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Il Circus della Formula 1 sbarca negli Stati Uniti per la 17esima prova della stagione, ma il Mondiale sembra ormai deciso visti i 59 punti di vantaggio di cui dispone Lewis Hamilton sul ferrarista Sebastian Vettel. Le tre gare asiatiche hanno esposto la Ferrari a numerose critiche per i problemi di affidabilità che ne hanno compromesso i risultati, ma a Maranello non intendono mollare finché la matematica non assegnerà la vittoria alla Mercedes.
Il circuito di Austin in Texas, come per i Gran Premi della Malesia e del Giappone, richiede un compromesso fra aerodinamica, per il primo e il terzo settore, e velocità, per affrontare al meglio i tre rettilinei. Sarà ancora una volta decisivo il lavoro dei team durante le prove del venerdì, per vedere chi saprà adattarsi meglio alle caratteristiche del tracciato. Per quanto riguarda i pneumatici, Pirelli fornisce alle scuderie le mescole soft, supersoft e ultrasoft (all’esordio ad Austin e per questo GP di colorazione rosa, per sostenere la fondazione Susan G.Komen), confermando la tendenza del 2017 che vede le gomme più morbide maggiormente utilizzate. I tre top team avranno a disposizione gli stessi set per affrontare il weekend (7 ultra, 4 super, 2 soft), con le sole eccezioni del leader del Mondiale Hamilton, con 3 gomme soft, e di Kimi Raikkonen, il quale potrà servirsi di 5 set di supersoft. Come accaduto negli altri GP disputati ad ottobre, potrebbe avere un ruolo importante il meteo, particolarmente incerto per quanto riguarda il giorno della gara.
MERCEDES negli Stati Uniti: 3 vittorie / 3 pole / 6 podi
La scuderia tedesca può affrontare il GP di Austin con discreta serenità, visti i risultati più che positivi raccolti ultimamente, in più, hanno fatto bottino pieno sul suolo Americano in era power-unit, conquistando 3 doppiette in altrettante gare. Hamilton (5 vittorie in USA) è ormai padrone del proprio destino e, trionfando domenica, avvicinerebbe ulteriormente il 4° Titolo Mondiale raggiungendo Vettel. Il numero 44 della Mercedes difficilmente accetterà di fare la semplice comparsa ad Austin amministrando il vantaggio in Classifica, e cercherà in tutti i modi di mettersi in luce per affermare la propria superiorità sui rivali. Con la certezza di sedere ancora un anno sul sedile Mercedes, Valtteri Bottas deve però ritrovare il feeling con la W08 che ad inizio stagione sembrava permettergli di lottare con il compagno di scuderia ogni gara. Il finlandese avrà come stimolo in più la possibilità di sorpassare Vettel e portarsi al 2° posto nel Mondiale, essendo riuscito a ridurre il gap a soli 13 punti. La costanza dei risultati è il suo punto di forma, ma le prestazioni del numero 77 fanno pensare che sia soltanto merito della vettura più competitiva del Paddock.
FERRARI negli Stati Uniti: 7 vittorie / 7 pole / 22 podi
Non si respira il clima migliore dalle parti di Maranello, ma senza commettere errori è difficile arrivare alla vetta. I problemi di affidabilità hanno probabilmente stroncato ogni ambizione di successo per il 2017, ma sicuramente permetteranno alla Ferrari di affrontare (e si spera risolvere) tali anomalie per quanto riguarda le stagioni future. Gli ultimi quattro GP possono sembrare inutili ai fine della Classifica, ma avranno un’enorme importanza per risollevare il morale all’interno del team e per confermarsi al top anche per il 2018. Stando alle notizie circolate in settimana, la power-unit della SF70-H verrà risparmiata nelle sessioni di qualifica per poi poter attaccare maggiormente in gara. In quest’ottica Vettel (1 vittoria, 2 pole, 3 podi in USA) potrebbe fare la differenza rispetto al compagno di squadra, avvicinandosi alla prima fila e puntando alla vittoria, nella speranza che Hamilton abbia dei problemi per poter continuare a sperare. Arriva dai festeggiamenti per i 38 anni invece Raikkonen, il quale non avrà dei bei ricordi legati a questa pista. Il finlandese viene da due ritiri nelle ultime due edizioni e nel 2014 è rimasto fuori dalla top10, ma non perde l’ottimismo e si dichiara fiducioso e convinto che la SF70-H possa competere per la prima posizione su ogni tracciato. La vittoria sembra dunque alla portata, ma anche un successo della Rossa avrebbe ormai un sapore amaro per i tifosi.
RED BULL negli Stati Uniti: 1 vittoria / 2 pole / 5 podi
In settimana Helmut Marko ha dato spunti interessanti ai media, annunciando l’intenzione di tenere entrambi i piloti attualmente sotto contratto fino al 2020 e, tornando al presente, ha ricordato che la RB13 dovrà ricorrere ad una sostituzione della power-unit durante uno dei quattro GP rimanenti. Proprio quest’ultima dichiarazione spinge a pensare che questo weekend le Red Bull possano partire in griglia con 10 posizioni di penalità, vista la possibilità di effettuare numerosi sorpassi sul tracciato americano. Daniel Ricciardo non sarà certo contento della notizia, ma come dimostrato più volte in carriera saprà trovare un modo per sfruttare la situazione e uscirne con un sorriso. Il Mondiale dell’australiano sembra estremamente solido guardando la Classifica, ma il confronto con il più giovane compagno di team lo penalizza se vengono tenute in considerazione soltanto le gare in cui entrambi i piloti sono arrivati alla bandiera a scacchi (4 a 2 per Max). Verstappen arriva ad Austin con due podi consecutivi, di cui uno sul gradino più alto, e la consapevolezza di poter lottare con Hamilton per la vittoria. Su questa pista l’olandese, quando guidava la Toro Rosso nel 2015, riuscì a terminare 4° in condizioni di bagnato estremo, perciò, la probabilità che la pioggia condizioni la gara di questo fine settimana, pone di diritto il numero 33 della Red Bull tra i favoriti a salire sul podio americano.
GLI ALTRI
Considerando la storia recente del team ad Austin, 4 ritiri in tre anni, la Force India rischia di essere la peggior scuderia questo fine settimana. Più realisticamente, la quarta forza del Mondiale Costruttori potrà contare su una coppia di piloti dall’indubbia costanza di rendimento. Dopo le prime quattro gare del calendario, in cui regolarmente riusciva a piazzarsi davanti al compagno, Sergio Perez (5° nel 2015) si è visto raggiungere dal giovanissimo Esteban Ocon. Dato l’atteggiamento pacato del messicano in Giappone, per la serenità del team, la sfida interna fra i due piloti sembra ufficialmente conclusa ma chissà che l’avvicinamento al GP di casa non possa far spingere più del dovuto il “Checo” Perez. In difesa del 5° posto invece la Williams che, dopo aver superato meglio del previsto la parentesi asiatica, vuole tornare competitiva e fruttare al meglio la potenza del motore Mercedes sui rettilinei americani. Le notizie sul team di Sir Frank Williams ruotano però tutte intorno al mercato piloti. Anche Bernie Ecclestone ha voluto dire la sua, sponsorizzando il ritorno di Robert Kubica, il quale parrebbe il candidato numero uno per la sostituzione di Felipe Massa nella prossima stagione. Il brasiliano però non vuole cedere il suo sedile e dichiara apertamente che sarebbe un errore per il team modificare l’attuale coppia di piloti. Lance Stroll, spettatore interessato, sembra gradire la presenza di Massa al box, mentre potrebbe “subire” il confronto con un compagno più performante di lui. La data decisiva dovrebbe essere legata al weekend in Brasile, in modo da permettere a Felipe di salutare degnamente il proprio pubblico (per la seconda volta). Qualche punto più in dietro troviamo la Toro Rosso. Se in Williams si parla di cambiamenti per il 2018, nella scuderia di Faenza è già qualche settimana che la rivoluzione è partita. Ad Austin ritornerà in macchina Daniil Kvyat, il quale probabilmente si giocherà l’ultima chance in F1. Il pilota russo ritrova il sedile grazie alla partenza di Carlos Sainz, direzione Renault, e alla concomitante assenza di Pierre Gasly (in lotta per il Campionato SuperFormula in Giappone). Ad affiancarlo negli Stati Uniti farà il suo esordio nella categoria Brendon Hartley, vincitore della 24h di Le Mans del 2017 e già terzo pilota di Toro Rosso e Red Bull. Il 27enne neozelandese sembrerebbe più di un rimpiazzo momentaneo infatti, nei piani della casa madre Red Bull, il GP di Austin potrebbe essere solo il primo, con l’obiettivo di presentarsi per il 2018 con la coppia Gasly-Hartely motorizzata Honda. Nella lotta a centro classifica vuole farsi notare anche la Haas, che negli Stati Uniti porterà una piccola modifica al fondo della vettura per tentare di difendere la settima posizione. Romain Grosjean (2° nel 2013 ad Austin) nell’ultima gara ha concluso alle spalle del compagno, e sebbene i punti vedano il francese essere avanti in Classifica, Kevin Magnussen per nove volte è stato il primo a vedere la bandiera a scacchi. La scuderia che focalizzerà l’attenzione su di sé fra i team a centro gruppo sarà però la Renault. Sul fronte della pista, sono previste novità per quanto riguarda carrozzeria, deviatori di flusso e diffusore, mentre al box potranno anticipare le presentazioni e cominciare a lavorare con Sainz già da questo GP. Lo spagnolo spingeva da mesi per questo trasferimento e adesso che si trova dove voleva dovrà dimostrare di avere quel talento che gli permise di lottare alla pari con Max Verstappen. Probabilemte Nico Hulkenberg sarà felice per la maggiore competitività del team, ma preoccupato dalla sfida interna, in ogni caso il tedesco non può ripetere i risultati ottenuti nelle ultime tre apparizioni negli Stati Uniti (3 ritiri). Ormai stabile in nona posizione la McLaren-Honda. Il responsabile del progetto della power-unit, Yusuke Hasegawa, ha parlato in settimana dei miglioramenti di affidabilità che il motore ha mostrato negli ultimi GP, dichiarando di essersi avvicinati al livello della Renault. Sembra un paradosso, ma dal momento in cui è stato annunciato il divorzio fra il team inglese e i giapponesi, la McLaren pare aver trovato un minimo di continuità. Ad Austin, sorprendentemente, negli ultimi due anni sono riusciti ad ottenere un 5° e un 6° posto, dimostrando che sulla pista americana la minor potenza può essere colmata con un buon telaio. Fernando Alonso punterà alla top10 per tornare davanti in Classifica al compagno, ma Stoffel Vandoorne sta dimostrando di avere grande talento e capacità di gestire una macchina più che complicata, e non sarà facile per il due volte Campione del Mondo terminare l’anno davanti al belga. Intanto, per essere più riconoscibile dai tifosi a stelle e strisce e sperando che porti fortuna, Fernando sfoggerà il casco con il quale ha corso la 500 Miglia di Indianapolis. In fondo allo schieramento la Sauber, ormai condannata all’ultimo posto. Nei progetti futuri sembra sempre più concreta la via che vede la scuderia svizzera trasformarsi in un team satellite della Ferrari, con tanto di piloti della Drivers Acadamy. Nel presente, la scelta di Pascal Wehrlein di portare 3 set di gomme soft conferma le difficoltà della squadra nel trovare la giusta finestra di utilizzo dei pneumatici 2017. Sempre più solo a quota 0 in Classifica Marcus Ericcson, il quale nelle ultime otto gare ha ottenuto come miglior piazzamento un misero 14° posto.