
Dopo il Gran Premio della Malesia, la Formula 1 ha avuto soltanto qualche giorno di riposo prima di trasferirsi in Giappone sulla pista di Suzuka.
Assieme ai circuiti europei, questa è forse una delle gare simbolo della Formula 1 sia del passato che del presente.
La sua attuale collocazione nel calendario dei Gran Premi non le da un ruolo importante per le sorti del mondiale, anche se a questo punto ogni risultato comincia già ad essere decisivo. In passato, la pista giapponese ha ospitato duelli a l’ultima curva e manovre a limite da parte di piloti che cercavano in ogni modo di prevalere sui rivali.
Qui si sono scritte pagine importanti come i duelli tra Alain Prost e Ayrton Senna, i due mondiali di Mika Hakkinen e il primo mondiale di Michael Schumacher al volante della Ferrari.
Parlando del circuito, si tratta dell’unica pista a forma di “8” presente nel mondiale, misura ben 5,807 km e presenta 18 curve, oltre ad avere una carreggiata molto stretta che rende difficili i sorpassi e la concentrazione deve restare elevata per tutti i 53 giri.
La pista però non è impegnativa solo per i piloti, ma anche le gomme della Pirelli sono chiamate ad uno dei week-end più difficili di tutta la stagione. Prima di tutto dobbiamo dire che la Pirelli ha deciso di fare uno scelta più morbida di pneumatici e infatti i piloti avranno a disposizione le gomme: Supersoft (fascia rossa), Soft (fascia gialla), e Medium (fascia bianca) e per la prima volta non vengono portate le gomme Hard che sono state usate soltanto in Spagna.
Il motivo di questa scelta è dato dal fatto che quest’anno le gomme più morbide si sono comportate molto bene mostrando un’usura omogenea e range prestazionale molto elevato.
Tuttavia, la pista di Suzuka è davvero impegnativa e per capire meglio le sue caratteristiche utilizziamo i parametri, a cui viene assegnato un valore da 1 (minimo) a 5 (massimo), fornitici dai tecnici della Pirelli.
Partendo dalle caratteristiche dell’asfalto ci accorgiamo che l’Aderenza ha raggiunto un valore pari a 4, mentre l’Abrasione è nella media con il valore 3.
Questa è una pista permanente molto utilizzata, quindi offre uno strato di “gomma” abbastanza importante e anche in caso di pioggia, che in genere toglie questo strato, la pista recupera molto velocemente l’aderenza nella traiettoria ideale.
Anche la Deportanza richiesta ha un valore pari a 3 e questo si comprende facilmente guardando la mappa del circuito. Nella prima parte vi sono una serie di curve in successione dove è importante che il pilota trovi il ritmo giusto per affrontarle, ma ancora più importante è che la vettura sia stabile durante la percorrenza, perché sbagliarne una significa sbagliare tutte le altre con conseguente perdita di tempo. Il secondo settore inizia già ad essere più veloce, ma ospita la Spoon Curve, una delle curve più particolari del campionato in quanto presenta ben 2 punti di corda distinti e richiede una percorrenza al limite della carreggiata. Il terzo settore invece è prevalentemente composto dal rettilineo, dalla velocissima 130R che verrà affrontata alla massima velocità e dalla difficile frenata del Triangolo, in cui è facilissimo sbagliare e bloccare le gomme.

Si tratta quindi di una pista molto varia e per questo è necessario un carico aerodinamico bilanciato, perché troppa aderenza porta molta velocità nel primo settore, ma viene poi pagata in velocità di punta nel terzo settore, mentre poca aderenza può generare una monoposto nervosa nel misto, ma veloce nel rettilineo.
Parlando ancora di Deportanza possiamo dire che forse questo è uno dei circuiti più adatti a queste nuove vetture. Vi sono curve molto ampie e i rettilinei non sono troppo lunghi, inoltre sarà importantissimo sfruttare il carico complessivo generato dalla monoposto.
Riguardando questi parametri sembra un circuito nella media, ma adesso vengono i due più importanti, ovvero le Forze Laterali e lo Stress degli pneumatici. Entrambi questi parametri hanno il valore massimo, ovvero 5 e questo rappresenta il vero ostacolo che la Pirelli si troverà costretta ad affrontare.
Come già detto sono quasi tutte curve ampie e questo comporta molto tempo di percorrenza che si ricollega allo stress e alle forze laterali che vanno a degradare la gomma. Altra considerazione riguarda il fatto che una lunga percorrenza in curva si traduce nello spostamento del peso complessivo sull’asse opposto al verso della curva, ad esempio se la curva gira a sinistra, il peso della vettura si sposta sull’asse di destra e questo carico porta ad un surriscaldamento molto importante della zona superficiale dello pneumatico con conseguente rischio di blistering.
Per quanto riguarda i dati tecnici forniti dalla Pirelli, possiamo dire che le pressioni minime misurate alla partenza saranno di 22,5 psi sull’anteriore e 20,5 psi sul posteriore, mentre il camber massimo sarà di -3,00° sull’anteriore e di -1,75° sul posteriore.
Concludiamo questa analisi introduttiva al week-end con la parole di Mario Isola, responsabile del settore Motorsport della Pirelli, che ci spiega quali saranno le difficoltà che questo Gran Premio presenta per le gomme della casa milanese: “Per il Gran Premio del Giappone abbiamo nominato pneumatici più morbidi e quindi più veloci rispetto alla scorsa stagione […] Nel caso di Suzuka, ciò è particolarmente significativo, perché si tratta di uno dei circuiti più impegnativi dell’anno per i pneumatici; qui i carichi laterali sono importanti e possono causare degrado termico elevato nel caso le gomme non siano gestite al meglio”.
Si preannuncia quindi un week-end teso, dove la Ferrari di Sebastian Vettel sarà costretta a recuperare punti sulla Mercedes di Lewis Hamilton, che dal canto suo vuole mettere una seria ipoteca su questo mondiale. I sorpassi in questa pista sono difficili e veramente al limite quindi anche la strategia sarà fondamentale, ma la gara è lunga e tutto può succedere.
La sensazione è che la sfida di Suzuka comincia già ad essere decisiva per le sorti del titolo piloti.
