
A tenere banco negli ultimi giorni è stato il rapporto tra Toro Rosso e Renault, diventato tema di discussioni e dissapori, tanto da essere arrivati a comunicati ufficiali da parte dei due team con velante, ma pesanti, accusse da ambo le parti.
Tutto è nato nel corso della scorsa settimana, durante il Gran Premio del Brasile: dopo i tanti problemi di affidabilità riscontrati dalla Toro Rosso negli ultimi weekend, non sono mancate accuse da ambo le parti, con Renault che accusava la squadra italiana di usare le componenti della Power Unit transalpina nel modo sbagliato, cosa smentita successivamente da parte dello stesso team di Faenza. Quest’ultima non si è solo limitata a smentire quanto detto da Renault, ma ha, a sua volta, lanciato un’accusa velata alla squadra transalpina: “Non dobbiamo dimenticare che loro [Renault] stanno lottano contro la Toro Rosso per una migliore posizione nel campionato costruttori. Come suggerito dal singor Abiteboul, potrebbe non essere una coincidenza quanto sta avvendendo, ma certamente non è colpa delle vetture della Toro Rosso”. Parole dure che lasciano spazio a diverse interpretazioni, dalle più banali a quelle più complottistiche, con una Renault che starebbe di proposito sfavorendo la squadra italiana per riuscire a recuperare una posizione nel campionato costruttori proprio ai danni della Toro Rosso: posizioni in più nel campionato che significa soldi, ricavi importanti per un squadra che sta cercando di mettere delle solide fondamenta come quella francese.

Una situazione che ha del paradossale, perché non solo Toro Rosso si trova ad affrontare grandissimi problemi di affiabilità, ma anche perché Renault non sarebbe in grado di fornire pezzi di ricambio per l’ultima corsa della stagione: dopo le tante rotture avute, infatti, il team di Faenza rischierebbe di saltare le corsa ad Abu Dhabi per la mancanza di pezzi di ricambio della Power Unit. Il junior team Red Bull si troverebbe già a corto di MGU-H, l’elemento che ha causato più problemi in quest’ultima parte della stagione, senza la possibilità di averne di nuovi, vedendosi quindi costretta ad usare pezzi vecchi con un grande chilometraggio alle spalle. “Questi componenti hanno bisogno di un periodo di gestazione piuttosto lungo e non possono essere costruiti in due settimane” ha dichiarato Cyril Abiteboul, Managing Director della Renault, intervistato a riguardo. È chiaro che il motorista transalpino non si aspettasse tutti questi problemi di affidabilità da un momento all’altro e la produzione di numerose parti di ricambio, tra l’altro dell’ultima specifica introdotta proprio negli Stati Uniti, sarebbe stato un dispendio economico imporante e molto probabilmente inutile.
Le accuse, però, sono continuate, soprattutto da casa Toro Rosso: “Speriamo di non avere problemi nelle FP3, qualifiche e gara. Abbiamo tanti pezzi vecchi e per questo motivo abbiamo problemi. La macchina è la stessa, non abbiamo cambiato niente. Paghiamo tanti soldi per i pezzi della PU. Loro hanno i pezzi. Renault è responsabile di quanto sta accadendo” – ha tuonato il responsabile della scuderia, Franz Tost. Una situazione che è andata via via degenerando, arrivando anche ad un accesso dialogo tra Abiteboul e il Dr. Marko, responsabile del progetto F1 della Red Bull, nel paddock brasiliano.

Ciò che ha sopreso ancora di più, però, è il rumor che è circolato domenica mattina: la possibilità che Renault possa bloccare i “pezzi” dati alla Toro Rosso, costringendola dunque a saltare l’ultimo appuntamento del calendario. Una decisione di “ripicca”, ma importante, in quanto alzerebbe un polverone su quelle che potranno essere le dinamiche tra motorista e cliente, soprattutto in casa Renault. È pur vero che i rapporti tra i team si erano inclinati dopo il passaggio della squadra italiana alle Power Unit Honda, ma era difficile immaginarsi una involuzione di queste proporzioni.
E, in tutto questo trambusto, resta ancora aperta la lotta per il sesto posto nel mondiale: 4 punti dividono Toro Rosso (al momento sesta) e Renault (settima), con la scuderia transalpina che negli ultimi Gran Premi ha recuperato punti preziosi alla rivale. Ad Abu Dhabi ci si giocherà molto più di una posizione in campionato, si giocherà per il potere politico e per indirizzare le responsabilità di quello che è stato il caso più discusso delle ultime settimane.