
Il numero uno della scuderia indiana, in un intervista rilasciata al sito firstpost.com, si è dichiarato soddisfatto degli importanti risultati ottenuti fino ad oggi, e non ha nascosto la voglia di provare ad avvicinarsi ai grandi. E magari in futuro vincere con un pilota connazionale.
Fin da quando a nata dalle ceneri della Spiker F1, la Force India, chiamata per motivi di sponsorizzazione Sahara Force India F1 Team, non è mai passata inosservata.
Prima scuderia nella storia della Formula 1, con una forte caratterizzazione indiana, in dieci anni di presenza nel circus iridato il team è sempre cresciuto costantemente, passando dal 10 ° posto nel Campionato Costruttori di Formula 1, nell’anno del suo esordio, con neanche un punto conquistato, al quarto nelle stagioni 2016 e 2017, subito dietro a Mercedes, Ferrari e Red Bull, e davanti a colossi del Motorsport, quali Renault e McLaren.
Merito di un progetto ambizioso e di una struttura organizzativa solida, che ha consentito al team di avere fin da subito motori di primo livello.
Nel 2008 la scuderia indiana ha infatti esordito spinta da un motore Ferrari V8, che se da un lato gli ha consentito fin da subito prestazioni velocistiche interessanti, dall’altro ha generato non pochi problemi di affidabilità (18 ritiri stagionali).
Da li la decisione di passare, fin dall’anno successivo, ai motori Mercedes: partnership che dura tutt’ora, e che ha consentito alla Force India di fare passi da gigante in ambito tecnologico. Infatti la casa tedesca ha inizialmente fornito al team indiano il solo propulsore e tutti i sistemi ausiliari connessi. La crescita costante dei risultati ha sicuramente contribuito a rendere sempre più stretto il legame tra Mercedes e Force India: e così la casa della stella a tre punte ha deciso di investire sul team di Mallya, arrivando a fornirgli anche il blocco cambio e l’impianto idraulico.
Di primissimo livello anche i piloti che si sono seduti al volante delle monoposto della scuderia indiana: dal nostro Giancarlo Fisichella che ha portato al debutto la VJM01 motorizzata Maranello, regalando, nel 2009 la prima pole position della storia del team, al Gran Premio del Belgio. A Nico Hulkenberg, che ha sfiorato più volte la vittoria. Agli attuali Sergio Perez ed Esteban Ocon, quest’ultimo pilota in orbita Mercedes, che quest’anno non si sono risparmiati colpi proibiti, regalando spettacolo agli appassionati: da cineteca le ruotate che i due si sono scambiati ripetutamente a Spa.
A livello di marketing la Force India non ha mai avuto niente da invidiare ai top team. Come nel 2017 quando, per motivi di sponsor, ha sfoggiato sulle monoposto una livrea tutta rosa, con qualche accento silver e magenta. Dello stesso colore i caschi dei due piloti, a completamento di un look che ha sicuramente attirato la simpatia degli appassionati, e ha ravvivato cromaticamente la griglia di partenza. Per i 30 milioni di Euro sganciati dalla BWT, questo e altro!
Per tutti questi aspetti la Force India oggi rappresenta un punto di riferimento per esperti, piloti e persino squadre rivali.
L’obiettivo per il futuro è rimanere “la migliore delle altre”, o cercare di inserirsi tra le tre grandi?
Firstpost lo ha chiesto direttamente al boss del team indiano Vijay Mallya.
Il fondatore, nonchè attuale Team Manager della Force India, si è detto soddisfatto dei risultati ottenuti fino ad oggi: “Sono estremamente orgoglioso di quanto lontano sia arrivato il team negli ultimi 10 anni. Nel 2008 eravamo in fondo alla griglia e ora siamo la squadra in quarta posizione. È un risultato enorme ed è stato incredibilmente soddisfacente ottenere questi risultati, battendo squadre come Williams, Renault e McLaren”.
Allo stesso tempo c’è però la consapevolezza del gap, economico e tecnico, presente con i top team: “Al momento c’è un enorme divario che dobbiamo chiudere con le prime tre squadre, ma sono comunque orgoglioso di essere il migliore del resto del gruppo. Corriamo contro enormi produttori di automobili e dobbiamo essere realistici su ciò che possiamo ottenere con le nostre risorse, quindi sono soddisfatto e orgoglioso del lavoro che stiamo svolgendo: ma sono alla ricerca di risultati e podi ancora migliori. L’obiettivo per il futuro è mantenere la nostra posizione e iniziare a colmare il divario con i team davanti a noi“.
La partnership con Mercedes ha sicuramente contribuito in maniera determinante, sia in ambito tecnologico che umano, alla crescita costante del team, culminata con i due quarti posti iridati. Dalle parole di Toto Wolff, si è intuito che la casa tedesca potrebbe essere interessata ad incrementare la partnership in essere, stile Alfa Romeo-Sauber: in questo modo Force India diventerebbe un team satellite, e potrebbe rafforzare i suoi guadagni ed essere ancora più competitivo.
Un possibilità che Vijay non ha escluso: “è ovvio che valuteremo sempre le opportunità per prendere le migliori decisioni strategiche per il futuro di questa squadra. Abbiamo già una stretta collaborazione con Mercedes e non dimentichiamo che Esteban Ocon è un pilota junior Mercedes”.
Il rapporto tra il team e l’India è rimasto molto forte. Altro obiettivo di Vijay Mallya è infatti quello di portare nel circus iridato piloti indiani. Dal 2011 Force India ha realizzato un programma per portare alla luce giovani talenti indiani, chiamato “One from a Billion Hunt”. Il loro attuale pilota junior, Jehan Daruvala, è il prodotto di tale programma. Potrà essere protagonista nel 2018 nei test fissati per i rookie? “Le opportunità di test sono così limitate in questi giorni ed è difficile prevedere quando Jehan avrà l’opportunità di guidare un’auto di Formula Uno. La priorità è che Jehan continui a basarsi sui progressi fatti in F3 l’anno scorso. Se riuscirà a ottenere risultati importanti, sono certo che l’opportunità verrà da lui, ma è impossibile fissare un calendario su qualcosa di simile”.