora un vostro pilota l’anno prossimo, voglio aiutarvi a vincere il mondiale e voglio continuare in questo team, ma è importante che parliamo più spesso, dobbiamo lavorare sulla comunicazione perché quello che facciamo noi condiziona il resto della squadra”.
Questa prima parte è molto importante per capire la situazione all’interno del box Mercedes alla fine del 2016. Nico Rosberg e Lewis Hamilton non andavano d’accordo e questo non è un fatto nuovo, ma questa rivalità stava piano piano disintegrando la squadra. Soltanto qualche giorno fa Niki Lauda aveva affermato che la convivenza era diventata impossibile, i due non si consideravano e non comunicavano, cosa fondamentale in una squadra che vuole vincere.
Ma alla fine è stato il pilota tedesco ad alzare bandiera bianca, perché raggiunto il suo obiettivo non sentiva più gli stimoli per proseguire e Hamilton commenta così: “Direi che l’addio di Nico Rosberg ha aiutato la squadra in termini di armonia soprattutto e da parte mia questo mi ha permesso di godere molto di più del mio lavoro e questo va di pari passo con l’aver trovato un’altra squadra. Non è un qualcosa su cui vorrei tornare, perché ognuno ha diritto ad avere la propria opinione, ma magari un giorno ci scriverò un libro, scriverò quello che alcune persone sanno già . Ma probabilmente lo farà Nico prima di me visto che adesso ha molto più tempo libero”.
Sul fatto di raccontare quello che è accaduto in quella stagione di Formula 1, Hamilton aveva già detto che dopo il suo ritiro avrebbe raccontato scenari esclusivi tra cui quello che era accaduto dopo l’incidente nel Gran Premio di Spagna, ma dobbiamo ancora aspettare per scoprire tutta la storia, anche se queste dichiarazione lasciano pensare che il fatto non si è fermato alla curva 4 del circuito della Catalogna.
Dopo aver parlato del passato però è giusto concentrarci sul presente, perché Hamilton potrebbe vincere il 4° titolo mondiale raggiungendo i grandi del passato della Formula 1, ma non soltanto: “Eguagliare il numero di titoli di Seb (Vettel) non ha un gran significato per me. Quando eguagli uno che è nella tua stessa era non significa tantissimo perché naturalmente io penso che avrei potuto farlo prima”.
Però Hamilton ci tiene a precisare che in passato i titoli di Seb erano dovuti all’assenza di rivali: “Dentro di me ho la sensazione che se avessi avuto la macchina per lottare con lui in quei quattro anni in cui ha vinto i Mondiali, la battaglia sarebbe andata come quella di quest’anno”, e prosegue dicendo: “Seb ha dei punti deboli e si vedono chiaramente in tv, non c’è bisogno di dilungarsi”.
Il pilota della Mercedes non ha tutti i torti, Vettel qualche volta ha mostrato delle debolezze, ma anche il pilota inglese in passato ha fatto vedere dei veri e propri momenti in cui non riusciva a vincere o ottenere risultati.
Vettel rispetto ad Hamilton è uno che soffre un po’ la pressione e questo lo porta a commettere errori banali, dal canto suo però Lewis è uno che risente molto dei “giochi” psicologici, infatti Nico Rosberg lavorò molto anche sul piano mentale per riuscire a battere il rivale di box.
Proseguendo nell’intervista però Hamilton parla del futuro e della possibilità di cambiare team, ma soprattutto cambiare “motore”: “Questo sarebbe sicuramente un momento positivo per me per trattare con un team visto che sto andando molto bene, ma sono contento della mia situazione attuale. La Mercedes mi valorizza e questo è fantastico, abbiamo lavorato tanto tempo insieme e tutti i miei successi sono stati con la Mercedes, fin da quando avevo 13 anni. […] Ci completiamo, non penso che cambierò”.
Eppure ogni carriera ha il suo momento buio, quel momento che il pilota vorrebbe cambiare, ma qual è quello di Lewis Hamilton?
“Se guardo indietro dal 2007 al 2016 credo che, cambiando alcune cose, avrei due titoli mondiali in più, soprattutto quello del 2007 è un mondiale che avrei meritato. E un giorno magari vi dirò cosa penso sia successo davvero quell’anno”.