
In attesa dell’ultimo appuntamento iridato, in programma domenica prossima ad Abu Dhabi, con tutti i verdetti già emessi, si guarda già al 2018. La Ferrari, dopo i miglioramenti messi in mostra quest’anno, ma anche i limiti emersi nella seconda metà della stagione, potrà tornare a vincere il mondiale? Secondo Giancarlo Minardi si! “Dopo un 2016 avaro di vittorie e il terzo posto tra i Costruttori, i cinque sigilli di quest’anno e il secondo posto nelle due classifiche rappresentano uno spiraglio importante per tornare ad imporsi nel mondiale”.
Il mondiale 2017 di Formula 1 è all’atto finale. Domenica prossima infatti si correrà l’ultimo Gran Premio della stagione ad Abu Dhabi. I principali verdetti sono stati emessi: con Lewis Hamilton che ha conquistato il quarto alloro iridato, e la Mercedes che per la quarta volta consecutiva ha conquistato il titolo costruttori.
Resta aperta soltanto la lotta per il titolo di vice campione del mondo, con Sebastian Vettel in netto vantaggio (22 punti) sull’altro pilota delle frecce d’argento, Valtteri Bottas.
E’ ora di tirare le somme di questo campionato, e guardare già al 2018.
La Mercedes si è confermata la monoposto da battere, soprattutto con Lewis Hamilton, che ha rafforzato la sua superiorità: e sarà sicuramente il pilota da battere per aggiudicarsi il mondiale piloti 2018.
In casa Ferrari, dopo un 2016 disastroso, con 0 vittorie e il terzo posto in classifica costruttori, si è assistito ad una crescita importante. Vettel infatti è riuscito a lottare per il mondiale per 2/3 della stagione. Problemi di affidabilità della Rossa lo hanno poi costretto ad alzare bandiera bianca. Segnali incoraggianti che fanno sperare in un ritorno al mondiale per il 2018.
Di questo avviso è Giancarlo Minardi che dalle pagine del suo sito ha manifestato un cauto ottimismo sulla prossima stagione del Cavallino Rampante. ”Dopo una scalinata fatta di corsa, l’ultimo scalino resta sempre il più difficile da affrontare. Dopo un 2016 avaro di vittorie e il terzo posto tra i Costruttori, i cinque sigilli di quest’anno e il secondo posto nelle due classifiche rappresentano uno spiraglio importante per tornare ad imporsi nel mondiale”.
Sarà importante il lavoro invernale che verrà svolto in fabbrica sulla nuova monoposto, perché la Mercedes si è dimostrata ancora la vettura migliore del circus. E il gap con la Ferrari è ancora notevole, come riconosciuto dallo stesso manager faentino: “La differenza con la Mercedes resta importante com’è emerso in Brasile con la straordinaria rimonta di Hamilton che ha messo in mostra il potenziale della Mercedes coadiuvata da un’ottima affidabilità. L’inglese è stato in grado di usare per quasi tutta la durata del gran premio l’overboost, mettendo un importante tassello sul 2018 in cui ciascun pilota avrà solamente a disposizione tre unità motrici”.
Obiettivo dei tecnici di Maranello sarà anche quello di garantire una buona affidabilità per tutto il mondiale. Quest’anno infatti la Ferrari, nella seconda parte della stagione, ha esasperato le prestazioni della power-unit, per cercare di azzerare il divario con le frecce d’argento. Questa è stata probabilmente la causa dei problemi di affidabilità patiti dalle due Rosse in Malesia e in Giappone, che hanno compromesso la lotta per i due titoli mondiali. “Ad un certo punto della stagione la Ferrari ha provato a spremere le componentistiche credendo di aver chiuso il gap con la Mercedes, perdendo però in affidabilità”, ha confermato Minardi. “Era un tentativo che andava fatto proprio per trovare il limite e capire realmente il punto che si era raggiunto. L’affidabilità ritrovata nei gran premi successivi è dovuto principalmente ad aver fatto un passo indietro sulla performance”.
Non esenti da colpe, secondo Minardi, i due piloti. Sebastian Vettel ha mostrato i suoi limiti caratteriali. Mentre Raikkonen si è confermato un pilota scostante, che ha alternato gare da combattente (poche, a dire la verità!), a prestazioni incolore. “Sull’esito della stagione della Ferrari pesano in modo determinante gli errori dei suoi piloti. Sebastian Vettel si è dimostrato nervoso e fragile nel momento cruciale del mondiale (Baku e Singapore), causato forse dalla consapevolezza di non poter realmente competere con Lewis. Ancora una volta Kimi Raikkonen non è stato in grado di portare al team quei punti indispensabili per vincere il titolo costruttori, ma a Maranello hanno comunque deciso di puntare sul finlandese”.
Sull’esito del prossimo mondiale avranno un certo peso anche le novità regolamentari riguardanti la power unit. Nel 2018, infatti, ogni pilota potrà contare solo su 3 motori per tutta la stagione, senza incappare in una penalità. Una power unit dovrà quindi resistere per ben 7 gran premi: contando prove libere, qualifiche e gara, oltre 7.000 Km.
Una norma che non trova il consenso l’ex Team Manager: “Lo trovo veramente assurdo poiché questa decisione porterà ad un’esasperazione nella ricerca dei materiali innovativi (lubrificanti compresi) e ad un aumento vertiginoso dei costi, con ricadute pesanti soprattutto verso i piccoli team. Consideriamo poi che dal 2021 si dovrà procedere una progettazione completamente nuova con ulteriori costi nella ricerca”.
Un probabile ulteriore vantaggio per la Mercedes, che anche quest’anno ha fatto dell’affidabilità uno dei suoi cavalli di battaglia. Se non ci saranno rivoluzioni particolari o errori di progettazione imprevedibili, la casa di Stoccarda non avrà troppa difficoltà a produrre motori performanti e duraturi. Il rischio quindi è che gli altri, Ferrari e Red Bull in primis, provando a spingere al limite le loro monoposto, incappino in noie tecniche, con conseguenti penalità e perdita di punti iridati.
Per ora questi sono tutti discorsi sulla carta: con i test invernali avremo una prima idea di base su quali saranno le forze in campo. E con i primi Gran Premi vedremo a che punto sarà la Ferrari
Nel frattempo godiamoci l’ultimo appuntamento di domenica, sperando che i piloti, privi di “ansia da prestazione”, ci regalino una gara avvincente: e che la Ferrari confermi il trend vittorioso dopo il successo di Interlagos.