
In Messico Lewis Hamilton ha conquistato il quarto titolo iridato ed è entrato di diritto nel gotha della Formula 1. In una gara sofferta, condizionata dal contatto con Sebastian Vettel al primo giro, e chiusa con il 9° posto finale, il pilota inglese ha voluto ribadire la sua superiorità, ingaggiando un duello rusticano con Fernando Alonso a 3 giri dal termine. Una gioia per gli occhi degli appassionati. Ma anche un grande rammarico per ciò che poteva essere, ma non è stato.
Il Gran Premio del Messico ha regalato spettacolo e suspance sin dalle prime curve. Con i due rivali in lotta per il titolo mondiale, che dopo appena un giro si sono trovati nelle retrovie, per un contatto che ha danneggiato le rispettive monoposto, costringendoli ad un pit-stop imprevisto.
Sebastian Vettel, obbligato a chiudere la gara nelle prime due posizioni, ha dato vita ad una spettacolare rimonta fatta di sorpassi mozzafiato che hanno tenuta viva la speranza dei tifosi ferraristi per tutti i 71 giri di gara.
Anche Lewis Hamilton, che poteva anche permettersi di non prendere punti, non è stato da meno. Dopo qualche difficoltà iniziale legata forse anche alla sua monoposto non in perfette condizioni, il neo campione del mondo ha iniziato a recuperare posizioni, per cercare di chiudere nel migliore dei modi la gara che avrebbe potuto regalargli il quarto titolo iridato.
A tre giri dalla fine il pilota britannico si è trovato davanti quel Fernando Alonso e quella McLaren, che sono stati rispettivamente, il suo primo compagno di team e la sua prima monoposto, all’inizio della sua avventura in Formula 1. Nel 2007 furono scintille per tutta la stagione, tanto che lo spagnolo decise di cambiare aria l’anno successivo.
In Messico, i due pluricampioni, a detta di molti i due migliori piloti attualmente in attività, si sono trovati dopo tanto tempo a confronto. Un confronto duro, senza esclusione di colpi, che ha entusiasmato non solo i tifosi dell’uno o dell’altro, ma anche tutti gli appassionati. Alla fine l’ha spuntata Hamilton, che proprio grazie a quel sorpasso ha conquistato la nona posizione finale.
Ma ciò che più ha fatto riflettere, non è tanto il risultato del duello, o la superiorità della Mercedes rispetto alla McLaren: ma ciò che poteva essere e non è stato.
Per anni abbiamo avuto nel circus iridato i due piloti più forti degli ultimi tempi: i due più grintosi, coriacei, e spettacolari. E sfide come quelle viste ieri se ne possono contare sulle dita di una mano.
Infatti mentre Hamilton ha aperto un ciclo vincente con la Mercedes, Alonso, negli ultimi tre anni, è stato relegato nelle retrovie da un binomio McLaren-Honda, che ha deluso le aspettative dello stesso pilota asturiano. Ciò ha privato il mondiale di Formula 1 di un sicuro protagonista per la vittoria finale. E ha privato gli appassionati di duelli come quello visto ieri in Messico
Inutile pensare di chi sia la colpa. Se delle decisioni scellerate di Alonso o dell’imprevedibile incompetenza dei motoristi giapponesi. Resta il fatto che per almeno tre anni i tifosi si sono persi uno spettacolo come quello andato in onda ieri sera in terra messicana: ed è un vero peccato!
Per il 2018 c’è da sperare che i motori Renault restituiscano alla Formula 1 un campione troppo presto etichettato come finito, o frettolosamente accostato ad altri mondi del Motorsport.
Anche se proprio dopo la firma del contratto con McLaren, e soprattutto nel week end messicano, i motori Renault hanno iniziato a fondersi come neve al sole. E chissà se Alonso si è già dotato di amuleti scaccia sfortuna…