
Domenica 8 Ottobre è in programma la 33esima edizione del Gran Premio del Giappone, circuito storico e dall’elevato fascino per gli appassionati di Formula 1.
Dalla sua prima apparizione in calendario nel 1976, questa gara ha spesso avuto un ruolo cruciale nella lotta per l’assegnazione del Titolo Mondiale e anche quest’anno potrebbe rappresentare la tappa decisiva.
Lewis Hamilton, negli ultimi due GP, è riuscito ad ottenere più punti di quanti pronosticabili alla vigilia, rafforzando la sua leadership su Sebastian Vettel. Il tedesco però, nonostante le 34 lunghezze di svantaggio, dipende dai propri risultati in pista, perché, matematicamente, con 5 vittorie nelle restanti gare conquisterebbe il quinto Mondiale in carriera. Vettel non deve necessariamente fare bottino pieno sui 125 punti ancora disponibile, ma non può permettersi altri piazzamenti alle spalle di Hamilton. È in quest’ottica che Suzuka potrebbe essere decisiva. Un successo dell’attuale leader della Classifica Piloti aumenterebbe il divario a 41 punti (minimo) rendendo quasi impossibile la rimonta Ferrari. La Malesia ha però rivelato la strategia di Hamilton per rimanere in testa fino alla bandiera a scacchi di Abu Dhabi. Il pilota inglese sembra infatti ispirarsi al suo ex compagno di scuderia Nico Rosberg, attribuendo agli insuccessi di Vettel delle ultime due gare lo stesso peso del proprio ritiro in Malesia nel 2016. In quel caso Rosberg smise di andare alla ricerca della vittoria nei singoli GP e si concentrò sulla gestione del vantaggio. Strategicamente sembra l’approccio migliore, ma nel 2016, a differenza di questo 2017, il Titolo era conteso fra due piloti della stessa scuderia, per di più dominante. Fare calcoli senza tenere in considerazione la superiorità prestazionale della Ferrari e l’ormai costante presenza della Red Bull a podio, può dunque portare Hamilton a sottovalutare la situazione. Quindi, ricapitolando, Vettel arriva in Giappone con la vettura migliore finora in stagione e il solo obiettivo di vincere la gara. Hamilton invece dovrà scegliere se provare a chiudere il Mondiale a Suzuka, spremendo la W08 al massimo, o accontentarsi di entrare in zona podio risparmiando il motore, e sperare che il suo rivale non vinca le prossime gare. Il Gran Premio del Giappone è alle porte e il risultato finale della stagione può dipendere in gran parte da come Hamilton gestirà la corsa.
La lotta nel Mondiale ha il suo fascino, ma quando si parla di F1 quello che conta è la pista. Il circuito giapponese è caratterizzato da curve lunghe e veloci, risultando molto impegnativo per i pneumatici dal punto di vista dell’usura. Questo non sembra però preoccupare Pirelli che, per la prima volta, decide di portare a Suzuka la mescola supersoft, insieme a medium e soft. Anche se l’imprevedibilità del meteo giapponese avrà un ruolo importante, la possibilità di montare gomme più morbide rispetto al passato potrebbe regalare sorprese per quanto riguarda le strategie dei vari team, soprattutto in considerazione di un circuito stretto e perciò con una difficoltà di sorpasso elevata. Guardando ai top team, stessa scelta per Mercedes e Ferrari con 1 solo set di medium, 4 di soft e 7 di supersoft per i propri piloti di punta e un set in più di medium per i gregari. Sono ben 9 invece i set di supersoft per i due piloti Red Bull, i quali potrebbe adottare una strategia a due soste più aggressiva e performante dal punto di vista della velocità. Ancora più estrema la scelta McLaren che opta per 10 supersoft, mentre i più cauti sembrano essere in Force India con 3 set di medium per pilota.
MERCEDES in Giappone: 3 vittorie / 3 pole / 6 podi
In Mercedes possono contare su un buon vantaggio in entrambi i Campionati (Piloti e Costruttori) ma il GP della Malesia ha portato preoccupazioni nel box tedesco. Il nuovo pacchetto aerodinamico visto a Sepang sulla vettura di Valtteri Bottas non ha infatti dato i riscontri che si aspettavano nel team, facendo preoccupare soprattutto Hamilton in vista delle ultime gare. La Mercedes ha infatti omologato presto la quarta (ed ultima) versione stagionale della power-unit, contando di poter ottenere maggiori miglioramenti prestazionali tramite il telaio. Hamilton in era power-unit ha dominato in Giappone e può vantare 3 vittorie, 2 pole e 5 podi su questo tracciato in carriera, ma il pilota inglese è sembrato meno fiducioso del solito nelle interviste di accompagnamento a questo weekend, e il rischio di un ritiro a causa di un problema di affidabilità si alza gara dopo gara. Per Bottas invece la stagione sembra ormai finita da tempo, relegato a secondo e con una W08 in difficoltà, il numero 77 ha bisogno di mettersi in mostra con un buon risultato, perché i piazzamenti in top5 sono costanti (10 consecutivi), ma le prestazioni non sembrano all’altezza del potenziale della macchina.
FERRARI in Giappone: 7 vittorie / 9 pole / 22 podi
Cosa dire di una macchina che al venerdì e al sabato dimostra da due GP di essere nettamente la più prestazionale ma ottiene solo 12 punti in gara? Forse è stato un caso, ma il verificarsi dei problemi di affidabilità in questa fase della stagione fa pensare che non ci sia più speranza per la Rossa. Invece le possibilità ci sono e anche concrete, perché la SF70-H ha il potenziale per vincere su ogni tracciato. Ovviamente è necessario che, almeno la vettura di Vettel, concluda tutte le restanti gare. L’eventuale penalizzazione per la sostituzione del cambio, a seguito del singolare incidente con Lance Stroll dopo la bandiera a scacchi in Malesia, sembra scongiurata per il tedesco, permettendogli di affrontare il weekend con maggiore serenità. Non è in lotta per il Mondiale, ma Kimi Raikkonen (anche se non lo ammetterà mai) è il pilota che ha i maggiori rimpianti per la gara di Sepang. Il finlandese poteva infatti scrollarsi di dosso il peso della mancata vittoria in Ferrari dal rientro del 2014 e dimostrare a tutti i suoi detrattori che il rinnovo per il 2018 è la scelta migliore per il Cavallino. Resettate le ultime gare, Vettel arriva in Giappone come favorito e 4 vittorie insieme a 4 pole e 7 podi evidenziano come il numero 5 della Ferrari si trovi particolarmente a suo agio fra le curve di Suzuka.
RED BULL in Giappone: 4 vittorie / 5 pole / 9 podi
I festeggiamenti per la migliore prestazione stagionale in Malesia sono durati poco, perché, già ad inizio settimana, Helmut Marko ha tenuto a precisare che nelle prossime gare la RB13 potrebbe subire delle penalizzazioni per questioni di affidabilità. Al box Red Bull possono però essere fieri del lavoro svolto durante la stagione, riportando il team a livelli che merita e dimostrando di aver attualmente il miglior telaio della griglia. In particolare, sembra aver avuto un ottimo successo la nuova filosofia di set-up messa in pista da Max Verstappen a Sepang, tanto da spingere anche Daniel Ricciardo a provarla in Giappone. Nel 2016 Max ottenne un ottimo 2° posto a Suzuka e visti i miglioramenti della macchina è lecito aspettarsi che anche questa domenica il talentuoso olandese dia battaglia per il podio. Come sempre, manifesta grande ottimismo anche Ricciardo, che per costanza è uno dei migliore della stagione e da due GP riesce a salire sul podio. La possibilità di avvicinarsi ulteriormente a Bottas in Classifica Generale sarà uno stimolo in più per l’australiano.
GLI ALTRI
In Malesia la quarta forza del Mondiale Costruttori, la Force India, si è confermata di alto livello, riuscendo a portare due macchine in zona punti nonostante il virus influenzale di Sergio Perez (6°) e i continui contatti subiti dall’incolpevole Esteban Ocon durante la gara. Avvicinarsi alla top5 è l’obiettivo anche per questo GP, ma la minore incidenza del motore potrebbe metterli in difficoltà. Rispetto a qualche settimana fa, situazione più tranquilla in casa Williams per quanto riguarda la quinta posizione nei Costruttori, ma la testa del team sembra più concentrata ai test di ottobre, che vedranno in pista Paul Di Resta e Robert Kubica, che alle restanti gare della stagione. Felipe Massa ha un solo punto di vantaggio sul compagno di scuderia e il pensionamento sembra inevitabile per il brasiliano. Bene invece Stroll, capace di accentrare l’attenzione del team su di sé (non soltanto per i soldi del padre). In odore di grandi cambiamenti anche al box Toro Rosso, che per il Gp giapponese conferma Pierre Gasly al posto di Daniil Kvyat. Il francese si è dimostrato all’altezza su un tracciato che non conosceva e non vede l’ora di far vedere il proprio potenziale sulla più familiare pista di Suzuka. Con estrema serenità, Carlos Sainz spera di migliorare il 10° posto ottenuto in Giappone nel 2015, ma la testa dello spagnolo è già al 2018 con Renault. Proprio il team francese è al centro di una polemica per il possibile arrivo per la prossima stagione dell’ex responsabile tecnico della FIA Marcin Budkowski. Sul fronte della pista Nico Hulkenberg e Jolyon Palmer continuano la loro rincorsa al 5° posto della Williams, ma il gap di 23 punti sembra ormai troppo ampio. In calo di prestazioni da tempo la Haas, che vede il proprio secondo pilota, Kevin Magnussen, bersagliato dalle critiche dei colleghi. La macchina non ottiene più i risultati di inizio stagione, ma Romain Grosjean avrà sicuramente buone sensazioni per il GP di Suzuka, ricordandosi del 7° posto del 2015, ma soprattutto del podio del 2013. La scuderia protagonista del weekend sarà però la McLaren-Honda, padrona di casa. Le possibilità di arrivare in zona punti per il team sono concrete, perché i progressi degli ultimi GP sembrano convincenti, ma le gare in stagione con entrambe le vetture alla bandiera a scacchi sono solo 4 e un ritiro davanti ai propri tifosi rischia di essere l’ennesimo fallimento. Stoffel Vandoorne è sicuramente uno dei piloti più felici del Paddock al momento, la macchina sta migliorando e il belga è l’unico fra le seconde guide ad essere davanti al compagno più blasonato a questo punto della stagione. E che compagno verrebbe da dire! In Malesia, Fernando Alonso si è fatto notare solamente per un teamradio dei suoi, restando costantemente sotto ritmo rispetto a Vandoorne. La soddisfazione di un podio con il motore Honda probabilmente non se la toglierà mai, ma se la variabile del meteo o della Safety Car dovesso favorirlo, Alonso potrebbe fare il miracolo. Ormai stabilmente in fondo al gruppo la Sauber che, tramite il proprio team principal, in settimana ha tenuto a precisare che le prestazioni sono in miglioramento. Ne saranno felici i due piloti, Pascal Wehrlein e Marcus Ericsson, i quali però sanno di aver ben poche possibilità di entrare in top10.