
Nei lunghi ed emozionanti settant’anni della Ferrari, uno dei nomi più gloriosi e leggendari che sono transitati da Maranello è senza dubbio quello di Alain Prost. Il francese, soprannominato il “Professore” e vincitore di quattro titoli del mondo in carriera, arrivò alla corte del “cavallino rampante” nell’inverno del 1990, deciso a lanciare un guanto di sfida al suo rivale Ayrton Senna, per dimostrare al mondo intero di poter battere il brasiliano anche a bordo di una monoposto che non fosse la McLaren, all’epoca il team più competitivo in assoluto nel panorama della Formula 1.
Prima dell’arrivo di Michael Schumacher e della crisi di risultati della “rossa” nella prima metà degli anni ’90, Prost fu l’unico pilota che riuscì a sfiorare la conquista del titolo piloti con la Ferrari, sfruttando tutto il suo talento ed il potenziale della vettura in quel magico 1990. Una stagione in cui tanti tifosi si sono illusi, e che invece hanno dovuto mandar giù un boccone pesante da digerire. Un sogno svanito nella sabbia di Suzuka, ma che senza Prost al volante forse non sarebbe nemmeno iniziato.
Il 1990
Tutto cominciò nel 1990, un anno in cui l’Italia sportiva dettava legge nel mondo. Era l’anno delle “Notti magiche” dei mondiali di calcio in casa, nella stessa stagione in cui i nostri club calcistici erano talmente forti che in Italia si poteva tranquillamente affermare che si giocava il campionato più bello del mondo.
E se nel calcio le emozioni non mancavano di certo, anche in Formula 1 l’Italia aveva un rappresentante di grandissimo valore, deciso a riprendersi quel titolo mondiale che mancava dal 1979, per i piloti, e dal 1982 per i costruttori.
Per raggiungere questo obiettivo, la Ferrari poteva contare, per la stagione 1990, su un pilota incredibilmente veloce ed affidabile. L’unico capace di mettere il bastone tra le ruote al grande Ayrton Senna: Alain Prost.
Francese, già tre volte campione del mondo con la McLaren, Prost arrivò a Maranello da campione in carica del 1989 con un solo obiettivo: vincere con la Ferrari e dimostrare di essere superiore a Senna, pur correndo con un’altra squadra.
A questo punto va fatta una premessa: Prost e Senna, compagni di squadra in McLaren nel 1988 e 1989, avevano dato vita ad una rivalità leggendaria, ancora oggi riconosciuta come la più bella mai vista in F1 e tra le più belle mai esistite nella storia dello sport in generale. In questo duello epico, i due piloti non si erano certo risparmiati colpi proibiti ed accuse reciproche al veleno, a tal punto che la convivenza tra i due nello stesso team era diventata praticamente insostenibile.
Per giunta, in piena lotta per il mondiale nell’ultima gara del 1989 a Suzuka, i due erano venuti a contatto. Nell’incidente Prost si ritirò, mentre Senna riuscì a ripartire vincendo la corsa ed il mondiale. A fine gara però, Prost fece ricorso alla FIA, e la vittoria di Senna venne annullata per la squalifica inflitta allo stesso brasiliano, reo di aver tagliato la chicane dopo l’incidente e di essersi fatto aiutare dai commissari di percorso. Con l’esclusione di Senna dalla classifica, Prost poteva quindi laurearsi campione del mondo.
Dopo questo fatto, il 1990 presentava quindi una sfida ancor più avvelenata: Senna voleva vendicarsi dell’ingiustizia subita, mentre Prost voleva dimostrare di essere superiore al suo ex compagno. Ne sarebbe uscito un campionato avvincente ed incerto fino alla penultima gara, di nuovo a Suzuka, di nuovo con un colpo di scena, di nuovo con un incidente tra i due. Questa volta però, ad avere la meglio fu Senna, che si laureò campione.
Il campionato vide quindi un avvincente testa a testa tra Senna e Prost, sin dalle prime battute. Il brasiliano vinse sei gare in totale, contro le cinque ottenute dal francese. Senna ottenne il primo successo del campionato nel gran premio inaugurale, sul tortuoso tracciato americano di Phoenix. L’avventura di Prost in Ferrari, affiancato dal compagno di squadra Nigel Mansell, iniziò invece nel peggiore dei modi: ritiro per entrambi.
Per riscattarsi era necessaria una prestazione con i fiocchi nel secondo appuntamento dell’anno: in Brasile, a casa di Ayrton.
Il Brasile
Si giunse così ad Interlagos in condizioni incredibilmente sfavorevoli per Prost: il “Professore” doveva infatti riscattare il ritiro negli USA, facendolo nella nazione del suo rivale, a sua volta sostenuto dal calore dei tifosi.
Questa seconda condizione, che a molti potrebbe sembrare una pietra insormontabile, fu in realtà una preoccupazione minore per il diretto interessato. Prost infatti, alla vigilia del Gran Premio del Brasile 1990, si presentò nella terra della “samba” con una statistica invidiabile: con cinque vittorie ottenute in passato, e tutte sul circuito di Jacarepaguà, il francese era il pilota con più successi conquistati in Brasile. Un record che, ancora oggi, non è mai stato anche solo eguagliato da nessun altro pilota. Un record molto distante, paradossalmente, dai risultati ottenuti da Senna in Brasile.
Il brasiliano vinse infatti “solo” in due occasioni nel gran premio di casa: nel 1991 e nel 1993.
Tornando a quell’Interlagos del 1990, in qualifica Senna sembrò davvero in gran forma. La pole fu infatti sua, e con il 6° posto di Alain in griglia, in molti iniziavano ad accarezzare il sogno di vedere Ayrton finalmente trionfante nel suo Brasile.
Le sensazioni vennero confermate anche in gara, con Senna stabilmente in testa alla corsa e con Prost impegnato in una rimonta con i fiocchi, fino al 2° posto. L’esito del gran premio sembrava quindi una pura formalità, ma a pochi giri dalla fine succede l’imprevisto, che getta nello sconforto la “torcida”. Senna, impegnato in fase di doppiaggio, viene clamorosamente a contatto con la Tyrrell di Nakajima, danneggiando l’alettone anteriore e rientrando ai box per la sostituzione. Prost, che si trovava a quasi dieci secondi di ritardo da Senna, passa così in testa, andando poi a vincere il gran premio. Senna sarà poi 3° al traguardo.
Per il francese si trattò del sesto ed ultimo successo in Brasile ma, ancor più importante, ottenne la 41° vittoria in carriera, la prima al volante della Ferrari. Quella fu la gara che rilanciò Prost in classifica generale e, tra alti e bassi, fu una delle tante che consentì al francese di lottare fino all’ultimo con Ayrton, fino al clamoroso e discusso incidente di Suzuka tra i due.
I numeri di Prost in Ferrari
Stagioni disputate: 2 (1990, 1991)
GP disputati: 31
Vittorie: 5
Podi: 14
Giri veloci: 3
Pole position: 0
Punti conquistati: 107
I numeri di Prost in Brasile:
Vittorie: 6 (Jacarepaguà 1982, 1984, 1985, 1987, 1988, Interlagos 1990)
Pole position: 2 (Jacarepaguà 1982, Interlagos 1993)
Giri veloci: 3 (Jacarepaguà 1982, 1984, 1985)